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Truffa all’Ascit, via al processo  

Truffa all’Ascit, via al processo  

Dieci operai dell’azienda dei rifiuti alla sbarra. Per la difesa sarà fondamentale la consulenza tecnica

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CAPANNORI. Oltre tre ore di dibattimento e altre due date d’udienza già fissate dal giudice Simone Silvestri: lunedì 15 maggio e mercoledì 24 maggio. È iniziato il processo che vede alla sbarra dieci operai dell’Ascit, l’azienda con sede a Lammari che gestisce i servizi di igiene urbana in sei comuni della Piana, accusati di truffa aggravata per aver falsato i costi del rifornimento carburante per «gonfiare» i rimborsi. Un’indagine, diretta dal sostituto procuratore Antonio Mariotti e affidata ai carabinieri di Lammari, partita da una denuncia presentata nel gennaio 2014 proprio dalla direzione dell’Ascit con i contabili che avevano ravvisato anomalie nelle spese per il rifornimento di carburante dei mezzi.
Tre patteggiamenti. Di fronte al gup Giuseppe Pezzuti avevano già patteggiato a 22 mesi con i benefici di legge due autisti accusati di peculato per aver avuto, in ragione dell’incarico assegnato, la disponibilità delle carte carburanti dell’azienda. E prima ancora aveva patteggiato il gestore del distributore di benzina che operava all’insaputa dei titolari della pompa. Proprio l’uscita di scena di imputati difficilmente difendibili in virtù delle mansioni loro assegnate dai vertici aziendali induce gli avvocati dei dieci dipendenti (Lodovica Giorgi, Francesca Lenzi, Ilenia Vettori) a percorrere strategie difensive. E introdurre nel procedimento penale la consulenza di un tecnico informatico in grado di spiegare la discrasia tra l’orario di rifornimento del mezzo e quello di pagamento registrato dal software alla pompa.
Testimoni dell’accusa. Per l’Ascit, che si è costituito parte civile assistito dall’avvocato Luca Fontirossi, è stato sentito il direttore Roger Bizzarri. Ha confermato che l’avvio dell’indagine non era riferito a persone specifiche, ma a sospetti che da tempo aleggiavano sull’uso disinvolto delle carte per il prelievo di carburante rispetto all’effettivo consumo dei mezzi Ascit. È stato poi ascoltato e contro esaminato il maresciallo dei carabinieri della stazione di Lammari, Cencini, che materialmente ha effettuato gli accertamenti sequestrando anche i computer alla stazione di servizio dove avvenivano le presunte irregolarità notando anomalie legate sia all’importo che al giorno in cui veniva effettuato il rifornimento rispetto a quello in cui veniva effettuato il pagamento.

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