Il Tirreno

Lucca

Un giro di vite  contro “i furbetti del tavolino”  

di Gianni Parrini
Un giro di vite  contro “i furbetti del tavolino”  

Niente più discrezionalità, chi supera i confini e non si mette a posto perde la concessione

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LUCCA. Suolo pubblico e allestimenti dei locali, si cambia. È stato un parto lungo e a rischio (soprattutto negli ultimi mesi) ma alla fine il testo ha visto la luce. Martedì arriverà in consiglio comunale il nuovo regolamento su Cosap e decoro, già ribattezzato “2 in 1”, perché unifica due testi normativi fino ad oggi distinti: il regolamento sull’occupazione del suolo pubblico (che risale al 1998) e quello sul decoro (del 2001). Comune e associazioni di categoria ci lavoravano dall’ormai lontano 2013 con l’obiettivo di governare i numerosi mutamenti subiti dal tessuto commerciale del centro. Andiamo a vedere alcune delle novità contenute nei 38 articoli del documento a cui fa da allegato il disciplinare sugli arredi.
Niente più smontaggio. Fino ad oggi bar e ristoranti con tavoli all’aperto sul suolo pubblico dovevano smontare gli allestimenti per un mese l’anno. Lo richiedeva il vecchio regolamento Cosap e di solito questa prassi veniva messa in opera nel mese di gennaio, quando Lucca si svuota di visitatori. Ora questo stop-and-go non sarà più necessario, come ci spiega l’assessore Giovanni Lemucchi: «Abbiamo introdotto una modifica che consente di mantenere per tutto il periodo della concessione le installazioni costituite da elementi facilmente amovibili e reversibili e prive di parti in muratura o di strutture stabilmente. Vale a dire tavoli, sedie e ombrelloni. Una novità importante che faciliterà il lavoro degli operatori». L’altra news che fa felici i commercianti ed esercenti riguarda la semplificazione delle procedure necessarie per avere la concessione. «Finora – prosegue Lemucchi – allo scadere della concessione il titolare che voleva prolungare la concessione doveva espletare da capo le pratiche. Ora ci sarà una sorta di rinnovo automatico per chi non modifica gli allestimenti e presenta un’ autocertificazione».
Pungo duro. L’articolo 11 dà un giro di vite nei confronti dei “furbetti del tavolino”: fino ad oggi chi si allargava oltre i confini della concessione rischiava una multa e poco altro. La decadenza della concessione era a discrezione del dirigente, che poteva disporla in taluni casi e prendendo in considerazione la reiterazione delle violazioni. Di fatto non accadeva quasi mai. Ora questa arbitrarietà viene meno, sostituita da un automatismo uguale per tutti: «Nel caso di accertata difformità – spiega Lemucchi – il titolare della concessione ha 24 ore di tempo per mettersi in regola qualora si tratti di occupazione estesa oltre il perimetro autorizzato; se invece le difformità riguardano il progetto presentato ci sono 15 di tempo per sanarle. Qualora ciò non avvenisse entro i tempi indicati la concessione decadrebbe Inoltre – spiega Lemucchi – ci saranno novità anche sul fronte delle sanzioni: l’idea è di far passare un emendamento che delega la giunta a rimodulare gli importi delle multe per colpire chi occupa abusivamente il suolo pubblico».
Gli ambiti speciali. Un altro aspetto importante riguarda l’individuazione di “zone speciali” del centro storico. Si tratta di aree di particolare pregio, sottoposte a vincoli, che in accordo con la Soprintendenza potranno essere utilizzate per manifestazioni importanti. La lista sarà contenuta in un allegato ad hoc. In tutto sono cinque: piazza San Michele (comprese piazzetta dei Cocomeri e il Loggiato di palazzo Pretorio); piazza San Giovanni (comprese piazza San Martino, piazza Antelminelli e piazzale Arrigoni); piazza Napoleone (comprese piazza del Giglio, piazza XX settembre e via Vittorio Veneto); piazza degli Scalpellini e piazza San Frediano; piazza San Francesco e la Madonna dello Stellario. A queste 5 aree si aggiunge piazza Anfiteatro che rientra in un ambito speciale, per il quale sono previste specifiche indicazioni di “assetto figurativo”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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