Sicurezza
Boccherini “salvo” con 2 milioni di euro
di Alessandro Bientinesi
Il Comune approva il bilancio e si fa nuovamente carico dell’istituto. Ancora in dubbio i trasferimenti da parte dello Stato
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LUCCA. La buona notizia è che l’istituto musicale Boccherini è “salvo”. L’approvazione del bilancio di previsione nel consiglio comunale di ieri sera, infatti, permette di trasferire dalle casse comunali gli oltre 2 milioni di euro precedentemente cancellati da una delibera dello stesso Comune di Lucca. Delibera numero 48 del 2016 che dava per imminente il passaggio allo Stato dell’istituto lucchese. Il referendum del dicembre scorso, le dimissioni di Matteo Renzi e il cambio del ministro dell’istruzione, da Giannini e Fedeli, hanno però frenato questa transizione. Lasciando il Boccherini, e con lui gli altri istituti superiori di studi musicali, per alcuni mesi senza risorse. Boccherini costretto, dunque, a ritardare i pagamenti ai fornitori e con un’autonomia per gli stipendi dei dipendenti non in grado di superare il mese di giugno.
Le notizie meno buone, però, sono due. Primo: sui trasferimenti statali mancano metà dei 10 milioni di euro previsti nel 2016. La parte legata alla legge 107 sulla “buona scuola”, 5 milioni di euro, ci sono. Tagliati dalla finanziaria, invece, gli altri 5 milioni di euro da dividere tra i 18 istituti pareggiati. Al Boccherini dovrebbero essere destinati 463mila euro.
«Con il passaggio in consiglio comunale del bilancio, come per altro previsto da convenzione, verranno trasferiti 2 milioni di euro dal Comune all’istituto - spiega il direttore del Boccherini Fabrizio Papi -. A questi vanno aggiunti i 150mila euro della Regione Toscana, previsti in un piano triennale. E poi c’è la parte dello Stato, con 5 milioni di euro non inseriti nella finanziaria 2016. Anche se il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli sta cercando di recuperare gli altri 5 milioni di euro».
Queste, però, sono coperture che si limiteranno a garantire la sopravvivenza del Boccherini e degli altri istituti musicali. La statizzazione, infatti, richiede risorse superiori. «Il ministro il 26 aprile è intervenuto nella 7ª commissione permanente del Senato presieduta dal senatore Marcucci - prosegue Papi -. Ci pare chiaro il suo impegno nel trovare le coperture nel bilancio del Miur per l’avvio di una statizzazione progressiva».
Una cifra intorno ai 20 milioni di euro, anche se per il passaggio allo Stato degli istituti pareggiati ne serviranno probabilmente non 39 come inizialmente previsto ma 50, a causa dei debiti accumulati dalle varie scuole musicali. «Il Boccherini, però, non ha problemi di autonomia al momento - precisa il direttore -. E mi sento sicuro di poter dire che per i prossimi anni il Boccherini sia destinato a continuare a svolgere regolarmente la sua attività. Chi potrebbe pensare, a Lucca, di chiudere un’istituzione così imporante per il territorio?».
Stessa posizione del presidente del Boccherini, Paolo Cattani. «Il Comune sta mantenendo gli impegni presi perché tiene all’istituto - spiega -. Capiamo le difficoltà economiche degli enti locali, ma il Boccherini è una risorsa per la città, culturale e sociale. A parole la via della statizzazione sembra essere la soluzione auspicata da tutte le parti politiche coinvolte. Ma alle parole, adesso, devono seguire i fatti. Noi ci speriamo, ovviamente, e contiamo anche in una statizzazione progressiva. Questa sarà una battaglia politica che gli istituti dovranno affrontare insieme».
Le notizie meno buone, però, sono due. Primo: sui trasferimenti statali mancano metà dei 10 milioni di euro previsti nel 2016. La parte legata alla legge 107 sulla “buona scuola”, 5 milioni di euro, ci sono. Tagliati dalla finanziaria, invece, gli altri 5 milioni di euro da dividere tra i 18 istituti pareggiati. Al Boccherini dovrebbero essere destinati 463mila euro.
«Con il passaggio in consiglio comunale del bilancio, come per altro previsto da convenzione, verranno trasferiti 2 milioni di euro dal Comune all’istituto - spiega il direttore del Boccherini Fabrizio Papi -. A questi vanno aggiunti i 150mila euro della Regione Toscana, previsti in un piano triennale. E poi c’è la parte dello Stato, con 5 milioni di euro non inseriti nella finanziaria 2016. Anche se il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli sta cercando di recuperare gli altri 5 milioni di euro».
Queste, però, sono coperture che si limiteranno a garantire la sopravvivenza del Boccherini e degli altri istituti musicali. La statizzazione, infatti, richiede risorse superiori. «Il ministro il 26 aprile è intervenuto nella 7ª commissione permanente del Senato presieduta dal senatore Marcucci - prosegue Papi -. Ci pare chiaro il suo impegno nel trovare le coperture nel bilancio del Miur per l’avvio di una statizzazione progressiva».
Una cifra intorno ai 20 milioni di euro, anche se per il passaggio allo Stato degli istituti pareggiati ne serviranno probabilmente non 39 come inizialmente previsto ma 50, a causa dei debiti accumulati dalle varie scuole musicali. «Il Boccherini, però, non ha problemi di autonomia al momento - precisa il direttore -. E mi sento sicuro di poter dire che per i prossimi anni il Boccherini sia destinato a continuare a svolgere regolarmente la sua attività. Chi potrebbe pensare, a Lucca, di chiudere un’istituzione così imporante per il territorio?».
Stessa posizione del presidente del Boccherini, Paolo Cattani. «Il Comune sta mantenendo gli impegni presi perché tiene all’istituto - spiega -. Capiamo le difficoltà economiche degli enti locali, ma il Boccherini è una risorsa per la città, culturale e sociale. A parole la via della statizzazione sembra essere la soluzione auspicata da tutte le parti politiche coinvolte. Ma alle parole, adesso, devono seguire i fatti. Noi ci speriamo, ovviamente, e contiamo anche in una statizzazione progressiva. Questa sarà una battaglia politica che gli istituti dovranno affrontare insieme».
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