La protesta
Alta tensione fra Cisl e Cgil sui risultati di Kme
Pellegrini (Fim) contro Braccini (Fiom): non si accorge dei miglioramenti dei primi tre mesi del 2017
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BARGA. Alta tensione fra sindacati sul caso Kme. «Da quanto leggiamo sulla stampa locale ci rendiamo conto che il nuovo coordinatore nazionale Kme della Fiom abbia perso qualche “puntata” importante del percorso fatto in un “annus horribilis” quale quello del 2016». Così attacca con una nota Narcisa Pellegrini, segretaria provinciale di Fim-Cisl con riferimento al collega della Fiom Massimo Braccini.
«Basterebbe ricordarsi -prosegue- la riconversione annunciata dell’azienda poi “abbandonata” per mantenere e perseguire quello spirito industriale che i lavoratori e la fabbrica meritano e che fa parte della storia di Kme. Quindi quanto rappresentatoci nei numeri per l’anno 2016, in occasione dell’incontro della commissione economica congiunta del 5 maggio tra azienda ed organizzazioni sindacali, è un quadro e un bilancio che, come Fim Cisl non ci hanno sorpreso. Ci sorprende invece che ancora oggi non siano stati colti da tutte i sindacati i buoni risultati gestionali, di fatturato e di ordini dei primi tre mesi del 2017, come il vero segnale positivo di ripresa che sta contribuendo a un ritrovato cauto ottimismo anche tra i lavoratori mutando il clima minaccioso di un anno fa».
Secondo Pellegrini «nell’incontro poi ci sono state confermate quelle prospettive di crescita e di consolidamento che hanno riaperto Kme al mercato e agli investitori. La cautela però è sempre d’obbligo soprattutto in vista della data del settembre 2018, nella quale scadrà l’accordo azienda-sindacati ma, con gli accordi sottoscritti a giugno e ottobre 2016, abbiamo gettato le basi per finalizzare il mantenimento dell’occupazione di tutti i lavoratori a Fornaci di Barga. Questi accordi hanno peraltro trovato una risposta non così scontata e che apprezziamo molto. Riteniamo che quanto annunciatoci dal sindaco Marco Bonini (cioè la convenzione tra Comune e Kme per l’impiego di alcuni operai in contratto di solidarietà alla cura del verde pubblico, ndr) sia la giusta risposta, a quel senso civico che una comunità poteva esprimere verso i cittadini e lavoratori della più grande fabbrica del territorio di Barga e che vorremmo ritrovare in molte altre comunità. La Fim-Cisl sarà vigile, con l’attenzione necessaria affinché gli accordi trovino applicazione in tutte le loro parti, ciò al fine di riaccompagnare le lavoratrici e i lavoratori in quel percorso che dovrà avere, alla scadenza del settembre 2018, l’unica strada tracciata e attesa: la piena rioccupazione dei lavoratori coinvolti dagli accordi che hanno impedito che venissero licenziati 375 lavoratori di cui 275 solo a Fornaci di Barga».
Francesco Cosimini
«Basterebbe ricordarsi -prosegue- la riconversione annunciata dell’azienda poi “abbandonata” per mantenere e perseguire quello spirito industriale che i lavoratori e la fabbrica meritano e che fa parte della storia di Kme. Quindi quanto rappresentatoci nei numeri per l’anno 2016, in occasione dell’incontro della commissione economica congiunta del 5 maggio tra azienda ed organizzazioni sindacali, è un quadro e un bilancio che, come Fim Cisl non ci hanno sorpreso. Ci sorprende invece che ancora oggi non siano stati colti da tutte i sindacati i buoni risultati gestionali, di fatturato e di ordini dei primi tre mesi del 2017, come il vero segnale positivo di ripresa che sta contribuendo a un ritrovato cauto ottimismo anche tra i lavoratori mutando il clima minaccioso di un anno fa».
Secondo Pellegrini «nell’incontro poi ci sono state confermate quelle prospettive di crescita e di consolidamento che hanno riaperto Kme al mercato e agli investitori. La cautela però è sempre d’obbligo soprattutto in vista della data del settembre 2018, nella quale scadrà l’accordo azienda-sindacati ma, con gli accordi sottoscritti a giugno e ottobre 2016, abbiamo gettato le basi per finalizzare il mantenimento dell’occupazione di tutti i lavoratori a Fornaci di Barga. Questi accordi hanno peraltro trovato una risposta non così scontata e che apprezziamo molto. Riteniamo che quanto annunciatoci dal sindaco Marco Bonini (cioè la convenzione tra Comune e Kme per l’impiego di alcuni operai in contratto di solidarietà alla cura del verde pubblico, ndr) sia la giusta risposta, a quel senso civico che una comunità poteva esprimere verso i cittadini e lavoratori della più grande fabbrica del territorio di Barga e che vorremmo ritrovare in molte altre comunità. La Fim-Cisl sarà vigile, con l’attenzione necessaria affinché gli accordi trovino applicazione in tutte le loro parti, ciò al fine di riaccompagnare le lavoratrici e i lavoratori in quel percorso che dovrà avere, alla scadenza del settembre 2018, l’unica strada tracciata e attesa: la piena rioccupazione dei lavoratori coinvolti dagli accordi che hanno impedito che venissero licenziati 375 lavoratori di cui 275 solo a Fornaci di Barga».
Francesco Cosimini
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