La manifestazione
Scintille in consiglio sull’ex discarica
Maggioranza e opposizione divise sulle rilevazioni di Arpat del sito di San Colombano
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CAPANNORI. Nervi tesi in consiglio comunale sull’ex discarica di via delle Selvette a San Colombano. I gruppi di minoranza Alternativa Civica di centrodestra, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Udc nella seduta di mercoledì hanno chiesto all’amministrazione di fare chiarezza. «Le indagini e campionamenti effettuati da Arpat, attivata dal comando di polizia municipale di Capannori, hanno rilevato sforamenti delle concentrazioni previsti dalla legge di manganese». Per il consigliere pentastellato Simone Lunardi «1025 microgrammi/L nel 2016, mentre nel febbraio scorso nelle acque sotterranee è stata rilevata la presenza 4163 microgrammi/L di managanese e la soglia di contaminazione è 50 microgrammi/L. E non si sa se vi sono altri metalli pesanti».
«Il Comune ha predisposto una campagna di monitoraggio per confermare o meno la natura inquinante di questa concentrazione — prosegue il documento dei partiti di opposizione — da oltre un anno però non ha ancora attivato le procedure ma ha perseverato nell’indagine preliminare fuori dal percorso previsto dalla legge».
L’ordine del giorno è stato bocciato dalla maggioranza che attraverso la capogruppo del Pd Silvana Pisani ha presentato un controordine del giorno con cui si chiede al sindaco e alla giunta di proseguire il monitoraggio in corso del sito dell’ex discarica ed una classificazione più consona all’utilizzo dell’area, attualmente agricola. L’assessore all’ambiente Matteo Francesconi ha ricostruito la vicenda sulla discarica attiva dal 1988 al 1992 e oggetto di ripristino ambientale nel 2006 da parte dell’amministrazione comunale su indicazione di Arpat.
«C’è uno studio in atto, proseguiremo analisi e campionamenti, con eventuali progetti di canalizzazione, oltre ad un monitoraggio costante. Non appena l’amministrazione comunale ha ricevuto la segnalazione della presenza di colorazione anomala del rio ha richiesto ad Arpat di eseguire un sopralluogo e nel marzo 2016 Arpat, avendo rilevato superamenti dei valori soglia di ferro e manganese, ha disposto all’amministrazione comunale di realizzare accertamenti sulle sostanze e la qualità dell’acqua. Come confermato dalla documentazione di Arpat, dell’azienda incaricata e dagli uffici i dati rilevati superano i valori soglia di ferro e manganese previsti, ma che gli stessi si esauriscono nella zona limitrofa alla discarica. Sempre da Arpat viene evidenziato che questi metalli sono comunemente diffusi in tutto il sottosuolo. L’amministrazione ha finora operato nel più pieno rispetto delle norme attenendosi passo passo alle indicazioni di Arpat e dei tecnici. Le indagini sul sito della ex discarica sono ancora in corso e finora non ci viene evidenziata alcuna situazione di urgenza tale per cui sia necessario intervenire» . (n. n.)
«Il Comune ha predisposto una campagna di monitoraggio per confermare o meno la natura inquinante di questa concentrazione — prosegue il documento dei partiti di opposizione — da oltre un anno però non ha ancora attivato le procedure ma ha perseverato nell’indagine preliminare fuori dal percorso previsto dalla legge».
L’ordine del giorno è stato bocciato dalla maggioranza che attraverso la capogruppo del Pd Silvana Pisani ha presentato un controordine del giorno con cui si chiede al sindaco e alla giunta di proseguire il monitoraggio in corso del sito dell’ex discarica ed una classificazione più consona all’utilizzo dell’area, attualmente agricola. L’assessore all’ambiente Matteo Francesconi ha ricostruito la vicenda sulla discarica attiva dal 1988 al 1992 e oggetto di ripristino ambientale nel 2006 da parte dell’amministrazione comunale su indicazione di Arpat.
«C’è uno studio in atto, proseguiremo analisi e campionamenti, con eventuali progetti di canalizzazione, oltre ad un monitoraggio costante. Non appena l’amministrazione comunale ha ricevuto la segnalazione della presenza di colorazione anomala del rio ha richiesto ad Arpat di eseguire un sopralluogo e nel marzo 2016 Arpat, avendo rilevato superamenti dei valori soglia di ferro e manganese, ha disposto all’amministrazione comunale di realizzare accertamenti sulle sostanze e la qualità dell’acqua. Come confermato dalla documentazione di Arpat, dell’azienda incaricata e dagli uffici i dati rilevati superano i valori soglia di ferro e manganese previsti, ma che gli stessi si esauriscono nella zona limitrofa alla discarica. Sempre da Arpat viene evidenziato che questi metalli sono comunemente diffusi in tutto il sottosuolo. L’amministrazione ha finora operato nel più pieno rispetto delle norme attenendosi passo passo alle indicazioni di Arpat e dei tecnici. Le indagini sul sito della ex discarica sono ancora in corso e finora non ci viene evidenziata alcuna situazione di urgenza tale per cui sia necessario intervenire» . (n. n.)
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