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Lucca

Dopo trent’anni Fazzi lascia la politica attiva 

Dopo trent’anni Fazzi lascia la politica attiva 

Per due volte sindaco, per tre mandati consigliere: «Continuerò comunque a esprimere il mio pensiero»

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LUCCA. «Non sarò nel prossimo consiglio comunale. Durante la campagna elettorale non mi schiero con nessuno, ma non sono equidistante». È l’inizio del post sul suo profilo Facebook con cui Pietro Fazzi, da trent’anni sulla scena politica lucchese e per due volte sindaco, alla vigilia dell’ultimo consiglio comunale che lo vede impegnato (quello di stasera, 27 aprile, come capogruppo di Liberi e Responsabili) annuncia, con serenità e determinazione, che ha deciso di lasciare la politica attiva.
Una decisione anticipata, a onor di cronaca, a fine gennaio, ma adesso più che mai attuale, che ribadisce anche per sgombrare il campo a chi, apprestandosi invece a candidarsi, ha chiesto o chiede il suo sostegno. «Agli amici che hanno deciso di candidarsi - per i quali certo non viene meno la mia stima - che mi segnalano la loro candidatura per chiedermi un sostegno attivo, rispondo ricordando quello che ho detto più volte l’anno scorso e che ho ripetuto in un’intervista del 24 gennaio 2017», sono in fatti le parole con cui Fazzi chiude il suo annuncio.
Per Fazzi negli ultimi tre decenni l’impegno politico non si è mai interrotto, seppure abbia vissuto fasi alterne. Eletto da indipendente nelle fila della Dc, è consigliere comunale dal 1985 al 1990. Un pausa istituzionale di tre anni, poi nel ’98 viene eletto sindaco col 54,8% al ballottaggio. Nel 2002 viene confermato sindaco al primo turno, con il 53% dei consensi, appoggiato dal centrodestra. Nel 2006, dopo tensioni interne alla maggioranza, il consiglio comunale lo sfiducia. A maggio dello stesso anno si rimette in gioco candidandosi alla Provincia, nel 2007 appoggiando alle comunali il candidato sindaco Marco Brancoli Pantera e ottiene il 3.9%. Nel 2012 fonda il gruppo Liberi e Responsabili e va al ballottaggio con Alessandro Tambellini: elezioni che poi vengono vinte da quest’ultimo.
Una vita in politica. Il fatto che abbia deciso di lasciare il ruolo pubblico non lo esimerà dall’esprimere le proprie idee: Fazzi lo dice chiaro. «Non andrò agli incontri - dice - ma esprimerò il mio pensiero, ad esempio su Facebook». In particolare su un tema che gli sta molto a cuore: «L’accoglienza di chi vive il dramma delle carestie, della povertà e della guerra, sulle quali non condivido né la contrarietà né la tiepidezza». Quale il suo pensiero? «Mi piace l’accoglienza diffusa - spiega -, l’esperienza di Milano mi sembra bella e utile. Non sono contrario all’utilizzo delle strutture ricettive».
Ultima domanda: si sente cambiato, politicamente parlando, dentro di sé? «Penso di essere rimasto sulla linea del magistero sociale della Chiesa, la linea di don Sturzo, di De Gasperi. Del resto anche in Foza Italia, a cui sono stato iscritto per circa tre anni, non mi sentivo del tutto a casa. I problemi sono cambiati tantissimo in questi trent’anni: quando ho cominciato a fare politica c’era il muro di Berlino», risponde Fazzi.
La sua uscita di scena, anche su Fb, ha destato commenti. Il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro ha colto l’occasione al volo per invitarlo: «Pietro, a Viareggio c’è bisogno».
Barbara Antoni

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di Redazione web