Gioco
Arrestato il rapinatore “tradito” dallo scontrino
di Flavia Barsotti
In carcere un 37enne accusato del raid nella casa di Giovanni Pieroni Nella macchina abbandonata dopo la fuga la prova di un acquisto a Pisa
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MONTECARLO. Sono stati uno scontrino e la Skoda Fabia di colore grigio, abbandonata dopo il colpo, a mettere gli inquirenti sulle tracce di Agron Hasani, il kosovaro di 37 anni ritenuto uno degli autori della rapina messa a segno a Montecarlo lo scorso 27 febbraio, nell’abitazione dell’imprenditore Giovanni Pieroni. Due elementi che, ieri mattina, a seguito delle indagini condotte dal tenente colonnello Dario Anfuso, sotto la direzione del sostituto procuratore Salvatore Giannino, hanno fatto scattare le manette ai polsi per l’uomo che si trovava nella sua abitazione di Cascina già agli arresti domiciliari. Da lì la misura di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Lucca, Riccardo Nerucci, perché il kosovaro era recidivo in virtù di una sentenza di condanna per identico reato commesso negli ultimi cinque anni. Un malvivente già noto alle forze dell’ordine anche per una serie di furti in abitazione commessi fra Pisa, Firenze e Cascina e perché coinvolto negli scontri avvenuti a gennaio 2008 nel campo nomadi di Coltano a Pisa.
La cruenta rapina. L’episodio accaduto a Montecarlo, in località San Salvatore, risale a due mesi e mezzo fa. Intorno alle 21, una banda composta da 4-5 individui con accento dell’Est, aggredirono alle spalle Giovanni Pieroni, titolare del concessionario “Pieroni Moto”, uscito in giardino perché insospettito dal continuo abbaiare del cane. Pieroni venne colpito più volte alla testa con il calcio di una pistola e, con le mani bloccate da alcune fascette di plastica da elettricista, venne costretto a riaprire la porta di casa. I banditi salirono al piano superiore, dopo aver immobilizzato anche la moglie e la figlia della vittima, e obbligarono l’uomo ad aprire la cassaforte da cui prelevarono diversi oggetti in oro e alcuni Rolex per un valore di circa 70-80mila euro. I criminali, che agirono muniti di guanti e a volto coperto, scapparono poi a bordo di una Skoda Fabia grigia in direzione Valdinievole, ma in prossimità della rotonda di Macchie di San Piero a Pescia, persero il controllo della vettura andando a sbattere contro un muretto. Proprio dall’auto, abbandonata sul posto, sono iniziate le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo, coadiuvati dalla stazione di Altopascio.
Le indagini. «All’interno della vettura è stato rinvenuto uno scontrino che riportava ora e data di acquisto di un paio di guanti in un negozio della provincia di Pisa - racconta il procuratore Pietro Suchan –. Le telecamere di sicurezza dell’esercizio hanno permesso di individuare Agron Hasani mentre, tre giorni prima della rapina, acquistava i guanti utilizzati per il colpo». Inoltre, la Skoda Fabia, intestata ad altre persone, ma in uso con continuità al kosovaro, si è rivelata essere la stessa con cui l’uomo si presentava quotidianamente alla stazione dei carabinieri perché soggetto ad obbligo di firma. A seguito dell’incidente e del sequestro del mezzo dopo la rapina, Agron Hasani aveva preso a recarsi in caserma servendosi di un altro veicolo. «La stessa macchina era stata notata giorni prima del colpo vicino l’abitazione di Pieroni – spiega il pm Giannino – a conferma che il blitz era stato preparato con diversi sopralluoghi». Il nomade è accusato di rapina aggravata, lesioni personali aggravate e sequestro di persona ed è in carcere a San Giorgio. L’inchiesta prosegue per individuare gli altri banditi.
La cruenta rapina. L’episodio accaduto a Montecarlo, in località San Salvatore, risale a due mesi e mezzo fa. Intorno alle 21, una banda composta da 4-5 individui con accento dell’Est, aggredirono alle spalle Giovanni Pieroni, titolare del concessionario “Pieroni Moto”, uscito in giardino perché insospettito dal continuo abbaiare del cane. Pieroni venne colpito più volte alla testa con il calcio di una pistola e, con le mani bloccate da alcune fascette di plastica da elettricista, venne costretto a riaprire la porta di casa. I banditi salirono al piano superiore, dopo aver immobilizzato anche la moglie e la figlia della vittima, e obbligarono l’uomo ad aprire la cassaforte da cui prelevarono diversi oggetti in oro e alcuni Rolex per un valore di circa 70-80mila euro. I criminali, che agirono muniti di guanti e a volto coperto, scapparono poi a bordo di una Skoda Fabia grigia in direzione Valdinievole, ma in prossimità della rotonda di Macchie di San Piero a Pescia, persero il controllo della vettura andando a sbattere contro un muretto. Proprio dall’auto, abbandonata sul posto, sono iniziate le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo, coadiuvati dalla stazione di Altopascio.
Le indagini. «All’interno della vettura è stato rinvenuto uno scontrino che riportava ora e data di acquisto di un paio di guanti in un negozio della provincia di Pisa - racconta il procuratore Pietro Suchan –. Le telecamere di sicurezza dell’esercizio hanno permesso di individuare Agron Hasani mentre, tre giorni prima della rapina, acquistava i guanti utilizzati per il colpo». Inoltre, la Skoda Fabia, intestata ad altre persone, ma in uso con continuità al kosovaro, si è rivelata essere la stessa con cui l’uomo si presentava quotidianamente alla stazione dei carabinieri perché soggetto ad obbligo di firma. A seguito dell’incidente e del sequestro del mezzo dopo la rapina, Agron Hasani aveva preso a recarsi in caserma servendosi di un altro veicolo. «La stessa macchina era stata notata giorni prima del colpo vicino l’abitazione di Pieroni – spiega il pm Giannino – a conferma che il blitz era stato preparato con diversi sopralluoghi». Il nomade è accusato di rapina aggravata, lesioni personali aggravate e sequestro di persona ed è in carcere a San Giorgio. L’inchiesta prosegue per individuare gli altri banditi.
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