Il dolore
«Il G7 è stato una straordinaria vetrina per Lucca»
di Nicola Nucci
LUCCA. «Una straordinaria vetrina per valorizzare Lucca, la bellezza del suo territorio e la sua storia». Per l'ambasciatore lucchese Pietro Sebastiani, direttore generale della Cooperazione italiana...
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LUCCA. «Una straordinaria vetrina per valorizzare Lucca, la bellezza del suo territorio e la sua storia». Per l'ambasciatore lucchese Pietro Sebastiani, direttore generale della Cooperazione italiana per lo Sviluppo presso la Farnesina, il vertice del G7 è un'occasione unica di promozione per la città.
Perché, per due giorni Lucca e il suo territorio sono stati «al centro dell’attenzione del mondo politico, economico e delle opinioni pubblica internazionale», ricorda l’ambasciatore nato a Capannori, in diplomazia nel 1984.
Da lucchese si dice orgoglioso che l’incontro si sia svolto nella nostra città «che proprio dell’arte della diplomazia, commerciale e finanziaria in particolare, ha saputo in passato avere uno dei suoi punti di forza per mantenere molti secoli di indipendenza e prosperità economica. La città ha avuto da questo evento una valorizzazione a livello internazionale per la sua tradizione commerciale ele realtà artigiane, le ricchezze artistiche e culturali e la sua vivace imprenditoria».
Nel vertice dei ministri degli esteri a Lucca non si è parlato specificamente di cooperazione allo sviluppo, che l'ambasciatore Sebastiani guiderà al summit di Taormina del 27 e 28 maggio.
Ma è un tema di ampio respiro che ha intrecci anche con altri aspetti dello scenario internazionale. «L'Italia intende sfruttare appieno l’occasione della presidenza del G7 – dice Sebastiani che ha prestato servizio a Mosca, New York, Parigi e Bruxelles e all'Onu e fino al 2016 ambasciatore d'Italia in Spagna - uno dei tre pilastri delle nostre priorità è la sostenibilità economica, ambientale e sociale, e la riduzione delle disuguaglianze. Oltre ai cambiamenti climatici, sicurezza alimentare e nutrizione con l’importante eredità di Expo Milano 2015 e l'iniziativa a L’Aquila dell'ultimo G7 nel 2009, con uno sguardo particolare all’Africa sub-Sahariana, dove fame e malnutrizione pesano più gravemente e provocano imponenti flussi migratori».
Anche gli enti locali, sostiene Sebastiani, possono giocare un ruolo strategico nella cooperazione allo sviluppo. «Tante nostre realtà territoriali nella nostra Lucchesia, in Versilia ed in Garfagnana sono da lungo tempo lodevolmente impegnate nei contesti più fragili. Soprattutto in un mondo globale e in una nuova visione nel piano di sviluppo che le Nazioni Unite adottato nel 2015 e che dovrebbe guidare i nostri sforzi fino all'agenda del 2030. Una nuova agenda che sorpassa la dimensione tradizionale dell'aiuto unilaterale dai paesi ricchi a quelli più fragili e ci indirizza su un sentiero di “co-sviluppo” sostenibile in cui tutti devono partecipare e ottenere benefici, anche le varie componenti della società. Quindi è importante un dialogo cooperativo fra le comunità», prosegue l’ambasciatore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Perché, per due giorni Lucca e il suo territorio sono stati «al centro dell’attenzione del mondo politico, economico e delle opinioni pubblica internazionale», ricorda l’ambasciatore nato a Capannori, in diplomazia nel 1984.
Da lucchese si dice orgoglioso che l’incontro si sia svolto nella nostra città «che proprio dell’arte della diplomazia, commerciale e finanziaria in particolare, ha saputo in passato avere uno dei suoi punti di forza per mantenere molti secoli di indipendenza e prosperità economica. La città ha avuto da questo evento una valorizzazione a livello internazionale per la sua tradizione commerciale ele realtà artigiane, le ricchezze artistiche e culturali e la sua vivace imprenditoria».
Nel vertice dei ministri degli esteri a Lucca non si è parlato specificamente di cooperazione allo sviluppo, che l'ambasciatore Sebastiani guiderà al summit di Taormina del 27 e 28 maggio.
Ma è un tema di ampio respiro che ha intrecci anche con altri aspetti dello scenario internazionale. «L'Italia intende sfruttare appieno l’occasione della presidenza del G7 – dice Sebastiani che ha prestato servizio a Mosca, New York, Parigi e Bruxelles e all'Onu e fino al 2016 ambasciatore d'Italia in Spagna - uno dei tre pilastri delle nostre priorità è la sostenibilità economica, ambientale e sociale, e la riduzione delle disuguaglianze. Oltre ai cambiamenti climatici, sicurezza alimentare e nutrizione con l’importante eredità di Expo Milano 2015 e l'iniziativa a L’Aquila dell'ultimo G7 nel 2009, con uno sguardo particolare all’Africa sub-Sahariana, dove fame e malnutrizione pesano più gravemente e provocano imponenti flussi migratori».
Anche gli enti locali, sostiene Sebastiani, possono giocare un ruolo strategico nella cooperazione allo sviluppo. «Tante nostre realtà territoriali nella nostra Lucchesia, in Versilia ed in Garfagnana sono da lungo tempo lodevolmente impegnate nei contesti più fragili. Soprattutto in un mondo globale e in una nuova visione nel piano di sviluppo che le Nazioni Unite adottato nel 2015 e che dovrebbe guidare i nostri sforzi fino all'agenda del 2030. Una nuova agenda che sorpassa la dimensione tradizionale dell'aiuto unilaterale dai paesi ricchi a quelli più fragili e ci indirizza su un sentiero di “co-sviluppo” sostenibile in cui tutti devono partecipare e ottenere benefici, anche le varie componenti della società. Quindi è importante un dialogo cooperativo fra le comunità», prosegue l’ambasciatore.
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