Un bar-tavola calda per scoprire il senso della vita
Taglio del nastro al giardino degli Osservanti per la struttura che sarà gestita dall’Anffas e dai suoi ragazzi speciali
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LUCCA
Mura ma non solo. L’ultima uscita pubblica da presidente della Fondazione Crl Arturo Lattanzi è stata l’occasione per tagliare il nastro del bar-tavola calda realizzato al giardino degli Osservanti. Sarà gestito dall’Anffas (associazione famiglie di persone disabili). 563 metri quadri ottenuti riqualificando le stalle dell’ex convento di San Francesco. 1 milione e 135mila euro il costo dei lavori finanziati dalla Fondazione e iniziati nel 2015. «Con il completamento di questo intervento – spiega il direttore tecnico della Fondazione Franco Mungai – si colma una mancanza del giardino: quella di avere una parte diroccata. Speriamo che la nuova attività tenga le luci accese anche di sera e dia un po’ di vita al parco nelle ore notturne». . Subito dopo ha preso la parola Lattanzi, sottolineando il legame stretto che c’è con Anfass, l’associazione che si occupa dei ragazzi «Ci sono aspetti che ci toccano da vicino per la destinazione dei luoghi realizzati – ha detto Lattanzi – Con l’Anfass abbiamo un rapporto particolare: ci siamo conosciuti nel 2011, nei miei primi mesi di presidenza. Vennero a chiedere un contributo di 30mila euro per la loro attività e se ne uscirono con un mutuo da 36 mila euro che permise la costruzione di una nuova sede a San Piero a Vico. Dopo i problemi che ci sono stati con la Pecora nera, c’è venuto in mente di dare questo fondo in comodato all’Anffas. Dare una mano a persone che soffrono ci rende estremamente orgogliosi e oggi lo siamo».
Subito dopo ha preso la parola la presidente di Anffas Vania Nottoli , «La nostra storia sul territorio è segnata dalla presenza della Fondazione – ha spiegato – Noi consideriamo il presidente Lattanzi una specie di padre e i nostri ragazzi lo vedono come un nonno speciale. Senza il contributo che ci ha permesso di costruire la sede di San Pietro a Vico la nostra storia sarebbe stata diversa. Quello del bar-tavola calda è un fronte di alta integrazione, perché permette ai nostri ragazzi di incontrare le persone comuni che non hanno rapporti con la disabilità. Spesso è un incontro in contesti piacevoli. Non siamo stati in grado di sostenere l’esperienza della Pecora nera, che per noi era troppo pesante, così abbiamo chiesto alla Fondazione una struttura più leggera. Così nasce questa struttura: sarà un luogo di passaggio per prendere un caffè e consentire l’inserimento di più ragazzi. L’integrazione è quello che noi cerchiamo per i nostri ragazzi ma anche per i giovani comuni che grazie a questi incontri possono imparare molto sul senso della vita».
Subito dopo gli interventi c’è stata la benedizione effettuata da don Lucio Malanca, poi il taglio del nastro e la visita dei locaòo che devono ancora essere allestiti. (g.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Mura ma non solo. L’ultima uscita pubblica da presidente della Fondazione Crl Arturo Lattanzi è stata l’occasione per tagliare il nastro del bar-tavola calda realizzato al giardino degli Osservanti. Sarà gestito dall’Anffas (associazione famiglie di persone disabili). 563 metri quadri ottenuti riqualificando le stalle dell’ex convento di San Francesco. 1 milione e 135mila euro il costo dei lavori finanziati dalla Fondazione e iniziati nel 2015. «Con il completamento di questo intervento – spiega il direttore tecnico della Fondazione Franco Mungai – si colma una mancanza del giardino: quella di avere una parte diroccata. Speriamo che la nuova attività tenga le luci accese anche di sera e dia un po’ di vita al parco nelle ore notturne». . Subito dopo ha preso la parola Lattanzi, sottolineando il legame stretto che c’è con Anfass, l’associazione che si occupa dei ragazzi «Ci sono aspetti che ci toccano da vicino per la destinazione dei luoghi realizzati – ha detto Lattanzi – Con l’Anfass abbiamo un rapporto particolare: ci siamo conosciuti nel 2011, nei miei primi mesi di presidenza. Vennero a chiedere un contributo di 30mila euro per la loro attività e se ne uscirono con un mutuo da 36 mila euro che permise la costruzione di una nuova sede a San Piero a Vico. Dopo i problemi che ci sono stati con la Pecora nera, c’è venuto in mente di dare questo fondo in comodato all’Anffas. Dare una mano a persone che soffrono ci rende estremamente orgogliosi e oggi lo siamo».
Subito dopo ha preso la parola la presidente di Anffas Vania Nottoli , «La nostra storia sul territorio è segnata dalla presenza della Fondazione – ha spiegato – Noi consideriamo il presidente Lattanzi una specie di padre e i nostri ragazzi lo vedono come un nonno speciale. Senza il contributo che ci ha permesso di costruire la sede di San Pietro a Vico la nostra storia sarebbe stata diversa. Quello del bar-tavola calda è un fronte di alta integrazione, perché permette ai nostri ragazzi di incontrare le persone comuni che non hanno rapporti con la disabilità. Spesso è un incontro in contesti piacevoli. Non siamo stati in grado di sostenere l’esperienza della Pecora nera, che per noi era troppo pesante, così abbiamo chiesto alla Fondazione una struttura più leggera. Così nasce questa struttura: sarà un luogo di passaggio per prendere un caffè e consentire l’inserimento di più ragazzi. L’integrazione è quello che noi cerchiamo per i nostri ragazzi ma anche per i giovani comuni che grazie a questi incontri possono imparare molto sul senso della vita».
Subito dopo gli interventi c’è stata la benedizione effettuata da don Lucio Malanca, poi il taglio del nastro e la visita dei locaòo che devono ancora essere allestiti. (g.p.)
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