Trasporti
Zona bianca, il commercio tiene
di Rossella Lucchesi
Gli affari sono andati bene grazie ai turisti che si sono riversati nei negozi aperti
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «Sarà anche una bella vetrina internazionale ma il G7 non ha portato grossi benefici alla città. Anzi, per molti di noi l’evento risulta essere addirittura un danno economico, visto che siamo nella settimana di Pasqua, periodo solitamente utile per rimpinguare un po’ le casse che invece risentiranno dell’assenza di clienti. E in un momento di crisi come questo, non è proprio l’ideale». È il parere di numerosi commercianti con l’attività nella “zona bianca” quella, per intenderci, a ingresso libero per chiunque, che abbiamo sentito nella giornata di ieri. Alcuni, come l’alimentari Giurlani di via Fillungo, denunciano un grosso calo di vendite che ha riguardato anche i giorni precedenti «dovuto - commenta Marinella Natucci - anche a questa sorta di terrorismo nella comunicazione che non giova a nessuno». Altri esercizi però si dichiarano abbastanza soddisfatti. Sono questi ultimi soprattutto quelli del settore di bar e ristorazione che hanno scelto di rimanere aperti in questi due giorni di “coprifuoco” per il centro storico di Lucca. A dare il maggior impulso al loro giro d’affari sono stati i turisti che, costretti a cambiare drasticamente il programma del soggiorno in città, si sono riversati nei locali aperti per consumare pasti e colazioni. D’altronde, non potendo visitare monumenti, chiese e palazzi storici ubicati nelle zone interdette al transito, le soluzioni non erano tante. Ed è merito dei turisti se anche gli altri negozi aperti hanno potuto lavorare, come fanno sapere dalla libreria Ubik, dove si sono visti pochissimi clienti abituali e più persone da fuori. Lo stesso nel negozio di abbigliamento uomo Quintessence di via Fillungo che, dichiara Nicola Giannini, anche ieri ha registrato un calo di vendite, a causa dei divieti. «Abbiamo deciso di rimanere aperti, ma non so se abbiamo fatto bene, perché a quest’ora i fornelli sono ancora spenti e dubito che arrivi qualcuno» lamenta Loredana Picchi, titolare della trattoria Vasco in piazza Santa Maria. Sono da poco passate le 12.30 e le sale del locale sono vuote. È andata abbastanza bene all’edicola di Paolo Martini in via Fillungo che ha venduto gadget e riviste a molti turisti e quotidiani a tanti lucchesi che hanno trovato chiusa la rivendita abituale. E anche alla Cacioteca di Giovanna Nardi che ha lavorato soprattutto con turisti di passaggio, mentre nel negozio di frutta e verdura in piazza Santa Maria gli scontrini sono più che dimezzati, dice il titolare Gino Pieri. Anche il bar Moka ha lavorato meno con la clientela ordinaria e più con i turisti «d’altra parte - spiega Tommaso Della Maggiora - la maggioranza dei negozi del Fillungo sono rimasti chiusi e dipendenti e loro clienti non sono venuti a fare colazione». In effetti la strada dello shopping lucchese ieri ha un’aria desolante, spettrale. Non si contano le saracinesche abbassate, catene comprese, molte delle quali con avvisi di chiusura fino a mercoledì “a causa del G7”. Non è andata male nella zona di Corso Garibaldi, sempre per quanto riguarda attività di ristorazione e bar come l’Old City, la pizzeria Lo Skianto e il risto-bar Il Caffè di Roberto Bertolucci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
