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Lucca

caso Snai 

Il consigliere Baccelli chiede al ministero un tavolo di confronto

PORCARI. Il consigliere regionale Stefano Baccelli torna sulla vicenda Snaitech con una mozione dedicata agli sviluppi di una vertenza sempre più intricata e delicata. Un documento in cui si chiede...

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PORCARI. Il consigliere regionale Stefano Baccelli torna sulla vicenda Snaitech con una mozione dedicata agli sviluppi di una vertenza sempre più intricata e delicata. Un documento in cui si chiede alle istituzioni di tenere alta l’attenzione e scongiurare i licenziamento dei 54 lavoratori della sede di Porcari.
Baccelli chiede al Ministero del lavoro di attivare uno tavolo di confronto sulla questione dell’inquadramento contributivo dei dipendenti, a seguito della decisione assunta dall’Inps di estendere ai dipendenti dell’azienda il regime contributivo del terziario e del commercio
«Ho ritenuto necessaria e urgente un’altra mozione per garantire il massimo sforzo sulla vertenza Snai e sui suoi sviluppi — spiega Baccelli — un impegno profuso finora da parte dei vari livelli istituzionali e sindacali per tenere aperto un tavolo di confronto con la proprietà sugli esuberi individuati per la sede di Porcari, non più sostenibili per un territorio come quello della Piana lucchese già provato dagli effetti della crisi economica».
Il consiglio toscano ha approvato nei mesi scorsi un’altra mozione per l’attivazione di un tavolo regionale, e il 30 marzo scorso la giunta ha chiesto espressamente ai vertici aziendali di bloccare la richiesta di mobilità per i 54 dipendenti di Porcari, di aprire un confronto con le rappresentanze sindacali per individuare soluzioni alternative per evitare gli esuberi e di valutare l’ipotesi dell’attivazione degli ammortizzatori sociali.
«Oltre alle problematiche occupazionali è emersa un’altra questione delicata e complessa — scrive Baccelli — quella dell’inquadramento contributivo per l’attivazione degli ammortizzatori sociali, e su questo il comitato provinciale Inps di Lucca si è espresso chiaramente, affermando che si tratta di un inquadramento “incomprensibile” che può creare un grave problema sul nostro territorio, e contestualmente ha invitato le parti, oltre che le forze politiche e istituzionali, ad assumere nuovamente iniziativa verso un accordo che garantisca maggiore tutela occupazionale».

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