Gioco
Unieco in liquidazione due giorni per salvare i lavori alla manifattura
di Gianni Parrini
Il tribunale ha respinto il concordato della cooperativa Le altre aziende dell’Ati devono trovare un altro partner
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LUCCA. Lavori alla Manifattura, Unieco verso il fallimento. Il Comune avvia il procedimento di messa in mora: le altre aziende che fanno parte dell’Ati vincitrice dell’appalto hanno tempo fino a domani per individuare un soggetto in grado di sostituire l’azienda di Reggio Emilia. Se non si trova un accordo bisognerà rifare il bando e passeranno mesi prima della ripresa dei lavori.
Sono giorni delicati per la Unieco, la cooperativa edile capofila dell’Ati che nel 2012 si era aggiudicata l’appalto milionario per l’intervento di recupero della ex Manifattura Tabacchi. Mercoledì 29 marzo la sezione fallimentare del tribunale di Reggio Emilia ha decretato l’improcedibilità del concordato chiesto il 10 gennaio dalla cooperativa. Così ha preso il via la liquidazione coatta amministrativa, una sorta di procedura fallimentare ad hoc per le cooperative. Soluzione inevitabile visto che il debito di Unieco tocca la cifra astronomica di 665 milioni di euro. A fronte di questi debiti il piano di ristrutturazione “lacrime e sangue” presentato dalla coop (a casa 170 lavoratori su 340) non è servito a convincere i giudici.
Le sventure del colosso emiliano toccano da vicino Lucca per la questione Manifattura. I lavori all’ex fabbrica di sigari sono fermi ormai da settimane. Il Comune non ha ancora ricevuto comunicazioni ufficiali da parte di Unieco o dal tribunale in cui fa presente l’avvio della procedura coatta amministrativa ma da palazzo Orsetti si sono già mossi per cercare una soluzione che consenta di riprendere quanto prima i lavori, che sarebbero dovuti terminare nel corso del 2018.
Sulla base di quanto previsto dal codice degli appalti (articolo 136) il direttore dei lavori ha accertato gravi inadempimento alle obbligazioni di contratto da parte dell’appaltatore e ha inviato al responsabile unico del procedimento (Rup) una relazione particolareggiata. A inizio aprile, su indicazione del Rup, il direttore dei lavori ha formulato la contestazione degli addebiti all’appaltatore, dandogli 15 giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni e in individuare un soggetto che abbia i requisiti in regola per sostituire Unieco come capofila dell’Ati che si è aggiudicata i lavori. I 15 giorni scadono proprio domani, venerdì 28 aprile: la speranza è che per questa data le altre tre aziende dell’associazione temporanea d’impresa vincitrice della gara (Bianchi, Rama, Martinelli impianti) si siano accordate per trovare un sostituto. Magari un’azienda della zona con i requisiti adatti a portare avanti un lavoro enorme ma anche ben pagato. Circolano già dei nomi e qualche incontro informale c’è già stato. Per ora un semplice pour parler, niente di più ma il tempo stringe e serve una soluzione last minute. Altrimenti il Comune chiederà la risoluzione del contratto e dovrà indire un’altra gara. Un’ipotesi che allungherebbe di mesi, forse anni, i tempi di esecuzione dei lavori alla Manifattura. Uno scenario che a palazzo Orsetti vogliono assolutamente evitare.
Sono giorni delicati per la Unieco, la cooperativa edile capofila dell’Ati che nel 2012 si era aggiudicata l’appalto milionario per l’intervento di recupero della ex Manifattura Tabacchi. Mercoledì 29 marzo la sezione fallimentare del tribunale di Reggio Emilia ha decretato l’improcedibilità del concordato chiesto il 10 gennaio dalla cooperativa. Così ha preso il via la liquidazione coatta amministrativa, una sorta di procedura fallimentare ad hoc per le cooperative. Soluzione inevitabile visto che il debito di Unieco tocca la cifra astronomica di 665 milioni di euro. A fronte di questi debiti il piano di ristrutturazione “lacrime e sangue” presentato dalla coop (a casa 170 lavoratori su 340) non è servito a convincere i giudici.
Le sventure del colosso emiliano toccano da vicino Lucca per la questione Manifattura. I lavori all’ex fabbrica di sigari sono fermi ormai da settimane. Il Comune non ha ancora ricevuto comunicazioni ufficiali da parte di Unieco o dal tribunale in cui fa presente l’avvio della procedura coatta amministrativa ma da palazzo Orsetti si sono già mossi per cercare una soluzione che consenta di riprendere quanto prima i lavori, che sarebbero dovuti terminare nel corso del 2018.
Sulla base di quanto previsto dal codice degli appalti (articolo 136) il direttore dei lavori ha accertato gravi inadempimento alle obbligazioni di contratto da parte dell’appaltatore e ha inviato al responsabile unico del procedimento (Rup) una relazione particolareggiata. A inizio aprile, su indicazione del Rup, il direttore dei lavori ha formulato la contestazione degli addebiti all’appaltatore, dandogli 15 giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni e in individuare un soggetto che abbia i requisiti in regola per sostituire Unieco come capofila dell’Ati che si è aggiudicata i lavori. I 15 giorni scadono proprio domani, venerdì 28 aprile: la speranza è che per questa data le altre tre aziende dell’associazione temporanea d’impresa vincitrice della gara (Bianchi, Rama, Martinelli impianti) si siano accordate per trovare un sostituto. Magari un’azienda della zona con i requisiti adatti a portare avanti un lavoro enorme ma anche ben pagato. Circolano già dei nomi e qualche incontro informale c’è già stato. Per ora un semplice pour parler, niente di più ma il tempo stringe e serve una soluzione last minute. Altrimenti il Comune chiederà la risoluzione del contratto e dovrà indire un’altra gara. Un’ipotesi che allungherebbe di mesi, forse anni, i tempi di esecuzione dei lavori alla Manifattura. Uno scenario che a palazzo Orsetti vogliono assolutamente evitare.
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