Sicurezza
Tariffa rifiuti “puntuale” anche per le aziende
di Nicola Nucci
Capannori intenzionato ad adottare dal 2018 il metodo usato per le famiglie Sulla bolletta influirà la quantità ma anche il tipo di spazzatura prodotta
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CAPANNORI. Dal primo gennaio 2018 la tariffa puntuale sui rifiuti per le aziende potrebbe essere estesa anche agli altri materiali della raccolta differenziata. Quindi non solo il materiale non riciclabile, ma anche il multimateriale, l’umido e la carta.
A oggi, infatti, le utenze non domestiche pagano una quota fissa in base alle dimensioni del fondo e una variabile per il numero di svuotamenti dell’indifferenziato. L’obiettivo è di e fare pagare sulla base anche degli altri tipi di rifiuto e del loro trattamento. Anche i bidoncini dell’organico, multimateriale e carta saranno dotati di un chip. Questa l’ipotesi a cui stanno lavorando Comune e Ascit, per garantire una maggiore equità tariffaria con una tariffa puntuale più “spinta”. Attualmente per alcune aziende il “peso” della bolletta è spostato quasi tutto sulla produzione dell’indifferenziato, mentre non si paga, per esempio, per l’organico. Un cambiamento che andrebbe a interessare circa 2. 500 utenze commerciali. Ad anticiparlo è l’assessore all’ambiente Matteo Francesconi: «Si tratta di un sistema che consente di garantire più equità in base alle diverse tipologie di materiale conferito dalle aziende. Per esempio le utenze non domestiche che producono tanto indifferenziato pagavano per gli svuotamenti di questo materiale, mentre con la rimodulazione che faremo si valuteranno anche gli altri materiali. La maggior parte delle aziende hanno calato i conferimenti, pertanto dobbiamo trovare meccansmi di differenzazione».
L’obiettivo è quello di ridurre il numero dei conferimenti e mantenere invariate le tariffe. L’organico tra l’altro è proprio la voce più pesante per i bilanci di Ascit, dal momento che il costo di smaltimento è il più alto per l’azienda. «Sarà una tariffa modulata, il cui costo della bolletta dipenderà dal comportamento dell’azienda, sempre secondo il principio chi più consuma più paga come già avviene per le utenze domestiche — spiega Francesconi — in questo modo avremo una fotografia più reale. Lo scopo è anche quello di migliorare il comportamento virtuoso delle aziende e delle utenze non domestiche in generale».
Alla fine il meccanismo è lo stesso applicato per le famiglie, ma se questo sistema diventerà operativo per la aziende la tariffa puntuale sarebbe estesa a tutti i tipi di rifiuti. Ad esempio un’attività commerciale che produce molto organico o carta finora pagava solo per il non riciclabile. Mentre in questo modo ci sarebbe un diverso “peso” dei vari rifiuti e quindi anche sul costo finale in bolletta. Con la nuova ripartizione dei rifiuti alcune categorie potrebbero avere dei vantaggi, altre meno. La bolletta dipenderà dal tipo, ma anche dalla quantità dei rifiuti prodotti.
A oggi, infatti, le utenze non domestiche pagano una quota fissa in base alle dimensioni del fondo e una variabile per il numero di svuotamenti dell’indifferenziato. L’obiettivo è di e fare pagare sulla base anche degli altri tipi di rifiuto e del loro trattamento. Anche i bidoncini dell’organico, multimateriale e carta saranno dotati di un chip. Questa l’ipotesi a cui stanno lavorando Comune e Ascit, per garantire una maggiore equità tariffaria con una tariffa puntuale più “spinta”. Attualmente per alcune aziende il “peso” della bolletta è spostato quasi tutto sulla produzione dell’indifferenziato, mentre non si paga, per esempio, per l’organico. Un cambiamento che andrebbe a interessare circa 2. 500 utenze commerciali. Ad anticiparlo è l’assessore all’ambiente Matteo Francesconi: «Si tratta di un sistema che consente di garantire più equità in base alle diverse tipologie di materiale conferito dalle aziende. Per esempio le utenze non domestiche che producono tanto indifferenziato pagavano per gli svuotamenti di questo materiale, mentre con la rimodulazione che faremo si valuteranno anche gli altri materiali. La maggior parte delle aziende hanno calato i conferimenti, pertanto dobbiamo trovare meccansmi di differenzazione».
L’obiettivo è quello di ridurre il numero dei conferimenti e mantenere invariate le tariffe. L’organico tra l’altro è proprio la voce più pesante per i bilanci di Ascit, dal momento che il costo di smaltimento è il più alto per l’azienda. «Sarà una tariffa modulata, il cui costo della bolletta dipenderà dal comportamento dell’azienda, sempre secondo il principio chi più consuma più paga come già avviene per le utenze domestiche — spiega Francesconi — in questo modo avremo una fotografia più reale. Lo scopo è anche quello di migliorare il comportamento virtuoso delle aziende e delle utenze non domestiche in generale».
Alla fine il meccanismo è lo stesso applicato per le famiglie, ma se questo sistema diventerà operativo per la aziende la tariffa puntuale sarebbe estesa a tutti i tipi di rifiuti. Ad esempio un’attività commerciale che produce molto organico o carta finora pagava solo per il non riciclabile. Mentre in questo modo ci sarebbe un diverso “peso” dei vari rifiuti e quindi anche sul costo finale in bolletta. Con la nuova ripartizione dei rifiuti alcune categorie potrebbero avere dei vantaggi, altre meno. La bolletta dipenderà dal tipo, ma anche dalla quantità dei rifiuti prodotti.
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