La manifestazione
Belle Arti, più sportelli e una biblioteca
di Barbara Antoni
Il Comune ha ceduto circa 900 metri quadrati di superficie nell’ex Manifattura per ampliare gli spazi e i servizi al cittadino
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LUCCA. Più sportelli al cittadino, più ampi gli spazi destinati agli studi degli addetti ai lavori, oltre a una biblioteca specialistica del paesaggio e dei beni culturali. Entro il 2018, nei piani, questi servizi troveranno sede nella porzione dell’ex Manifattura - circa novecento metri quadrati al piano terra lungo via San Domenico, sul lato di San Romano - che il Comune assegna in concessione alla Soprintendenza attraverso il ministero dei Beni culturali. La giunta ha già dato il suo assenso. La ratifica della concessione, di durata quindicennale, avverrà con la firma di un accordo fra il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini e il ministro Dario Franceschini.
«L’utilizzo di questi ulteriori spazi - spiega il numero uno della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara, dottor Luigi Ficacci - permetterà di risolvere le difficoltà logistiche e di accessibilità, così come la disponibilità di aree per le valutazioni e il ricevimento del pubblico».
Il progetto di recupero è già pronto, realizzato dalla Soprintendenza, e ha già ottenuto il finanziamento complessivo di un milione e mezzo (cinquecentomila euro dal fondo lavori pubblici per tre anni consecutivi, dal 2016 al 2018). Non appena i locali verranno consegnati, dopo la firma del protocollo, «partiremo con i lavori - afferma Ficacci -. Li assegneremo con un unico appalto: sarà un intervento conservativo».
La “stecca” oggetto di rinconversione (l’area è quella attigua alla palazzina occupata dagli uffici della Soprintendenza dal 2005 con accesso da piazza della Magione) è divisa in tre “navate”.
In quella interna verrà allestita la biblioteca delle Belle Arti, che «sarà semi-pubblica - continua Ficacci - in base a un accordo con il Comune. Recupereremo da Palazzo Mansi tutti fondi nostri che vi abbiamo in deposito perché nella nostra sede al momento non vi sono spazi per ospitarli». Fondo documentario, biblioteca e un catalogo del territorio: tutto questo materiale, completamente informatizzato, sarà disponibile nella nuova biblioteca delle Belle Arti. Che sorgerà oltretutto in un complesso - l’ex Manifattura appunto - la cui destinazione prevalente, in base al masterplan già presentato, prevede funzioni culturali, formative, oltre che aree parcheggio.
«Questo ampliamento della Soprintendenza - aggiunge il dottor Ficacci - è la conclusione di un lungo progetto iniziato nel 2005, che si deve all’iniziativa dell’allora prefetto Francesco Paolo Tronca e dell’allora sindaco Pietro Fazzi, che mi proposero un piano dell’ex appartamento del direttore della Manifattura per dare vita a una sede locale della Soprintendenza. All’epoca la Manifattura aveva cessato l’attività solo sei mesi prima: c’erano ancora grandi depositi di foglie di tabacco. In seguito, il percorso che ha portato al compimento di questo progetto ha avuto fasi di sospensione, ma non è mai stato contraddetto: oggi ho potuto ritrovarlo nella condizione predisposta alla conclusione. Soprattutto ho trovato un’amministrazione che aveva destinato parte della Manifattura vincolata ad attività culturali e di formazione culturale, che potranno avere uno scambio proficuo con la Soprintendenza».
C’è un altro aspetto, non secondario, che il soprintendente tiene a sottolineare in questa espansione delle Belle Arti a Lucca. Ovvero il processo di riforma che ha interessato l’ente e che ancora deve essere concluso. «Non sono ancora bene emersi - considera Ficacci - i principi della riforma che ha interessato il nostro ente, e cioè il fatto che i cambiamenti sono funzionali a un suo avvicinalmento al pubblico: la nuova conformazione dei nostri spazi faciliterà sicuramente questo intento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«L’utilizzo di questi ulteriori spazi - spiega il numero uno della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara, dottor Luigi Ficacci - permetterà di risolvere le difficoltà logistiche e di accessibilità, così come la disponibilità di aree per le valutazioni e il ricevimento del pubblico».
Il progetto di recupero è già pronto, realizzato dalla Soprintendenza, e ha già ottenuto il finanziamento complessivo di un milione e mezzo (cinquecentomila euro dal fondo lavori pubblici per tre anni consecutivi, dal 2016 al 2018). Non appena i locali verranno consegnati, dopo la firma del protocollo, «partiremo con i lavori - afferma Ficacci -. Li assegneremo con un unico appalto: sarà un intervento conservativo».
La “stecca” oggetto di rinconversione (l’area è quella attigua alla palazzina occupata dagli uffici della Soprintendenza dal 2005 con accesso da piazza della Magione) è divisa in tre “navate”.
In quella interna verrà allestita la biblioteca delle Belle Arti, che «sarà semi-pubblica - continua Ficacci - in base a un accordo con il Comune. Recupereremo da Palazzo Mansi tutti fondi nostri che vi abbiamo in deposito perché nella nostra sede al momento non vi sono spazi per ospitarli». Fondo documentario, biblioteca e un catalogo del territorio: tutto questo materiale, completamente informatizzato, sarà disponibile nella nuova biblioteca delle Belle Arti. Che sorgerà oltretutto in un complesso - l’ex Manifattura appunto - la cui destinazione prevalente, in base al masterplan già presentato, prevede funzioni culturali, formative, oltre che aree parcheggio.
«Questo ampliamento della Soprintendenza - aggiunge il dottor Ficacci - è la conclusione di un lungo progetto iniziato nel 2005, che si deve all’iniziativa dell’allora prefetto Francesco Paolo Tronca e dell’allora sindaco Pietro Fazzi, che mi proposero un piano dell’ex appartamento del direttore della Manifattura per dare vita a una sede locale della Soprintendenza. All’epoca la Manifattura aveva cessato l’attività solo sei mesi prima: c’erano ancora grandi depositi di foglie di tabacco. In seguito, il percorso che ha portato al compimento di questo progetto ha avuto fasi di sospensione, ma non è mai stato contraddetto: oggi ho potuto ritrovarlo nella condizione predisposta alla conclusione. Soprattutto ho trovato un’amministrazione che aveva destinato parte della Manifattura vincolata ad attività culturali e di formazione culturale, che potranno avere uno scambio proficuo con la Soprintendenza».
C’è un altro aspetto, non secondario, che il soprintendente tiene a sottolineare in questa espansione delle Belle Arti a Lucca. Ovvero il processo di riforma che ha interessato l’ente e che ancora deve essere concluso. «Non sono ancora bene emersi - considera Ficacci - i principi della riforma che ha interessato il nostro ente, e cioè il fatto che i cambiamenti sono funzionali a un suo avvicinalmento al pubblico: la nuova conformazione dei nostri spazi faciliterà sicuramente questo intento».
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