Il Tirreno

Lucca

Omicidio, arresti ad Altopascio 

Omicidio, arresti ad Altopascio 

In manette due albanesi di 37 e 25 anni fuggiti dopo l’uccisione di due cugini nel milanese

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LUCCA. Una scena che sembrava tratta, pari pari, da un film dedicato ai gangster degli anni Venti, solo che invece delle Studebacker e delle Buick c’erano utilitarie contemporanee, e pistole al posto delle antiche machine gun “Tommy”. E non eravamo a Chicago, ma nella periferia di Milano. A Canegrate, uno di quei comuni cresciuti in fretta negli anni del boom. E proprio Canegrade, nella tarda serata del 10 novembre scorso, fu teatro di quella “scena da film”. Solo che era la realtà, una sanguinosa realtà. Un inseguimento in strada, gomme che stridono sull’asfalto, colpi di pistola, poi il botto e il rumore di un’auto che si allontana. Era un regolamento di conti per il controllo del mercato della droga in quest’angolo di Lombardia, una vicenda che si è chiusa dopo mesi di indagini con 5 arresti e i carabinieri che sono entrati in azione anche in Lucchesia.
Qui sono stati arrestati due dei 5 uomini accusati di essere gli autori di quella strage. Si tratta Pieter Lleshaj, 37 anni, di origine albanese, che si era nascosto ad Altopascio. Nel suo covo, i carabinieri hanno anche trovato un revolver calibro 38 (probabilmente usato, insieme a una semiautomatica calibro 40, nella strage lombarda), nonché 3. 500 euro in contanti e 18 dosi di cocaina. Sempre in Lucchesia è stato catturato un altro membro della banda, il venticinquenne Edward Nikolli.
Lleshaj – ma non c’era alcun rapporto di parentela – era anche il cognome delle due vittime dell’esecuzione di novembre: si tratta di Alban e Agron Lleshaj, due cugini di 37 e 31 anni, anche loro albanesi. Si trovavano su una Volkswagen Polo quando furono avvicinati dall’auto su cui si trovavano i componenti del clan rivale. Dopo l’inseguimento la sparatoria, con la Polo che finì per schiantarsi contro una Seat in sosta. I due occupanti erano già morti, crivellati dai proiettili. Lo stesso i loro assassini si fermarono, per controllare che tutto fosse andato come doveva, per poi risalire in macchina e fuggire.
Per quell’assassinio il Gip di Busto Arsizio ha emesso 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, nei confronti di tre fratelli: Eidom Lleshaj, 34 anni, considerato il capo del commando e arrestato in Belgio; Edmond Lleshaj, 38 anni, arrestato a Zagarolo, nella periferia romana; e, appunto, Pieter, catturato ad Altopascio. Con loro anche l’altro arrestato il lucchesia, cognato di uno dei tre. Ancora latitante il quinto componente della banda.
Secondo la ricostruzione del maggiore dei carabinieri di Monza Ruggero Rugge, la notte dell’omicidio il gruppo fu aiutato dai familiari a nascondersi a Piacenza e a Modena. Il timore degli inquirenti, che da mesi tenevano sotto controllo la banda, era quello dell’innescarsi di una faida tra clan. Il duplice omicidio era stato probabilmente provocato dal tentativo delle vittime di prendersi la piazza dello spaccio nella zona di Legnano. Uno sgarro punito – come spiegato dal Pm di Busto Arsizio Gianluigi Fontana – in base al codice “kanun”, quello che regola i rapporti tra famiglie nel nord dell’Albania. E proprio da qui, per l’esattezza dal villaggio di Uletz, provenivano sia le vittime che i presunti assassini.

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di Redazione web