Sicurezza
«Il nostro lavoro impallidisce di fronte al Maestro Puccini»
di Alessandro Bientinesi
Il sottosegretario di stato per gli affari politici americani si concede un mini tour dopo i lavori del G7 degli esteri al fianco del segretario di stato Rex Tillerson
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LUCCA. Una dedica speciale al maestro Giacomo Puccini, un pranzo a base di zuppa di farro al ristorante la Buca di Sant’Antonio e anche il tempo di una breve passeggiata in piazza San Michele, riaperta da pochi minuti dopo la chiusura per le misure di massima sicurezza legate al G7. Thomas Alfred Shannon Jr. , ambasciatore Usa e sotto segretario di Stato per gli affari politici e, prima della nomina di Rex Tillerson, per due settimane anche segretario di stato americano, si è concesso insieme alla delegazione americana “reduce” dai lavori del G7 un breve tour di Lucca prima della ripartenza per Washington.
Shannon, che vanta una lunga esperienza in ambito internazionale, è stato uno degli uomini chiave a supporto del segretario di Stato Tillerson nel vertice lucchese. Una volta concluso il suo lavoro ha effettuato una visita privata al museo-casa Puccini, programmata da tempo insieme all’ambasciatrice americana facente funzioni a Roma, Kelly Degnan, ai consiglieri politici dell’ambasciatore Brian Cammaroto-Roverini e Anthony Pirnot e l’addetto culturale del consolato Usa di Firenze Kathryn Rakich.
«È la prima volta in vita mia che visito la città di Lucca -. dice Shannon accettando volentieri di rispondere alle nostre domande dopo l’ora scarsa passata alla casa di Puccini -. Il lavoro da svolgere durante tutto il vertice ha impegnato me e tutta le delegazioni per molto tempo, vista anche l’importanza dei temi trattati. Ma ho programmato con i colleghi questo appuntamento da tempo e prima di ripartire per Washington abbiamo voluto ammirare alcune delle bellezze della città».
Prima un pranzo alla Buca di Sant’Antonio. «Ho mangiato una zuppa di farro, veramente ottima». Precisa Shannon, che si è spostato verso da via Cervia non direttamente alla casa del musicista inglese, ma da via San Paolino si è affacciato su piazza San Michele. «Ho avuto modo di lavorare nei bellissimi palazzi della città, ma in molti mi hanno parlato delle bellezze delle piazze di Lucca - aggiunge l’ambasciatore americano -. Per questo ho chiesto di passare, anche se visto il poco tempo a disposizione sostando solo per alcuni minuti, da piazza San Michele».
Uno spazio riaperto proprio in quei momenti a tutti i turisti, visto che molte delle delegazioni e tutti i ministri avevano già lasciato la città. Non Shannon, colpito anche dall’accoglienza ricevuta. «Sono lusingato di come la delegazione americana sia stata ricevuta in questi giorni» ha spiegato il sottosegretario di stato americano riferendosi sia a quella avuta a Viareggio (il gruppo di lavoro a stelle e strisce era ospite del Principe di Piemonte), sia quella ricevuta dalle autorità italiane. Anche dal sindaco Alessandro Tambellini che con lui, e insieme a Luigi Viani e Massimo Marsili, rispettivamente consigliere e direttore della Fondazione Puccini, hanno visitato la casa-museo del compositore toscano.
Visita privata iniziata verso le 15 e conclusa meno di un’ora più tardi. All’uscita della delegazione americana ancora la possibilità di fare alcune domande a Thomas Shannon.
«Ho lasciato una dedica sul libro all’ingresso del museo - ha detto l’ambasciatore americano -. Ho ringraziato per la gentilezza e l’ospitalità. Sono venuto a Lucca come parte di una delegazione degli Stati Uniti per il summit dei ministri degli esteri del G7. Ma qualunque lavoro siamo riusciti a portare a termine impallidisce in confronto al lavoro de “il Maestro”. Io torno arricchito nello spirito e molto grato».
Una dedica davvero speciale alla città da uno dei componenti di spicco della politica strettamente legata alla Casa Bianca.
Come detto, infatti, Shannon, nato nel 1958, è un diplomatico che dal 2005 al 2009 è stato assistente segretario di stato per gli affari dell’emisfero occidentale, mentre dal 2010 al 2013 è stato ambasciatore degli Statu Uniti in Brasile. Dal 2013 e fino al 2016 ha lavorato come consigliere del dipartimento di stato e anche sottosegretario per gli affari politici.
Per due settimane, prima della nomina da parte di Donald Trump di Rex Tillerson, è stato anche segretario di stato. L’attuale ruolo, caso piuttosto raro nel panorama diplomatico americano, è stato preso in carico a tutti gli effetti con il presidente Barack Obama e poi confermato dal suo successore.
Shannon, una volta uscito dal museo, ha posato per alcune foto ricordo in piazza Cittadella di fronte alla statua di Giacomo Puccini. Per noi l’ultimo momento utile per chiedere i prossimi impegni dell’agenda. «Tornerò oggi e a Roma e da lì a Washington». Ha precisato. Non seguirà, dunque, Rex Tillerson che volerà a Mosca per trattare con Vladimir Putin sulla questione siriana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Shannon, che vanta una lunga esperienza in ambito internazionale, è stato uno degli uomini chiave a supporto del segretario di Stato Tillerson nel vertice lucchese. Una volta concluso il suo lavoro ha effettuato una visita privata al museo-casa Puccini, programmata da tempo insieme all’ambasciatrice americana facente funzioni a Roma, Kelly Degnan, ai consiglieri politici dell’ambasciatore Brian Cammaroto-Roverini e Anthony Pirnot e l’addetto culturale del consolato Usa di Firenze Kathryn Rakich.
«È la prima volta in vita mia che visito la città di Lucca -. dice Shannon accettando volentieri di rispondere alle nostre domande dopo l’ora scarsa passata alla casa di Puccini -. Il lavoro da svolgere durante tutto il vertice ha impegnato me e tutta le delegazioni per molto tempo, vista anche l’importanza dei temi trattati. Ma ho programmato con i colleghi questo appuntamento da tempo e prima di ripartire per Washington abbiamo voluto ammirare alcune delle bellezze della città».
Prima un pranzo alla Buca di Sant’Antonio. «Ho mangiato una zuppa di farro, veramente ottima». Precisa Shannon, che si è spostato verso da via Cervia non direttamente alla casa del musicista inglese, ma da via San Paolino si è affacciato su piazza San Michele. «Ho avuto modo di lavorare nei bellissimi palazzi della città, ma in molti mi hanno parlato delle bellezze delle piazze di Lucca - aggiunge l’ambasciatore americano -. Per questo ho chiesto di passare, anche se visto il poco tempo a disposizione sostando solo per alcuni minuti, da piazza San Michele».
Uno spazio riaperto proprio in quei momenti a tutti i turisti, visto che molte delle delegazioni e tutti i ministri avevano già lasciato la città. Non Shannon, colpito anche dall’accoglienza ricevuta. «Sono lusingato di come la delegazione americana sia stata ricevuta in questi giorni» ha spiegato il sottosegretario di stato americano riferendosi sia a quella avuta a Viareggio (il gruppo di lavoro a stelle e strisce era ospite del Principe di Piemonte), sia quella ricevuta dalle autorità italiane. Anche dal sindaco Alessandro Tambellini che con lui, e insieme a Luigi Viani e Massimo Marsili, rispettivamente consigliere e direttore della Fondazione Puccini, hanno visitato la casa-museo del compositore toscano.
Visita privata iniziata verso le 15 e conclusa meno di un’ora più tardi. All’uscita della delegazione americana ancora la possibilità di fare alcune domande a Thomas Shannon.
«Ho lasciato una dedica sul libro all’ingresso del museo - ha detto l’ambasciatore americano -. Ho ringraziato per la gentilezza e l’ospitalità. Sono venuto a Lucca come parte di una delegazione degli Stati Uniti per il summit dei ministri degli esteri del G7. Ma qualunque lavoro siamo riusciti a portare a termine impallidisce in confronto al lavoro de “il Maestro”. Io torno arricchito nello spirito e molto grato».
Una dedica davvero speciale alla città da uno dei componenti di spicco della politica strettamente legata alla Casa Bianca.
Come detto, infatti, Shannon, nato nel 1958, è un diplomatico che dal 2005 al 2009 è stato assistente segretario di stato per gli affari dell’emisfero occidentale, mentre dal 2010 al 2013 è stato ambasciatore degli Statu Uniti in Brasile. Dal 2013 e fino al 2016 ha lavorato come consigliere del dipartimento di stato e anche sottosegretario per gli affari politici.
Per due settimane, prima della nomina da parte di Donald Trump di Rex Tillerson, è stato anche segretario di stato. L’attuale ruolo, caso piuttosto raro nel panorama diplomatico americano, è stato preso in carico a tutti gli effetti con il presidente Barack Obama e poi confermato dal suo successore.
Shannon, una volta uscito dal museo, ha posato per alcune foto ricordo in piazza Cittadella di fronte alla statua di Giacomo Puccini. Per noi l’ultimo momento utile per chiedere i prossimi impegni dell’agenda. «Tornerò oggi e a Roma e da lì a Washington». Ha precisato. Non seguirà, dunque, Rex Tillerson che volerà a Mosca per trattare con Vladimir Putin sulla questione siriana.
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