La manifestazione
Via i varchi, le saracinesche restano abbassate
di Alessandro Bientinesi
Le prime transenne sono state rimosse alle 14 di ieri Passaggi liberi ma turisti perplessi per i negozi chiusi
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LUCCA. Le prime transenne sono state tolte dai varchi verso le 14 di ieri. Lucca riaperta e di nuovo accessibile, almeno ai pedoni, ma non le vetrine dei negozi e le saracinesche di molti bar e caffè. Il “passaggio” del G7, infatti, nella giornata di lunedì aveva effettivamente svuotato il centro storico. La giornata “peggiore” vista la chiusura di ben tre zone. La blu, con le piazze principali di San Michele e piazza Napoleone off limits, la gialla che ha riguardato anche ieri piazza San Francesco, e la verde chiusa proprio lunedì per la visita in Duomo delle delegazioni internazionali.
La città è tornata ad animarsi non appena i varchi sono stati riaperti, almeno quelli non “presidiati” anche dai blocchi new jersey che uno ad uno sono stati rimossi fino a tardo pomeriggio. I turisti sono immediatamente tornati nelle vie del centro ma la brutta sorpresa, per loro, è stato trovare moltissime attività chiuse. Serrande abbassate anche perché le prescrizioni legate al summit G7 prevedevano il divieto di transito, anche pedonale, fino alle 18 della giornata di ieri. Affari d’oro, dunque, solo per coloro che per tutto il periodo del vertice sono rimasti aperti.
Se l’immagine della città deserta, quasi come in un set cinematografico, era lo specchio del centro di Lucca dalle 20 di domenica scorsa e fino alle 14 di ieri. Poco più di 40 ore nelle quali, in particolare bar e caffè, hanno fatto affari d’oro. Se le delegazioni al seguito dei ministri degli esteri, infatti, hanno soggiornato principalmente in Versilia, dentro le Mura si sono concentrati molti degli oltre 800 accreditati totali al lavoro sull’evento.
Fermiamo un gruppo di turisti americani. «Sapevamo del G7 e siamo venuti anche per questo motivo, ci aspettavamo una città sicura e curata in ogni minimo dettaglio - spiegano -. Quello che non ci aspettavamo era di trovare una città le cui attività commerciali, ristoranti, bar e caffè fossero in gran parte chiuse».
La loro perplessità va di pari passo con quella di tanti altri turisti che vedono gli ultimi mezzi delle forze dell’ordine e i blindati delle scorte lasciare lentamente la città. In tanti, completamente all’oscuro dell’incontro dei ministri degli esteri, si chiedono cosa stia succedendo in città.
Ci fermiamo, in via San Paolino, in un bar. E chiediamo come siano andati i giorni di “chiusura” della zona blu. «Abbiamo deciso di restare sempre aperti, da domenica, quando sono iniziate le prime prescrizioni, fino alla riapertura - spiegano i titolari -. Abbiamo lavorato molto bene in questi giorni, nella prima parte con i turisti ma nel resto dei giorni anche con delegazioni, accreditati e lavoratori impegnati nella nostra zona. Alla fine abbiamo deciso di non abbassare la saracinesca anche per fornire un servizio che in una città non dovrebbe mai mancare, specialmente nel corso di eventi internazionali come è stato il G7 di Lucca».
Torniamo in piazza San Michele intorno alle 15,30. Gremita, c’è anche una scolaresca italiana in gita. «Avevamo programmato da tempo a piazza San Martino e all’interno del Duomo - spiegano le insegnanti -. Eravamo preoccupate di trovare alcuni problemi legate alla viabilità, magari di ordine pubblico, ma non che sarebbe stato difficile trovare un bar aperto dove comprare un panino e una bottiglia d’acqua».
Tutti commenti condivisi da molti altri turisti, anche se i residenti hanno visto la fine del vertice, come normale che sia da un lato, come la fine di un disagio, anche se passeggero. Anche per molti di loro, però, a dare l’immagine di una città deserta hanno contribuito anche coloro che hanno deciso di restare chiusi anche per l’intera giornata di ieri. E non solo nelle tre aree interdette, ma anche in quella bianca. Dove, a tutti gli effetti, non c’erano limitazioni di ingresso per i pedoni e l’afflusso di turisti è sempre stato piuttosto regolare. Favorito dalla prossimità con le festività pasquali e dal meteo primaverile particolarmente favorevole. Un’occasione persa per i commercianti? Forse. Certo i cartelli di critica sulle saracinesche mentre la città tornava a riempirsi erano l’immagine simbolo del post G7.
La città è tornata ad animarsi non appena i varchi sono stati riaperti, almeno quelli non “presidiati” anche dai blocchi new jersey che uno ad uno sono stati rimossi fino a tardo pomeriggio. I turisti sono immediatamente tornati nelle vie del centro ma la brutta sorpresa, per loro, è stato trovare moltissime attività chiuse. Serrande abbassate anche perché le prescrizioni legate al summit G7 prevedevano il divieto di transito, anche pedonale, fino alle 18 della giornata di ieri. Affari d’oro, dunque, solo per coloro che per tutto il periodo del vertice sono rimasti aperti.
Se l’immagine della città deserta, quasi come in un set cinematografico, era lo specchio del centro di Lucca dalle 20 di domenica scorsa e fino alle 14 di ieri. Poco più di 40 ore nelle quali, in particolare bar e caffè, hanno fatto affari d’oro. Se le delegazioni al seguito dei ministri degli esteri, infatti, hanno soggiornato principalmente in Versilia, dentro le Mura si sono concentrati molti degli oltre 800 accreditati totali al lavoro sull’evento.
Fermiamo un gruppo di turisti americani. «Sapevamo del G7 e siamo venuti anche per questo motivo, ci aspettavamo una città sicura e curata in ogni minimo dettaglio - spiegano -. Quello che non ci aspettavamo era di trovare una città le cui attività commerciali, ristoranti, bar e caffè fossero in gran parte chiuse».
La loro perplessità va di pari passo con quella di tanti altri turisti che vedono gli ultimi mezzi delle forze dell’ordine e i blindati delle scorte lasciare lentamente la città. In tanti, completamente all’oscuro dell’incontro dei ministri degli esteri, si chiedono cosa stia succedendo in città.
Ci fermiamo, in via San Paolino, in un bar. E chiediamo come siano andati i giorni di “chiusura” della zona blu. «Abbiamo deciso di restare sempre aperti, da domenica, quando sono iniziate le prime prescrizioni, fino alla riapertura - spiegano i titolari -. Abbiamo lavorato molto bene in questi giorni, nella prima parte con i turisti ma nel resto dei giorni anche con delegazioni, accreditati e lavoratori impegnati nella nostra zona. Alla fine abbiamo deciso di non abbassare la saracinesca anche per fornire un servizio che in una città non dovrebbe mai mancare, specialmente nel corso di eventi internazionali come è stato il G7 di Lucca».
Torniamo in piazza San Michele intorno alle 15,30. Gremita, c’è anche una scolaresca italiana in gita. «Avevamo programmato da tempo a piazza San Martino e all’interno del Duomo - spiegano le insegnanti -. Eravamo preoccupate di trovare alcuni problemi legate alla viabilità, magari di ordine pubblico, ma non che sarebbe stato difficile trovare un bar aperto dove comprare un panino e una bottiglia d’acqua».
Tutti commenti condivisi da molti altri turisti, anche se i residenti hanno visto la fine del vertice, come normale che sia da un lato, come la fine di un disagio, anche se passeggero. Anche per molti di loro, però, a dare l’immagine di una città deserta hanno contribuito anche coloro che hanno deciso di restare chiusi anche per l’intera giornata di ieri. E non solo nelle tre aree interdette, ma anche in quella bianca. Dove, a tutti gli effetti, non c’erano limitazioni di ingresso per i pedoni e l’afflusso di turisti è sempre stato piuttosto regolare. Favorito dalla prossimità con le festività pasquali e dal meteo primaverile particolarmente favorevole. Un’occasione persa per i commercianti? Forse. Certo i cartelli di critica sulle saracinesche mentre la città tornava a riempirsi erano l’immagine simbolo del post G7.
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