Il Tirreno

Lucca

Migliaia di “multe” a chi diserta le visite 

di Gianni Parrini
Migliaia di “multe” a chi diserta le visite 

Asl invia gli avvisi: chi salta le prenotazioni deve pagare il ticket

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LUCCA. Prenoti una visita o un esame e poi non ti presenti? Devi comunque pagare il ticket. A meno che la disdetta non avvenga con 48 ore di anticipo. A quanto pare, però, sono molti i cittadini che disertano gli appuntamenti programmati e per di più senza avvertire per tempo. L’effetto è duplice: si creano disagi nella macchina organizzativa e si allungano liste di attesa già infinite, togliendo agli altri utenti la possibilità di usufruire del servizio.
Quelli che danno buca. Ora però l’azienda sanitaria passa al contrattacco: l’Asl Toscana nord ovest sta inviando le lettere ai cittadini che non si sono presentati alle prestazioni prenotate. Per l’ambito territoriale di Lucca si sta lavorando a tutto il pregresso (anni 2014-2015), ma anche su posizioni più recenti. Sono già state inviate le lettere relative ad ottobre 2016: sono 700 utenti. E la cifra è più o meno la stessa per i mesi precedenti. Facendo una stima di massima si può ragionevolmente dire che nell’arco dell’anno passato sono oltre 7.000 i cittadini della Lucchesia che hanno saltato l’appuntamento. Adesso l’Asl chiede loro di saldare il conto.
Trend in calo. Tanti, ma non tantissimi i lucchesi che hanno dato il “pacco” al medico. A giudicare dagli archivi dell’azienda il fenomeno della mancata disdetta è in progressiva riduzione. Nel 2013, ad esempio, per ogni mese sono state inviate in media oltre 1.500 “richieste di regolarizzazione”. Solo nei primi quattro mesi dell’anno gli avvisi inviati furono 6.795 (a gennaio 1.651, a febbraio 1.728, a marzo 1.761, per aprile 1.655).
Quanto si paga. L’assistito che non si presenta e che non ha disdetto è chiamato a pagare il ticket ordinario della prestazione prenotata, ma senza ulteriori aggravi (non vengono considerati né il contributo di digitalizzazione né la fascia di reddito). Se danno “buca”, anche i soggetti esenti sono tenuti a pagare. Nella gran parte dei casi si tratta di utenti che hanno effettuato la prenotazione attraverso il Cup telefonico. Chi si presenta allo sportello, invece, paga il ticket al momento della prenotazione. La somma da versare varia in base al tipo di esame o di visita prenotata e alla fascia di reddito del soggetto. Prendiamo uno dei casi più comuni, l’ecografia. Il ticket base è di 38 euro, cui però si aggiungono 10 euro per chi guadagna da 36.151,99 euro l’anno fino a 70mila euro; 20 euro per chi ha reddito compreso fra 70.0001 e 100mila euro; 30 euro per chi ha un reddito superiore a 100mila euro. Per risonanza magnetica e Tac gli importi, per le due fasce più “ricche” crescono ulteriormente a 24 e 34 euro.
La giustificazione. La lettera che arriva dall’Azienda è un avviso bonario nel quale si segnalano al cittadino la prestazione non disdetta, la data in cui doveva essere erogata e l’importo per sanare la posizione. Se l’avviso viene ignorato si passa alla riscossione coattiva affidata a Equitalia o ad altri soggetti. Per evitare il pagamento il cittadino può dimostrare di essere in regola (nel caso avesse già pagato) oppure deve fornire una sorta di giustificazione: ad esempio un certificato medico che dimostri come nel giorno dell’esame fosse impossibilitato a presentarsi. Per avere chiarimenti ci si può rivolgere al Cup. «È importante ribadire – spiega l’azienda sanitaria – che chi non si può presentare all’appuntamento deve disdire almeno 48 ore prima. Questo consente di riprogrammare le attività, scorrendo le liste di attesa».

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