Il Tirreno

Lucca

Le Mura ritornano  alla città di Lucca 

di Gianni Parrini
Le Mura ritornano  alla città di Lucca 

Il passaggio di consegne tra la Fondazione e il Comune

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LUCCA. Nella stretta di mano immortalata ieri tra il presidente della Fondazione Crl Arturo Lattanzi e il sindaco Alessandro Tambellini, c’è molto più di quello che un palmo può contenere. C’è la stima reciproca tra due personalità arrivate a fine mandato nei rispettivi ruoli, che per anni hanno lavorato di concerto con l’obiettivo di rendere Lucca migliore di come l’hanno trovata. Ma soprattutto c’è il passaggio di consegne delle Mura di Lucca. L’arborato cerchio viene restituito alla città. Non si era mai mosso, penserà qualcuno. In realtà dal punto di vista amministrativo il monumento più amato dai lucchesi, nel 2013 era stato affidato alla Fondazione. Motivo velocizzare il progetto di ristrutturazione che ora è stato portato a compimento.
C’è aria di saluti nella chiesa di San Francesco. Dopo due mandati da presidente della Fondazione, vero salvadanaio della città, dal 28 aprile Lattanzi cederà il posto al successore. Dal canto suo, il sindaco Tambellini è impegnato in una campagna elettorale per la riconferma, il cui esito non è certo scontato. Ad aprire le danze è proprio Lattanzi, alla sua ultima uscita pubblica da presidente della Fondazione: «Come enti di diritto privato – ha spiegato – non abbiamo tutti gli obblighi degli enti di diritto pubblico e questo ci ha permesso di accelerare l’intervento sulle Mura. Abbiamo dedicato una cifra importante alla riqualificazione di questo monumento che da molti anni e per vari motivi, non era oggetto di ristrutturazione. In un triennio abbiamo terminato l’intervento e ora riconsegniamo le Mura alla città: un passaggio simbolico che non a caso avviene in San Francesco. Questo è stato il primo recupero importante da noi operato, un recupero che ha cambiato il volto della città. Nei programmi della Fondazione ci sono altri progetti che riguardano il quartiere, ma di questo parleranno i colleghi che verranno dopo di me. Di certo – ha concluso Lattanzi – ritengo che sia stato importante aver destinato l’area a campus di Imt».
Dopo i ringraziamenti di rito, Lattanzi ha lasciato la parola al sindaco Tambellini, il cui intervento si è aperto con un excursus storico sulle Mura: «L’accordo per la riqualificazione delle Mura faceva parte di un più vasto programma di interventi che coinvolgeva Comune, Provincia e Regione e toccava anche le scuole e il ponte sul Serchio. In seguito alla variazione di quell’accordo la Regione si assunse l’incarico di realizzare il ponte, mentre la Fondazione prese su di sé l’onere della riqualificazione delle Mura e dell’edilizia scolastica. Era il 2013 e si festeggiavano i 500 anni dalla decisione di costruire la nuova cinta. Nel 1513 a seguito delle novità nel modo di condurre la guerra (ad esempio i cannoni) le mura in pietra erano superflue. Serviva mura in terrapieno. Era una fase delicata: tre anni prima Pisa era finita sotto il giogo di Firenze e le preoccupazioni per le sorti di Lucca aumentavano. Costruire le Mura è stata una risposta importante. Non è la prima volta che il Comune si riappropria di questo monumento: al tempo dell’Unità d’Italia le Mura entrarono a far parte del demanio militare. Il Comune spese cifre ingenti per ricomprarle. Gli interventi di questi tre anni hanno permesso di recuperare i baluardi e le sortite e grazie a un finanziamento di 800mila euro che abbiamo intercettato sarà completata l’illuminazione su tutta la cerchia muraria. Ora bisogna guardare al futuro: fino ad oggi la collaborazione con la Fondazione, che è fra le prime sette in Italia nonostante rappresenti un territorio di circa 90mila abitanti, si è concentrata sul centro storico ma occorre allargare lo sguardo a ciò che sta fuori dalle Mura, ai paesi che circondano il centro.C’è da salvaguardare la ricchezza di un territorio che è il nostro vero bene, al di là di chi ci sarà alla presidenza della Fondazione o sulla poltrona di sindaco». Tra le cose da recuperare, ad esempio, ci sono l’acquedotto del Nottolini, il parco delle parole d’Oro e tutto il percorso dell’acqua che arriva fino alle colline di Montecatino.

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