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Sì del Comune di Pescaglia al piano “rifiuti zero”
PESCAGLIA. Sì all’unanimità dal consiglio comunale di Pescaglia all’adesione alla strategia “Rifiuti zero”. Il voto è arrivato nel corso della seduta di venerdì, alla quale ha partecipato anche...
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PESCAGLIA. Sì all’unanimità dal consiglio comunale di Pescaglia all’adesione alla strategia “Rifiuti zero”. Il voto è arrivato nel corso della seduta di venerdì, alla quale ha partecipato anche Rossano Ercolini, presidente dell’associazione Zero Waste Europe e vincitore nel 2013 del Goldman Environmental Prize, l’equivalente del premio Nobel dell’ecologia.
L’approvazione di questa determina è solo l’ultimo passo intrapreso dall’amministrazione comunale in tema di rifiuti: da quando si è insediata l’amministrazione Bonfanti, è stata estesa in tutto il territorio la raccolta “porta a porta” ed è stata aperta la stazione ecologica di Piegaio, mentre la raccolta differenziata attualmente è al 68. 5%.
«Siamo proiettati verso i “rifiuti zero” ma non siamo a zero come comune – ha detto il consigliere con delega all’igiene del territorio Claudio Simi – alcuni passi li abbiamo fatti: abbiamo aperto l’oasi ecologica, esteso il porta a porta anche nei paesi più disagiati ma questo non basta. Siamo in contatto con i comuni della Media Valle per cercare di capire se è possibile aprire un centro per il riuso e poi apriremo un’altra oasi ecologica nella zona della Val Freddana. Inoltre, dobbiamo informare la popolazione e spiegare loro perché prendiamo queste decisioni, partendo dalle scuole».
Rossano Ercolini da parte sua ha sottolineato l’importanza dell’adesione del territorio di Pescaglia al progetto “Rifiuti zero”: «Tutti i mesi ho i risultati dei comuni serviti da Ascit e vedo quindi anche i dati di Pescaglia, che ha dei risultati ottimi. Io non guardo solo la percentuale di raccolta differenziata, ma anche la produzione pro capite che vede per Pescaglia una riduzione rilevante dei rifiuti. È più virtuoso produrre pochi rifiuti che produrne tanti e avviarli correttamente al riciclo: questo significa ridurre le bollette. Purtroppo anche in questo territorio c’è il fenomeno degli abbandoni. Essere riusciti ad aprire un’isola ecologica e volerne aprire un’altra in una zona che ne necessita di più per il maggior numero di abitanti, è un anticorpo nei confronti degli abbandoni, che nelle zone vaste come queste non è una battaglia facile da vincere».
Adesso Pescaglia si va ad aggiungere ai 242 Comuni italiani, di cui quattordici nella provincia di Lucca (che rappresentano circa 320mila abitanti), che hanno seguito il percorso iniziato dieci anni fa dall’amministrazione di Capannori con la strategia “Rifiuti Zero”.
Luca Meconi
L’approvazione di questa determina è solo l’ultimo passo intrapreso dall’amministrazione comunale in tema di rifiuti: da quando si è insediata l’amministrazione Bonfanti, è stata estesa in tutto il territorio la raccolta “porta a porta” ed è stata aperta la stazione ecologica di Piegaio, mentre la raccolta differenziata attualmente è al 68. 5%.
«Siamo proiettati verso i “rifiuti zero” ma non siamo a zero come comune – ha detto il consigliere con delega all’igiene del territorio Claudio Simi – alcuni passi li abbiamo fatti: abbiamo aperto l’oasi ecologica, esteso il porta a porta anche nei paesi più disagiati ma questo non basta. Siamo in contatto con i comuni della Media Valle per cercare di capire se è possibile aprire un centro per il riuso e poi apriremo un’altra oasi ecologica nella zona della Val Freddana. Inoltre, dobbiamo informare la popolazione e spiegare loro perché prendiamo queste decisioni, partendo dalle scuole».
Rossano Ercolini da parte sua ha sottolineato l’importanza dell’adesione del territorio di Pescaglia al progetto “Rifiuti zero”: «Tutti i mesi ho i risultati dei comuni serviti da Ascit e vedo quindi anche i dati di Pescaglia, che ha dei risultati ottimi. Io non guardo solo la percentuale di raccolta differenziata, ma anche la produzione pro capite che vede per Pescaglia una riduzione rilevante dei rifiuti. È più virtuoso produrre pochi rifiuti che produrne tanti e avviarli correttamente al riciclo: questo significa ridurre le bollette. Purtroppo anche in questo territorio c’è il fenomeno degli abbandoni. Essere riusciti ad aprire un’isola ecologica e volerne aprire un’altra in una zona che ne necessita di più per il maggior numero di abitanti, è un anticorpo nei confronti degli abbandoni, che nelle zone vaste come queste non è una battaglia facile da vincere».
Adesso Pescaglia si va ad aggiungere ai 242 Comuni italiani, di cui quattordici nella provincia di Lucca (che rappresentano circa 320mila abitanti), che hanno seguito il percorso iniziato dieci anni fa dall’amministrazione di Capannori con la strategia “Rifiuti Zero”.
Luca Meconi
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