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Giorgi: a cosa servono le neuroscienze a Imt? 

Giorgi: a cosa servono le neuroscienze a Imt? 

La consigliera Cinque stelle all’attacco sul nuovo programma di studi dell’istituto universitario

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LUCCA. Dubbi sulla scelta di Imt di puntare sulle neuroscienze. Sono quelli espressi dalla consigliera comunale dei Cinque Stelle Maria Laura Chiara Giorgi, che ricorda come Imt sia «un'istituzione accademica pubblica organizzata come scuola di dottorato e centro di ricerca. Oggetto principale di studio è l'analisi dei sistemi economici, sociali, tecnologici e culturali. Quest’università pubblica è strettamente, e da sempre, legata alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che le ha ceduto. in comodato gratuito, il complesso conventuale di San Francesco, e che la finanzia anche con circa due milioni e mezzo di euro all’anno. Questi soldi dei lucchesi sono ben investiti?»
Giorgi si chiede, innanzitutto, perché lo psichiatra Pietro Pietrini«sia stato nominato, con il sostegno poderoso ed autorevole di Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione Crl, direttore di Imt. E perché il professor Pietrini abbia subito provveduto ad allargare i campi di ricerca di Imt, inaugurando un dottorato in neuroscienze e creando una corrispettiva unità di ricerca che pare oggi la più grande della Scuola»
Entrambe queste domande, spiega la consigliera pentastellata, «sono cruciali perché legate a una terza, ancor più fondamentale questione: servono davvero le neuroscienze all’economia delle nostre industrie, localizzate nel settore cartario, e del nostro turismo, incentrato su incomparabili bellezze artistico-culturali? È lecito, per ovvie ragioni, avere forti dubbi a riguardo. In ogni caso, questo nuovo dottorato,penalizza le risorse e le competenze accumulate in ormai ben 10 anni di lavoro, nei settori tradizionali della Scuola, settori nei quali Imt ha spesso acquisito una, giustamente, riconosciuta rilevanza internazionale., oltre che nazionale. Peraltro pare anche avere creato una crisi d’identità di Imt, infatti nel solo dicembre 2016, ben tre ordinari di economia, circa un terzo degli ordinari, se ne sono andati in altre sedi, dove peraltro guadagnano lo stesso salario, svolgono 120 ore di insegnamento, invece di 60 come a Imt e lavorano con un numero di studenti molto superiore». Giorgi poi sospetta che il nuovo corso di studi «potrebbe soltanto servire per far assumere qualche professore in particolare, ovvero, sempre come supposto in detti articoli, uno studioso vicinissimo al presidente Arturo Lattanzi. Forse addirittura il figlio Nicola». Un’eventualità che, ricordiamo, era già stata ventilata in passato e che gli interessati avevano smentito, sostenendo che tutto sarebbe stato legato a un normale concorso pubblico. Giorgi conclude chiedendo più trasparenza «nei rapporti Imt-Fondazione, la cui assenza potrebbe causare il fallimento dell’intero progetto, validissimo in sé, di una scuola di eccellenza lucchese, secondo l’originario nobile disegno del senatore Marcello Pera».

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