Finanza
I rifiuti incendiano la campagna
di Emanuela Ambrogi
Gemignani: la giunta non vuole chiudere l’impianto di compostaggio di Piteglio, ma riaprirlo
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BAGNI DI LUCCA. Altro che impegno per la chiusura: in realtà il Comune di Bagni di Lucca, attraverso la società dei rifiuti Base, pensa di riattivare l’impianto di compostaggio di Piteglio. L’accusa, pesante, arriva dal candidato sindaco del centrodestra, Claudio Gemignani, che cita atti che a suo giudizio dimostrano come Bagni di Lucca sia mossa per ottenere dalla Regione il rinvio della chiusura. Nella replica alle affermazioni dell’assessore Maurizio De Mattia, Gemignani spara a zero sulla politica ambientale della giunta Betti, frutto di «una serie di errori, di incompetenze e decisioni sbagliate che mettono il comune di Bagni di Lucca a repentaglio di eventuali richieste di danni economici anche ingenti. Come nel caso della rescissione unilaterale del contratto con Sistema Ambiente, cha ha dato luogo ad un contenzioso dall'esito incerto, che pesa sulla testa dei cittadini. O come nel caso dei pareri favorevoli dati dagli uffici comunali, senza che la giunta prendesse posizione, al progetto della centralina idroelettrica di Fabbriche di Casabasciana, che hanno dato il via alla sua realizzazione e che oggi si dichiara di voler fermare, rischiando analoga richiesta di danni per centinaia di migliaia di euro. Un modo di comportarsi ondivago e non ponderato, che sfiora l'irresponsabilità».
Ma l’attacco di Gemignani si concentra sull’impianto di compostaggio di Piteglio. Dopo aver difeso l’operato delle amministrazioni Contrucci (che «fece ricorso al Tar contro l’impianto») e Donati («che vietò il transito ai camion che trasportavano i rifiuti»), il candidato del centrodestra entra nel merito. «Non siamo noi - dice - a voler addebitare all'amministrazione Betti la volontà di mantenere in essere questo impianto, ma sono le documentazioni incontrovertibili di un carteggio esistente fra Base e il curatore fallimentare di Sistemi Biologici e tra quest'ultimo e la Regione Toscana, che dimostra e lascia paventare l'ipotesi, su richiesta del comune di Bagni di Lucca attraverso Base, di uno stop al procedimento di revoca dell'autorizzazione alla lavorazione nel sito di Tana Termini, deciso dalla Regione Toscana dopo il fallimento della Sistemi biologici srl, gestore dell'impianto, dichiarato in data 9 marzo 2017 dal Tribunale di Pistoia. In base a questo atto di revoca della Regione la chiusura dell'impianto di compostaggio sarebbe stata effettiva alla fine del corrente mese di aprile». Ma Il 5 aprile, aggiunge Gemignani, «l'amministratore unico di Base scriveva al curatore fallimentare, formalizzando una proposta per la messa in sicurezza dell'impianto e, nel contempo, affermava “la disponibilità a farci promotori della costituzione di un nuovo soggetto gestore che sia in grado di prospettare e realizzare una trasformazione del processo di trattamento dei rifiuti organici finalizzato a ridurre gli impatti ambientali degli stessi” e aggiungeva “ciò anche nella consapevolezza che per dare sviluppo alle raccolte differenziate sui nostri territori sia necessario realizzare in loco una soluzione di trattamento…” . Tutto ciò ha innescato l'insorgere di proteste da parte degli abitanti della zona, in lotta da anni perché sottoposti all'emanazione di un puzzo insopportabile proveniente dall'impianto di lavorazione del compostaggio. Avevano tirato un sospiro di sollievo alla notizia dell'imminente chiusura del sito decisa dalla Regione, ma si sono allarmati e arrabbiati essendo venuti a conoscenza della richiesta di Base srl, temendo la revoca del provvedimento regionale. I cittadini si sono rivolti a noi per essere tutelati, avendo perso la fiducia nell'attuale amministrazione comunale, che con il suo comportamento di fatto riportava la questione al punto di partenza». Secondo Gemignani il timore della popolazione era ben riposto, perché «la Regione, facendo seguito alla lettera del curatore, ha infatti disposto di poter accogliere la richiesta di differimento dei termini di conclusione del procedimento. A questo punto, in pratica, la chiusura del sito di Tana Termini, rischia di slittare senza una data precisa, ripristinando di fatto la situazione pregressa di inquinamento che altrimenti poteva essere risolta. C’è infatti da far presente che il percolato, che rappresentava un pericolo di inquinamento per le acque del Lima, è già stato in gran parte rimosso dopo l’ingiunzione di sgombero da parte del commissario regionale al comune di San Marcello Piteglio. La nostra posizione è chiara: stop all’impianto immediatamente, senza ripensamenti. Controllo e valutazione della situazione e richiamo alla responsabilità a chi di questa responsabilità deve farsi carico, in primis il comune di San Marcello Piteglio e la Provincia di Pistoia, sui cui territori ricade l’impianto. Non comprendiamo perché debba essere solo il comune di Bagni di Lucca a farsi carico della bonifica».
Ma l’attacco di Gemignani si concentra sull’impianto di compostaggio di Piteglio. Dopo aver difeso l’operato delle amministrazioni Contrucci (che «fece ricorso al Tar contro l’impianto») e Donati («che vietò il transito ai camion che trasportavano i rifiuti»), il candidato del centrodestra entra nel merito. «Non siamo noi - dice - a voler addebitare all'amministrazione Betti la volontà di mantenere in essere questo impianto, ma sono le documentazioni incontrovertibili di un carteggio esistente fra Base e il curatore fallimentare di Sistemi Biologici e tra quest'ultimo e la Regione Toscana, che dimostra e lascia paventare l'ipotesi, su richiesta del comune di Bagni di Lucca attraverso Base, di uno stop al procedimento di revoca dell'autorizzazione alla lavorazione nel sito di Tana Termini, deciso dalla Regione Toscana dopo il fallimento della Sistemi biologici srl, gestore dell'impianto, dichiarato in data 9 marzo 2017 dal Tribunale di Pistoia. In base a questo atto di revoca della Regione la chiusura dell'impianto di compostaggio sarebbe stata effettiva alla fine del corrente mese di aprile». Ma Il 5 aprile, aggiunge Gemignani, «l'amministratore unico di Base scriveva al curatore fallimentare, formalizzando una proposta per la messa in sicurezza dell'impianto e, nel contempo, affermava “la disponibilità a farci promotori della costituzione di un nuovo soggetto gestore che sia in grado di prospettare e realizzare una trasformazione del processo di trattamento dei rifiuti organici finalizzato a ridurre gli impatti ambientali degli stessi” e aggiungeva “ciò anche nella consapevolezza che per dare sviluppo alle raccolte differenziate sui nostri territori sia necessario realizzare in loco una soluzione di trattamento…” . Tutto ciò ha innescato l'insorgere di proteste da parte degli abitanti della zona, in lotta da anni perché sottoposti all'emanazione di un puzzo insopportabile proveniente dall'impianto di lavorazione del compostaggio. Avevano tirato un sospiro di sollievo alla notizia dell'imminente chiusura del sito decisa dalla Regione, ma si sono allarmati e arrabbiati essendo venuti a conoscenza della richiesta di Base srl, temendo la revoca del provvedimento regionale. I cittadini si sono rivolti a noi per essere tutelati, avendo perso la fiducia nell'attuale amministrazione comunale, che con il suo comportamento di fatto riportava la questione al punto di partenza». Secondo Gemignani il timore della popolazione era ben riposto, perché «la Regione, facendo seguito alla lettera del curatore, ha infatti disposto di poter accogliere la richiesta di differimento dei termini di conclusione del procedimento. A questo punto, in pratica, la chiusura del sito di Tana Termini, rischia di slittare senza una data precisa, ripristinando di fatto la situazione pregressa di inquinamento che altrimenti poteva essere risolta. C’è infatti da far presente che il percolato, che rappresentava un pericolo di inquinamento per le acque del Lima, è già stato in gran parte rimosso dopo l’ingiunzione di sgombero da parte del commissario regionale al comune di San Marcello Piteglio. La nostra posizione è chiara: stop all’impianto immediatamente, senza ripensamenti. Controllo e valutazione della situazione e richiamo alla responsabilità a chi di questa responsabilità deve farsi carico, in primis il comune di San Marcello Piteglio e la Provincia di Pistoia, sui cui territori ricade l’impianto. Non comprendiamo perché debba essere solo il comune di Bagni di Lucca a farsi carico della bonifica».
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