Il Tirreno

Lucca

Il Vallisneri chiede in uso la ex casa del custode 

Il Vallisneri chiede in uso la ex casa del custode 

Lettera del consiglio di istituto alla Provincia che ha messo in vendita l’immobile L’idea è di ricavarvi spazi per allestire aule, locali amministrativi e archivi

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LUCCA. Non ci sta, il liceo scientifico Vallisneri, a non avere più il custode. E non ci sta a veder messa in vendita dalla Provincia l’abitazione dove quest’ultimo viveva, di fatto parte integrante dell’area dell’istituto. Per questo ha consegnato a palazzo Ducale una lettera, approvata dal consiglio di istituto, nella quale invita l’ente a tornare sui propri passi e a concedere l’abitazione in uso alla stessa scuola.
La vicenda prende il via lo scorso 1° settembre, quando lo storico custode va in pensione e la Provincia decide di non rinnovare l’incarico. Una decisione stigmatizzata dal consiglio di istituto che ricorda come il Vallisneri abbia oltre 9.000 mq di superficie coperta, per 57 classi, 1.350 studenti e 140 dipendenti fra personae e Ata. Un piccolo universo che si trova senza un presidio che garantiva innanzitutto sicurezza, visto che la stessa presenza del custode fungeva da deterrente nei confronti di atti vandalici, intrusioni, furti. Come quello che - forse non casualmente - è avvenuto a settembre ai danni delle macchinette per il caffè: l’ottavo in un anno. Il custode - fra presente la lettera consegnata in Provincia - si occupava inoltre della piccola manutenzione del complesso, garantendo una presenza costante.
A peggiorare la situazione il fatto che la Provincia abbia deciso di mettere in vendita l’immobile. Scelta contestata dal Liceo, innanzitutto per una questione “logistica”, visto che l’abitazione si trova all’interno dellla pertinenza della scuola e ha anche due passaggi che la collegano direttamente con l’area antistante l’istituto. Per questo, sostiene il consiglio di istitituto, la casa non può essere considerata adatta a interesse privato.
C’è, poi, una seconda osservazione, ancora più significativa perché ha a che fare con le esigenze dell’importante istituto di via delle Rose. Visto il numero importante delle iscrizioni e le tante attività svolte, infatti, gli spazi a disposizione della didattica non sono certo eccessivi. Anzi.
Per questo, allora, si chiede un dietrofront alla Provincia, che ha inserito l’immobile nel piano delle alienazioni nel corso del 2017, stimando una base d’asta di 330.000 euro.
Ancora, però, non è stato emesso il bando di gara. E, quindi, tutto può essere rivisto, corretto. Eventualmente anche revocato. Ed è a questo che mira la lettera del liceo scientifico. Che chiede che la casa del custode rimanga in uso alla scuola, con l’obiettivo di relizzarvi aule, stanze per l’amministrazione e per gli archivi: sarebbe una boccata d’ossigeno importante per un istituto che vuole crescere ancora ma che per farlo in maniera “sostenibile” ha bisogno di ulteriori spazi.

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