Sicurezza
Dimissioni Brugioni esposto in prefettura
di Nicola Bellanova
Le opposizioni all’attacco dopo la mancata risposta alla richiesta di un consiglio comunale straordinario
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COREGLIA ANTELMINELLI. Un esposto urgente alla Prefettura per avere una risposta alla richiesta di consiglio comunale straordinario sulla vicenda delle dimissioni dell'assessore esterno Romina Brugioni. E così, la lunga querelle tra la maggioranza di "Prima Coreglia" e i due gruppi di minoranza del comune, “Movimento per Coreglia” e “Un futuro per Coreglia”, continua a colpi di protocolli e ricorsi. Le opposizioni, poco meno di un mese fa, hanno presentato richiesta di consiglio straordinario inserendo all’ordine del giorno spiegazioni e chiarimenti riguardanti le dimissioni dell’ex assessore Brugioni Romina.
Queste dimissioni, ai due capigruppo, sembrarono anomale dopo le dichiarazioni alla stampa della stessa Brugioni, e le dichiarazioni rese alla stampa dal sindaco in merito all’esternalizzazione del giornale di Coreglia: «Lo Statuto del Comune prevede che quando lo richieda almeno un quinto dei consiglieri, il sindaco è tenuto a riunire il consiglio entro 20 giorni dal ricevimento della richiesta - afferma Pietro Taccini, capogruppo di "Un futuro per Coreglia" - ad inserire nell'ordine del giorno l'esame delle questioni richieste, sempre che gli argomenti siano di competenza consiliare». Anche il Testo Unico Enti Locali all’articolo recita che “Il presidente del consiglio comunale o provinciale è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, o il sindaco o il presidente della provincia, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste”. E da qui parte la protesta: «Considerando che alla data odierna, trascorsi ben 27 giorni dalla data di presentazione della richiesta, ancora non è stato convocato il consiglio, il gruppo di minoranza, “Un Futuro per Coreglia”, ha deciso di segnalare questa arroganza al Prefetto, quale incaricato dello Stato affinché vigili sulla correttezza amministrativa degli enti locali in conformità delle leggi e regolamenti in vigore». La polemica politica è ben lungi dal cessare: «Questa è l’ennesima dimostrazione, come se ce ne fosse ancora bisogno, che questa amministrazione, anziché considerare il Comune cosa pubblica, par proprio lo consideri alla stessa stregua di ente privato, bypassando norme e regolamenti».
Queste dimissioni, ai due capigruppo, sembrarono anomale dopo le dichiarazioni alla stampa della stessa Brugioni, e le dichiarazioni rese alla stampa dal sindaco in merito all’esternalizzazione del giornale di Coreglia: «Lo Statuto del Comune prevede che quando lo richieda almeno un quinto dei consiglieri, il sindaco è tenuto a riunire il consiglio entro 20 giorni dal ricevimento della richiesta - afferma Pietro Taccini, capogruppo di "Un futuro per Coreglia" - ad inserire nell'ordine del giorno l'esame delle questioni richieste, sempre che gli argomenti siano di competenza consiliare». Anche il Testo Unico Enti Locali all’articolo recita che “Il presidente del consiglio comunale o provinciale è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, o il sindaco o il presidente della provincia, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste”. E da qui parte la protesta: «Considerando che alla data odierna, trascorsi ben 27 giorni dalla data di presentazione della richiesta, ancora non è stato convocato il consiglio, il gruppo di minoranza, “Un Futuro per Coreglia”, ha deciso di segnalare questa arroganza al Prefetto, quale incaricato dello Stato affinché vigili sulla correttezza amministrativa degli enti locali in conformità delle leggi e regolamenti in vigore». La polemica politica è ben lungi dal cessare: «Questa è l’ennesima dimostrazione, come se ce ne fosse ancora bisogno, che questa amministrazione, anziché considerare il Comune cosa pubblica, par proprio lo consideri alla stessa stregua di ente privato, bypassando norme e regolamenti».
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