Il Tirreno

Lucca

Tribunale 

Condannato a 2 anni per stupro 

di Gianni Parrini
Condannato a 2 anni per stupro 

Operaio di 29 anni ha abusato di una ragazza conosciuta in un locale

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LUCCA. Condannato a 2 anni e 4 mesi per violenza sessuale. È questo il verdetto emesso ieri mattina dal gup Antonia Aracri al termine dell’udienza camerale. Imputato un operaio di 29 anni di Capannori accusato di aver stuprato una ragazza all’epoca dei fatti 22enne. Su consiglio dei suoi legali l’uomo ha optato per il rito abbreviato e così ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena. In aula il sostituto procuratore Giuseppe Amodeo aveva chiesto una condanna a 2 anni e 2 mesi. L’imputato non ha negato il rapporto, ma ha sostenuto che la ragazza fosse consenziente. Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche all’accusato (incensurato) condannandolo a 2 anni e 4 mesi e al risarcimento della vittima (30mila euro) e delle spese legali. Nonostante un giudizio non particolarmente severo, i legali della difesa hanno già annunciato di voler fare ricorso in appello.
Vittima e aguzzino si erano incontrati nell’ottobre del 2013 in un locale di Porcari. Alla ragazza quel giovane era sembrato un ragazzo pulito. Uno di quelli di cui ci si può fidare. Per questo motivo aveva accettato di uscire dal locale. Astemia e poco amante della disco dance quella sera aveva accettato di andare a ballare con le amiche. Ma alla musica assordante preferiva fare due chiacchiere con il giovane appena conosciuto. Così era salita sull’utilitaria di quel ragazzo. Era una fredda serata di metà ottobre. Un giorno da incubo per la studentessa della Piana. Perché in quella macchina ha subito un rapporto completo contro la sua volontà, perdendo la verginità. Una prima volta condita da schiaffi e pugni e la minaccia di morte se avesse raccontato quello che era accaduto ai genitori, agli amici o peggio ancora ai carabinieri. Con cinica freddezza il violentatore l’ha riportata a 100 metri dalla discoteca buttandola fuori dalla vettura e allontanandosi. In lacrime lei è tornata dalle amiche che l’hanno accompagnata al pronto soccorso.
Parte da quel momento l’indagine affidata dal sostituto procuratore Sara Polino ai carabinieri di Borgo Giannotti del maresciallo Carlo Zingale. Prima di arrivare all’emissione di un avviso di garanzia i carabinieri hanno dovuto effettuare uno screening sull’unico dato certo: il modello dell’utilitaria del falso corteggiatore.
In Lucchesia ce ne sono cinquemila. Ma il cerchio si è ristretto a 3-400 proprietari, tutti automobilisti di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Le foto tessera del documento della patente sono stati mostrati alla studentessa e i sospetti si sono concentrati su quell’impiegato.
La prova principe raccolta dai carabinieri è l’analisi del dna. Dopo aver sequestrato il reggiseno e gli slip della ragazza (dove c’erano tracce di liquido seminale), i militari sono riusciti, dopo aver individuato il presunto autore dello stupro, a repertare un campione di saliva dell’impiegato e ad estrarne il dna che è risultato compatibile. Al momento della violenza la ragazza era sobria e lucida e quel viso non potrà mai scordarlo.

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