Finanza
La bella addormentata
di Barbara Antoni
Lucca si presenta al vertice in tutto il suo fasto antico, ma è deserta
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LUCCA. Avvolta nel silenzio, inondata di luce primaverile, sovrastata da un cielo azzurro raro davvero. A mezzogiorno passato di lunedì 10 aprile Lucca è la bella addormentata al centro del mondo. Bella da fare invidia con le sue piazze imponenti, le strade misteriose, le mura che la proteggono, rosse e seriose. Ma solitaria, desolata, come un set cinematografico dove tutto è pronto per le riprese ma la troupe tarda ad arrivare.
Lucca insolita, mai vista così. La zona blu, quella che racchiude Palazzo Ducale e Palazzo Orsetti, sede dei lavori del vertice la prima e sede del ricevimento serale la seconda, è isolata: varchi, forze dell’ordine e volontari a tutte le possibili entrate; questa area delimitata accoglierà, poche ore dopo, i ministri dei sette paesi più industrializzati del mondo. Che parleranno di guerra, di quella che ha reso la Siria il mattatoio del mondo, di altre guerre sconosciute che mietono vittime anche da anni, del pericolo che altri conflitti possano esplodere. Nel loro marmo millenario, le chiese della zona blu – la cattedrale, San Giovanni – sono più silenti di sempre. In piazza San Martino una squadra di operai sta montando la pedana sulla quale alle 19 i sette ministri si faranno ritrarre nella “foto di famiglia” secondo cerimoniale. Quella foto farà il giro del mondo, come le immagini di fotografi e operatori televisivi arrivati a Lucca per conto di testate giornalistiche di decine di paesi.
Ma a parte gli operai impegnati negli ultimi ritocchi, a parte le forze dell’ordine, i servizi ministeriali di sicurezza, gruppetti di turisti dall’aria spaesata, un giovane col cucciolo di pastore tedesco al guinzaglio e alcune mamme a passeggio con i bimbi nel passeggino o più grandicelli con la biciclettina, nella zona blu non c’è quasi anima viva. Nella zona blu ma anche nel resto del centro: residenti e lucchesi in genere hanno disertato Lucca. L’hanno lasciata da sola, sprezzanti e irritati con il G7 e quanti hanno concorso alla sua realizzazione. Anche le attività commerciali e i pubblici esercizi per la maggior parte hanno deciso di snobbare il vertice dei ministri degli esteri. Lo hanno fatto, in alcuni casi soprattutto, dimenticando il garbo che per la città nei secoli è stato motivo di orgoglio e vanto, affiggendo alle saracinesche cartelli in cui «si ringraziano i promotori e organizzatori del G7 per averci fatto perdere due giornate di lavoro». Altri negozi, più diplomatici, hanno scritto “soltanto” «chiusi per G7». Altri hanno coperto le vetrine dall’interno con assi di legno, altri con la carta. Alcuni hanno fasciato i maniglioni delle porte di ingresso con la gommapiuma. E’ passato poco, se non per niente, il messaggio che per Lucca il G7 è la grande opportunità di stare in vetrina e farsi ammirare da tutto il mondo. Altro che lancio pubblicitario su radio, tv o carta stampata, altro che borsa del turismo: stavolta Lucca, con la sua bellezza antica e sfacciata, tanto è grande e diffusa, è la padrona di casa che ospita i “grandi” del mondo, li accoglie nelle sale affrescate e fastose di Palazzo Ducale, li porta a cena nelle sale gentilizie di Palazzo Orsetti.
Il primo giorno del G7, Lucca è una città strana per chi è abituato a viverla. Forze di polizia, volontari, circa mille persone in tutto; tante facce sconosciute: delegazioni straniere arrivate in anticipo e in veste non ufficiale, personale del ministero degli esteri.
Anche i parcheggi dentro le Mura nella zona bianca, quella libera dalle restrizioni del G7, non sono mai pieni.
La città e il vertice dei ministri di Canada, Giappone, Italia, Francia e Regno unito, Italia e Stati Uniti, sembrano correre su binari paralleli e le polemiche, in giro, non mancano. In serata interviene il senatore Andrea Marcucci. «Il G7 dei ministri degli esteri è una enorme opportunità, non mi stanco di ripeterlo - afferma -. Come per i tutti i grandi eventi - sottolinea il parlamentare dem - i cittadini sopportano disagi ed alcuni aspetti potevano essere organizzati meglio, ricordo però che Lucca per due giorni sarà sui circuiti televisivi di tutto il mondo come un capoluogo culturale in grado di accogliere appuntamenti internazionali di livello».
Per Marcucci «chi in queste ore soffia sul fuoco delle polemiche, come la destra, dice di “amare” Lucca, ma predilige per la città un futuro modesto, da strapaese. In questo destra e sinistra radicale si assomigliano tanto. I disagi vanno affrontati tempestivamente - conclude il presidente della commissione Cultura di Palazzo Madama - ci sono però occasioni in cui l'orgoglio di vedere la propria città in mondovisione, dovrebbero prevalere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lucca insolita, mai vista così. La zona blu, quella che racchiude Palazzo Ducale e Palazzo Orsetti, sede dei lavori del vertice la prima e sede del ricevimento serale la seconda, è isolata: varchi, forze dell’ordine e volontari a tutte le possibili entrate; questa area delimitata accoglierà, poche ore dopo, i ministri dei sette paesi più industrializzati del mondo. Che parleranno di guerra, di quella che ha reso la Siria il mattatoio del mondo, di altre guerre sconosciute che mietono vittime anche da anni, del pericolo che altri conflitti possano esplodere. Nel loro marmo millenario, le chiese della zona blu – la cattedrale, San Giovanni – sono più silenti di sempre. In piazza San Martino una squadra di operai sta montando la pedana sulla quale alle 19 i sette ministri si faranno ritrarre nella “foto di famiglia” secondo cerimoniale. Quella foto farà il giro del mondo, come le immagini di fotografi e operatori televisivi arrivati a Lucca per conto di testate giornalistiche di decine di paesi.
Ma a parte gli operai impegnati negli ultimi ritocchi, a parte le forze dell’ordine, i servizi ministeriali di sicurezza, gruppetti di turisti dall’aria spaesata, un giovane col cucciolo di pastore tedesco al guinzaglio e alcune mamme a passeggio con i bimbi nel passeggino o più grandicelli con la biciclettina, nella zona blu non c’è quasi anima viva. Nella zona blu ma anche nel resto del centro: residenti e lucchesi in genere hanno disertato Lucca. L’hanno lasciata da sola, sprezzanti e irritati con il G7 e quanti hanno concorso alla sua realizzazione. Anche le attività commerciali e i pubblici esercizi per la maggior parte hanno deciso di snobbare il vertice dei ministri degli esteri. Lo hanno fatto, in alcuni casi soprattutto, dimenticando il garbo che per la città nei secoli è stato motivo di orgoglio e vanto, affiggendo alle saracinesche cartelli in cui «si ringraziano i promotori e organizzatori del G7 per averci fatto perdere due giornate di lavoro». Altri negozi, più diplomatici, hanno scritto “soltanto” «chiusi per G7». Altri hanno coperto le vetrine dall’interno con assi di legno, altri con la carta. Alcuni hanno fasciato i maniglioni delle porte di ingresso con la gommapiuma. E’ passato poco, se non per niente, il messaggio che per Lucca il G7 è la grande opportunità di stare in vetrina e farsi ammirare da tutto il mondo. Altro che lancio pubblicitario su radio, tv o carta stampata, altro che borsa del turismo: stavolta Lucca, con la sua bellezza antica e sfacciata, tanto è grande e diffusa, è la padrona di casa che ospita i “grandi” del mondo, li accoglie nelle sale affrescate e fastose di Palazzo Ducale, li porta a cena nelle sale gentilizie di Palazzo Orsetti.
Il primo giorno del G7, Lucca è una città strana per chi è abituato a viverla. Forze di polizia, volontari, circa mille persone in tutto; tante facce sconosciute: delegazioni straniere arrivate in anticipo e in veste non ufficiale, personale del ministero degli esteri.
Anche i parcheggi dentro le Mura nella zona bianca, quella libera dalle restrizioni del G7, non sono mai pieni.
La città e il vertice dei ministri di Canada, Giappone, Italia, Francia e Regno unito, Italia e Stati Uniti, sembrano correre su binari paralleli e le polemiche, in giro, non mancano. In serata interviene il senatore Andrea Marcucci. «Il G7 dei ministri degli esteri è una enorme opportunità, non mi stanco di ripeterlo - afferma -. Come per i tutti i grandi eventi - sottolinea il parlamentare dem - i cittadini sopportano disagi ed alcuni aspetti potevano essere organizzati meglio, ricordo però che Lucca per due giorni sarà sui circuiti televisivi di tutto il mondo come un capoluogo culturale in grado di accogliere appuntamenti internazionali di livello».
Per Marcucci «chi in queste ore soffia sul fuoco delle polemiche, come la destra, dice di “amare” Lucca, ma predilige per la città un futuro modesto, da strapaese. In questo destra e sinistra radicale si assomigliano tanto. I disagi vanno affrontati tempestivamente - conclude il presidente della commissione Cultura di Palazzo Madama - ci sono però occasioni in cui l'orgoglio di vedere la propria città in mondovisione, dovrebbero prevalere».
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