Il Tirreno

Lucca

Un giro spingendosi oltre le barriere 

di Alessandro Bientinesi

Stare seduti in carrozzina per scoprire i limiti della città: negozi inaccessibili, buche nelle strade e pedane troppo ripide

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LUCCA. Sedersi in carrozzina per neanche mezz’ora e capire come uno scalino, una buca, il terreno sconnesso (in particolare in piazza Bernardini, al limite dell’indecenza) e di altri punti della città di Lucca siano barriere a volte insormontabili. Questo era l’obiettivo dell’associazione giovanile “Di testa mia” che ha organizzato, per la prima volta a Lucca, la Skarrozzata. Un giro in centro storico sulla sedia a rotelle in grado di unire, ieri, tantissime persone. Almeno un centinaio di studenti delle scuole Civitali e Palladini in mattinata hanno preso parte al convegno sull’abbattimento delle barriere architettoniche, prima di fare un mini percorso dalla Pia Casa fino a piazza San Michele.
Proprio in piazza San Michele, però, a partire dalle 15 si è tenuto il momento clou dell’evento. L’Ortopedia Michelotti, in partnership con Ottobock, è riuscita a mettere a disposizione dell’evento, a titolo gratuito, almeno una trentina di sedie a rotelle. I ragazzi dell’associazione “Di testa mia”, poi, si sono messi in testa del corteo, composto da almeno un centinaio di persone, molte delle quali giovanissime, per scoprire limiti e punti difficili della città.
Ci siamo seduti anche noi per una parte del percorso e la prima difficoltà incontrata è stata semplicemente nel manovrare le carrozzine. Presa un po’ la mano con spinte e curve via al percorso ad anello in pieno centro storico. Prima difficoltà? La discesa dalla piazza: esiste, infatti, una sola rampa, proprio davanti all’ingresso della chiesa, per “entrare” in strada. Pochi metri e, mentre ci facciamo aiutare nella spinta della nostra carrozzina, incrociamo il “corteo” di auto storiche che si sta muovendo verso la città. Proseguiamo in fila indiana fino in piazza San Salvatore dove ci fermiamo per un primo rendez-vous, visto che il gruppo si è già sgranato. Ci avviciniamo ad un negozio con uno scalino che per noi in carrozzina è insormontabile. «Avete una pedana mobile?». Proviamo a chiedere. Risposta negativa. Nel percorso che prosegue in via Buia e poi in via Sant’Andrea. Molte attività non sono raggiungibili per un semplice e stramaledetto scalino, a volte due. Impercettibili, sormontabili senza problemi da chi tutti i giorni è abituato a vivere mettendo, un piede dopo l’altro, tanti passi in fila. Impossibile da superare per chi è seduto in carrozzina, che si tratti di un gelato, un caffè o l’acquisto di un capo di abbigliamento.
Il corteo della Skarrozzata, consapevole ma comunque molto allegro, che improvvisa anche tra chi è seduto e chi sta alle sue spalle a spingere, qualche gara e alcune impennate sulle carrozzine, arriva fino a Torre Guinigi. Qualche sconnessione di troppo dove il selciato è composto dalle grandi pietre incastrate tra di loro. Più agevole sul pavé che si trova in un breve tratto in via Fillungo.
Da via Guinigi deviamo fino a incrociare via Santa Croce, pronti ad affrontare un punto davvero infernale per chi è su una sedia a rotelle. In piazza Bernardini, infatti, buche e terreno instabile mettono a dura prova le capacità di forza ed equilibrio. In certi casi avanzare da soli, senza il supporto di nessuno alle nostre spalle, sarebbe impossibile. Con non poche difficoltà ci riusciamo, andando verso piazza San Martino. Qui ultima prova con brivido: salire una rampa con pendenza al 23%. Da soli impossibile, difficile anche con qualcuno che spinge alle spalle. Farla più lunga non costerebbe molto, anche a forma di L. Perché non provarci? Più agevole piazza Napoleone, dove ancora molte attività non sono però accessibili. Fino al nostro ritorno, stanchi ma molto più consapevoli, verso piazza San Michele. Con il concerto di Emma Morton e The Graces ad attenderci.

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