Sicurezza
Le istituzioni a fianco della famiglia
Menesini: in contatto con la madre Baccini chiede un consiglio provinciale
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LUCCA. «Le competenti istituzioni italiane sono mobilitate e stanno lavorando con grande attenzione per ottenere che Gabriele Del Grande possa tornare a casa in tempi rapidi: chiediamo al governo di continuare nell’impegno affinché si trovi una soluzione che porti velocemente al rimpatrio del nostro connazionale. Sono vicina alla sua famiglia»: così la deputata Raffaella Mariani, che ha seguito fin dall’inizio la situazione del documentarista lucchese fermato in Turchia; parole che ha ribadito ieri nel suo intervento in Parlamento in rappresentanza del Pd. Segue con attenzione la vicenda Del Grande anche il senatore Andrea Marcucci: «Del Grande è bloccato da giorni in Turchia fuori da qualsiasi norma dello stato di diritto. Il governo Gentiloni si sta adoperando per ottenere il suo rilascio. La richiesta di libertà per il giornalista lucchese deve essere sostenuta con forza», dice dal suo profilo Fb. «Del Grande deve essere lasciato libero subito. La città di Lucca, le sue istituzioni, le tante associazioni di volontariato, i cittadini si stringono attorno alla sua famiglia. Gabriele è un esempio positivo di quella libertà di espressione sancita dalla nostra Costituzione e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo», è l’appello del sindaco Alessandro Tambellini. Anche il sindaco di Capannori e presidente della Provincia Luca Menesini è in prima fila: «È un bravissimo giornalista, ho avuto modo di conoscerlo quando ha presentato il suo “Io sto con la sposa”. Quando ho saputo del suo fermo mi sono messo in contatto con la madre. Metteremo uno striscione sulmunicipio». E sul municipio, ma questa volta di Montecarlo, è stata affissa la prima pagina di ieri del Tirreno. Scrive su Facebook il sindaco Vittorio Fantozzi che ci sono due ordini di motivi per questo gesto: «Il primo quello dell'immediato rilascio e rientro a casa di Gabriele, il secondo mettere in chiaro quei valori di libertà e di civiltà che in questa Europa ed in questa Italia non siamo disposti a negoziare». Mentre Marina Manfrotto di Lucca città in comune chiede ulteriore mobilitazione per la liberazione di Del Grande. «Il nostro concittadino è ostaggio di uno stato dittatoriale teatro di una repressione feroce di giornalisti, dissidenti politici e minoranze etniche come il popolo curdo. Unendoci alla famiglia nel chiederne l'immediata liberazione, riteniamo necessario un atto concreto del sindaco di Lucca e del consiglio comunale, che intervengano pubblicamente con gli eletti locali in parlamento, esigendo un’immediata azione del governo sul governo turco». Alberto Baccini, in qualità di consigliere provinciale, ha scritto al presidente Menesini una richiesta urgente «di convocare il consiglio provinciale, secondo le norme del regolamento del consiglio stesso, al fine di adottare iniziative idonee a favorire l’immediato rilascio».
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