Sicurezza
Teste di cuoio fra le scorte dei ministri
di Barbara Antoni
Proseguono per oltre un’ora gli arrivi delle auto con i sette governanti
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LUCCA. L’enorme Suv nero brillante passa tra la folla di giornalisti e addetti ai lavori: a bordo ci sono cinque teste di cuoio, carabinieri dei Nocs (nucleo operativo centrale di sicurezza) in tuta marrone a pelle, armati fino ai denti. Quattro siedono nell’abitacolo, un quinto è seduto nel bagagliaio col portellone alzato: imbraccia un mitra.
Un’immagine che passa come un flash davanti agli occhi: in frazioni di secondo però dà l’idea di quanto la guardia sia alta su un evento come il G7 dei ministri degli esteri.
Il luogo è piazza Napoleone, davanti all’ingresso nel cortile degli Svizzeri, l’entrata principale per i sette ministri degli esteri dei paesi più industrializzati. L’arrivo, ieri, era previsto per le 16; ma l’attesa si protrae, le cose vanno a rilento.
A ricevere le auto e relative scorte la mobilitazione è massiccia: fra servizi di sicurezza e di accoglienza del G7, fra carabinieri in divisa e in borghese e rappresentanti di altri corpi di forze dell’ordine in piazza ci sono decine e decine di persone.
Alla fine, occorre oltre un’ora di tempo e una sfilata interminabile di auto per esaurire l’arrivo dei ministri del G7 a Palazzo Ducale. Arrivano in cortile degli Svizzeri a bordo di auto di grossa cilindrata coi vetri posteriori oscurati. Alcune in pieno anonimato, altre - come la Bmw a bordo della quale viaggia il ministro degli esteri tedesco Gabriel Siegmar - con la bandierina dello stato che rappresenta.
C’è fibrillazione in piazza Napoleone per il primo ingresso di ministri e delegazioni per la prima sessione di lavoro in Sala Maria Luisa. La prima ad arrivare, intorno alle 16,20, è l’auto che trasporta Federica Mogherini, Alto rappresentante della sicurezza per l’Unione Europea. Entra in cortile degli Svizzeri senza soffermarsi. Ad attendere gli ospiti ci sono i rappresentanti del cerimoniale e il ministro degli esteri italiano Angelino Alfano che fa il padrone di casa, riceve i colleghi ministri uno a uno sullo sfondo di una “scenografia” del G7.
Tra le delegazioni, la prima ad arrivare, dopo la Mogherini, è quella giapponese, con il ministro Fumio Kishida. Seguono, di lì a poco, le auto che accompagnano l’unico ministro donna del vertice, la canadese Christina Alexandra "Chrystia" Freeland. Da lì in poi gli arrivi cominciano a velocizzarsi: il ministro degli esteri del Regno Unito (nonché ex sindaco di Londra) Boris Johnson, il collega francese Jean-Marc Ayrault e poi quello americano, il segretario di Stato, Rex Wayne Tillerson: l’auto sulla quale viaggia è un Suv gigantesco tipo Suburban prodotto dalla Chevrolet.
L’ultima parte degli arrivi in Palazzo Ducale è la più delicata, visto che coinvolge direttamente il segretario di Stato americano Tillerson e il ministro tedesco degli esteri Siegmar, esponenti di due nazioni nell’occhio del ciclone: per l’attacco terroristico al mercatino di Natale la Germania e per l’incursione aerea sulla base di Assad in Siria decisa pochi giorni dal neo presidente Donald Trump gli Stati Uniti. Non a caso è proprio fra il segretario di Stato americano e il ministro tedesco che tra le delegazioni spunta il suv con a bordo la squadra di carabinieri dei corpi speciali.
Nel frattempo, piazza Napoleone, vuota dalla domenica, si riempie di auto e pulmini che trasportano le delegazioni.
Sono passate le 17 ieri quando la prima sessione di lavoro del G7 ha inizio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un’immagine che passa come un flash davanti agli occhi: in frazioni di secondo però dà l’idea di quanto la guardia sia alta su un evento come il G7 dei ministri degli esteri.
Il luogo è piazza Napoleone, davanti all’ingresso nel cortile degli Svizzeri, l’entrata principale per i sette ministri degli esteri dei paesi più industrializzati. L’arrivo, ieri, era previsto per le 16; ma l’attesa si protrae, le cose vanno a rilento.
A ricevere le auto e relative scorte la mobilitazione è massiccia: fra servizi di sicurezza e di accoglienza del G7, fra carabinieri in divisa e in borghese e rappresentanti di altri corpi di forze dell’ordine in piazza ci sono decine e decine di persone.
Alla fine, occorre oltre un’ora di tempo e una sfilata interminabile di auto per esaurire l’arrivo dei ministri del G7 a Palazzo Ducale. Arrivano in cortile degli Svizzeri a bordo di auto di grossa cilindrata coi vetri posteriori oscurati. Alcune in pieno anonimato, altre - come la Bmw a bordo della quale viaggia il ministro degli esteri tedesco Gabriel Siegmar - con la bandierina dello stato che rappresenta.
C’è fibrillazione in piazza Napoleone per il primo ingresso di ministri e delegazioni per la prima sessione di lavoro in Sala Maria Luisa. La prima ad arrivare, intorno alle 16,20, è l’auto che trasporta Federica Mogherini, Alto rappresentante della sicurezza per l’Unione Europea. Entra in cortile degli Svizzeri senza soffermarsi. Ad attendere gli ospiti ci sono i rappresentanti del cerimoniale e il ministro degli esteri italiano Angelino Alfano che fa il padrone di casa, riceve i colleghi ministri uno a uno sullo sfondo di una “scenografia” del G7.
Tra le delegazioni, la prima ad arrivare, dopo la Mogherini, è quella giapponese, con il ministro Fumio Kishida. Seguono, di lì a poco, le auto che accompagnano l’unico ministro donna del vertice, la canadese Christina Alexandra "Chrystia" Freeland. Da lì in poi gli arrivi cominciano a velocizzarsi: il ministro degli esteri del Regno Unito (nonché ex sindaco di Londra) Boris Johnson, il collega francese Jean-Marc Ayrault e poi quello americano, il segretario di Stato, Rex Wayne Tillerson: l’auto sulla quale viaggia è un Suv gigantesco tipo Suburban prodotto dalla Chevrolet.
L’ultima parte degli arrivi in Palazzo Ducale è la più delicata, visto che coinvolge direttamente il segretario di Stato americano Tillerson e il ministro tedesco degli esteri Siegmar, esponenti di due nazioni nell’occhio del ciclone: per l’attacco terroristico al mercatino di Natale la Germania e per l’incursione aerea sulla base di Assad in Siria decisa pochi giorni dal neo presidente Donald Trump gli Stati Uniti. Non a caso è proprio fra il segretario di Stato americano e il ministro tedesco che tra le delegazioni spunta il suv con a bordo la squadra di carabinieri dei corpi speciali.
Nel frattempo, piazza Napoleone, vuota dalla domenica, si riempie di auto e pulmini che trasportano le delegazioni.
Sono passate le 17 ieri quando la prima sessione di lavoro del G7 ha inizio.
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