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Martedì una messa per ricordare  Onofrio Salvioli

Martedì una messa per ricordare  Onofrio Salvioli

COLLE DI COMPITO. Martedì alle 18 alla chiesa di Colle di Compito si terrà una messa per commemorare Onofrio Salvioli, 83 anni, residente in via Nuova, morto all’ospedale Cisanello in seguito alle...

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COLLE DI COMPITO. Martedì alle 18 alla chiesa di Colle di Compito si terrà una messa per commemorare Onofrio Salvioli, 83 anni, residente in via Nuova, morto all’ospedale Cisanello in seguito alle lesioni riportate nel cedimento della ringhiera su cui si era appoggiato la mattina del 3 aprile scorso. Al momento non si conosce la data dei funerali del pensionato perché il cadavere si trova in una cella frigorifera all’ospedale «Cisanello» in attesa dell’esame autoptico disposto dall’autorità giudiziaria. I familiari della vittima - che lascia la moglie e tre figli - hanno chiesto in un esposto di fare piena luce sul decesso, non tanto per quanto concerne le cure a cui è stato sottoposto il caro estinto, ma in relazione al cedimento strutturale della ringhiera metallica su cui si era seduto il pensionato al momento dell’incidente. Da quanto sostengono i familiari di Salvioli, la procura della Repubblica ha affidato gli accertamenti ai carabinieri della stazione di Pieve di Compito, quella ringhiera arrugginita era stata danneggiata nel 2010 quando il conducente di una ruspa, inviata dal Comune per spalare la neve caduta in abbondanza in quella zona, aveva perduto il controllo finendo contro il parapetto che risultava così danneggiato. Da quel giorno sino al momento della tragica caduta, nonostante i ripetuti solleciti, quella struttura non è stata sostituita. «Se avessero sistemato la ringhiera mettendone una nuova nostro padre sarebbe ancora vivo e intento a curare le sue piantine. - dice Francesco Salvioli, uno dei figli della vittima - Personalmente chiedo solo agli inquirenti di fare piena luce sulla vicenda. Mio padre aveva dei piccoli problemi di natura cardiovascolare, ma senza quella caduta sarebbe ancora con noi. Per riposarsi si era messo a sedere sulla ringhiera che ha ceduto e lo ha fatto cadere all’indietro senza difesa. È sempre stato cosciente, ma le lesioni riportate erano gravissime e i medici ci avevano detto che le speranze erano poche».
(l.t.)

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