La manifestazione
IL DIBATTITO/1
«Il vertice si poteva fare, ma un mese fa»
LUCCA. «Il G7 si poteva fare, ma a marzo o febbraio, non all’inizio della settimana santa, anche per un motivo confessionale: chiudendo il centro storico si è impedito in sostanza alle persone che...
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LUCCA. «Il G7 si poteva fare, ma a marzo o febbraio, non all’inizio della settimana santa, anche per un motivo confessionale: chiudendo il centro storico si è impedito in sostanza alle persone che avrebbero desiderato farlo di partecipare alle funzioni religiose. Non dico che Lucca non dovesse ospitare il G7, ma doveva succedere un mese fa».
Non lesina critiche Andrea Colombini, fondatore e direttore del Puccini e la sua Lucca Festival, unico ente culturale lucchese a offrire concerti pucciniani per l’intero arco dell’anno. Il suo dissenso lo ha manifestato a gran voce, in toni coloriti dal suo profilo Facebook e adesso anche spiegando il senso della sua posizione al Tirreno.
Colombini, ci tiene a puntualizzarlo, ne fa una «questione di buonsenso, per dare una mano alla città - dice -. Così come è stato organizzato, il G7 poteva essersi svolto ovunque, a Lucca come a Vercelli, a Cantù o a Biccimurri. Con queste modalità è stato un errore clamoroso, una buona opportunità di far conoscere Puccini andata perduta». Questione sulla quale rincara rinnovando un invito agli organizzatori: «Se vi mettete intorno a un tavolo, fate le cose in modo intelligente. È stato organizzato un vertice a Lucca nel momento sbagliato, l’intera operazione è stata un’occasione mancata nei tempi e nei modi».
Personalmente, come organizzatore del festival, Colombini sottolinea oltretutto di non essere mai stato «informato ufficialmente che avrei dovuto sospendere i concerti per tre giorni. L’ho appreso da fonti private, grazie alle mie conoscenze, e soltanto dieci giorni prima che l’evento avesse luogo in città. È finita che ho perso in tutto duecentonovanta biglietti: se ne sono andati via così, senza contare gli insulti che ho ricevuto via email da chi aveva programmato un soggiorno a Lucca e se lo vedeva “annullare” da un evento del genere». (b.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lesina critiche Andrea Colombini, fondatore e direttore del Puccini e la sua Lucca Festival, unico ente culturale lucchese a offrire concerti pucciniani per l’intero arco dell’anno. Il suo dissenso lo ha manifestato a gran voce, in toni coloriti dal suo profilo Facebook e adesso anche spiegando il senso della sua posizione al Tirreno.
Colombini, ci tiene a puntualizzarlo, ne fa una «questione di buonsenso, per dare una mano alla città - dice -. Così come è stato organizzato, il G7 poteva essersi svolto ovunque, a Lucca come a Vercelli, a Cantù o a Biccimurri. Con queste modalità è stato un errore clamoroso, una buona opportunità di far conoscere Puccini andata perduta». Questione sulla quale rincara rinnovando un invito agli organizzatori: «Se vi mettete intorno a un tavolo, fate le cose in modo intelligente. È stato organizzato un vertice a Lucca nel momento sbagliato, l’intera operazione è stata un’occasione mancata nei tempi e nei modi».
Personalmente, come organizzatore del festival, Colombini sottolinea oltretutto di non essere mai stato «informato ufficialmente che avrei dovuto sospendere i concerti per tre giorni. L’ho appreso da fonti private, grazie alle mie conoscenze, e soltanto dieci giorni prima che l’evento avesse luogo in città. È finita che ho perso in tutto duecentonovanta biglietti: se ne sono andati via così, senza contare gli insulti che ho ricevuto via email da chi aveva programmato un soggiorno a Lucca e se lo vedeva “annullare” da un evento del genere». (b.a.)
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