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Identificate le regioni cerebrali alla base dei sogni
LUCCA. I sogni che popolano la notte sono stati oggetto di curiosità e di indagine sin dai tempi delle civiltà più antiche. Un nuovo studio pubblicato in questi giorni sulla prestigiosa rivista...
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LUCCA. I sogni che popolano la notte sono stati oggetto di curiosità e di indagine sin dai tempi delle civiltà più antiche.
Un nuovo studio pubblicato in questi giorni sulla prestigiosa rivista Nature Neuroscience, getta ora una nuova luce sulle molte domande che ancora avvolgono l’attività onirica. Lo studio, guidato da Giulio Tononi dell’Università del Wiscosin-Madison, è frutto di una collaborazione tra ricercatori Usa, svizzeri e italiani, tra cui Giulio Bernardi, ricercatore del MomiLab alla Scuola Imt di Lucca. Il team di ricercatori è riuscito a identificare una particolare zona della corteccia cerebrale (definita “hot zone posteriore”) la cui attività è strettamente associata alla generazione delle esperienze oniriche. «La vita è sogno del drammaturgo spagnolo del 1600 Pedro Calderón de la Barca ci dipinge con insuperabile maestria il fascino del sogno, quasi un alter ego della coscienza. Oggi le neuroscienze ci consentono di comprendere i meccanismi cerebrali che sottendono la nostra stessa essenza e il modo con cui ci rappresentiamo la realtà ed entriamo in relazione con il mondo esterno», ha commentato il professor Pietro Pietrini, neuroscienziato e direttore della Scuola Imt Alti Studi di Lucca.
Un nuovo studio pubblicato in questi giorni sulla prestigiosa rivista Nature Neuroscience, getta ora una nuova luce sulle molte domande che ancora avvolgono l’attività onirica. Lo studio, guidato da Giulio Tononi dell’Università del Wiscosin-Madison, è frutto di una collaborazione tra ricercatori Usa, svizzeri e italiani, tra cui Giulio Bernardi, ricercatore del MomiLab alla Scuola Imt di Lucca. Il team di ricercatori è riuscito a identificare una particolare zona della corteccia cerebrale (definita “hot zone posteriore”) la cui attività è strettamente associata alla generazione delle esperienze oniriche. «La vita è sogno del drammaturgo spagnolo del 1600 Pedro Calderón de la Barca ci dipinge con insuperabile maestria il fascino del sogno, quasi un alter ego della coscienza. Oggi le neuroscienze ci consentono di comprendere i meccanismi cerebrali che sottendono la nostra stessa essenza e il modo con cui ci rappresentiamo la realtà ed entriamo in relazione con il mondo esterno», ha commentato il professor Pietro Pietrini, neuroscienziato e direttore della Scuola Imt Alti Studi di Lucca.
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