Il Tirreno

Lucca

La Procura multata per la raccolta rifiuti 

di Luca Tronchetti e Gianni Parrini
La Procura multata per la raccolta rifiuti 

Sanzione contestata: non sono stati forniti i contenitori chiesti

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LUCCA. Una multa da cento euro elevata dal comando della polizia municipale per irregolarità legate alla raccolta dei rifiuti in particolare di carta e cartone. Quando il procuratore della Repubblica se l’è vista recapitare - circa un mese fa - nel suo ufficio all’inizio è rimasto decisamente sorpreso. Poi, superata l’iniziale perplessità, ha preso carta e penna e, come conviene in queste circostanze, ha presentato un ricorso ai vigili urbani di piazzale San Donato motivando per filo e per segno le ragioni per cui quella multa la procura non è intenzionata a pagarla in quanto illegittima. Perché, al di là che la carta viene inserita negli appositi sacchi dall’impresa di pulizie incaricata del servizio negli uffici giudiziari, per effettuare una corretta raccolta differenziata è necessario che l’ente pubblico fornisca i contenitori necessari. Altrimenti non si può pretendere che magistrati e personale possano provvedere in proprio. In questo caso non si tratta della somma richiesta per l’ipotetica infrazione, ma la questione più che di fatto è in punta di diritto.
A quanto risulta Sistema ambiente ha ritardato nel fornire i contenitori richiesti dalla procura di via Galli Tassi per la raccolta della carta. Il materiale è stato così lasciato in bella vista per strada e i vigili, passando per un normale controllo, hanno aperto i sacchetti per accertare l’identità del soggetto che ha violato le norme sul conferimento. Le vecchie fotocopie contenute all’interno non lasciavano dubbi: “Procura della Repubblica di Lucca”. Così è scattata la multa. Per questo tipo di violazioni si applica la sanzione prevista dall’articolo 7-bis del Testo unico enti locali (Tuel): multa da 25 a 500 euro. La legge 689 del ’81 prevede che il procedimento possa concludersi mediante il cosiddetto pagamento in misura ridotta: ovvero il doppio del minimo edittale (quindi 50 euro) o un terzo del massimo (ovvero 166 euro), secondo il criterio più favorevole al reo. Ci sono 60 giorni di tempo: entro questo periodo il contravvenuto deve pagare o contestare la sanzione, presentando una memoria difensiva. Ed è proprio quest’ultima la strada intrapresa dalla procura. Tra l’altro la sanzione elevata dai vigili è di 100, perché lo scorso anno la giunta ha tipizzato alcune fattispecie di violazione, in modo da inasprire le sanzioni e colpire più duramente chi non rispetta le regole per il conferimento dei rifiuti.
Visto che la procura si è opposta, la palla passa al dirigente del settore ambiente: dovrà valutare la memoria prodotta dal procuratore della Repubblica e stabilire se infliggere o meno la sanzione, che a questo punto torna ad essere quella prevista dal Tuel, ovvero tra 25 e 500 euro. In questo scomodo braccio di ferro tra Comune e procura, i tempi sono un fattore da non trascurare. Le sanzioni amministrative si prescrivono in cinque anni e il dirigente dell’ufficio ambiente ha per le mani diversi casi. Stando alle voci di corridoio pare che le valutazioni siano ferme alle multe di alcuni anni fa. Prima di arrivare alla sanzione comminata alla procura ci sarà da aspettare.

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