Sicurezza
Fermati 3 antagonisti Rilasciati per evitare altri scontri e violenze
di Luca Tronchetti
Pronte una serie di denunce una volta visionati i filmati Feriti in maniera lieve due poliziotti e altrettanti carabinieri
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Lo scontro se lo aspettavano. Magari davanti a Porta Santa Maria o verso via Pannunzio oppure lungo la circonvallazione. Forse non a Porta San Jacopo, peraltro ben presidiata come tutte le altre vie d’accesso al centro storico, e forse nemmeno sulla via del ritorno quando tutto sembra filare via liscio e il corteo degli antagonisti si limita ai soliti slogan di contestazione ai potenti della terra al grido «contro i confini, contro gli assassini» e alle forze dell’ordine sventolando bandiere rosse piuttosto che di Cuba o della Palestina. E il presagio delle solite scene da guerriglia urbana si materializza alle 18.08 dopo che dalle 15.46 - orario di inizio della sfilata dei no global, a cui si erano uniti anarchici e no tav provenienti da Pisa, Pistoia, Massa, Viareggio e Firenze, partita dalla stazione di piazzale Ricasoli - non era accaduto nulla. I manifestanti, con in testa un tipo con la bandana nera a coprirgli parte del volto e che per primo lancia un petardo contro i poliziotti in tenuta antisommossa, provano a forzare la zona rossa di Porta San Jacopo lanciando pietre, bastoni, bottiglie di vetro e pesanti palloni provocando la prima carica. Le sirene delle auto di polizia e carabinieri suonano all’impazzata, i blindati si muovono per bloccare le vie di fuga dei manifestanti che fuggono verso via Iacopo della Quercia, via Roosevelt e in generale nella zona dell’ex ospedale Campo di Marte. Dall’alto l’elicottero e il drone filmano la scena.
l bilancio. Tre gli antagonisti fermati e rilasciati un’ora dopo. Si tratta di due uomini e una donna: un ultra cinquantenne di Firenze, un giovane tra i 20 e 30 anni del capoluogo toscano e una ragazza della provincia di Pisa. Hanno precedenti di polizia e saranno tutti denunciati per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. E non saranno i soli. Perché i filmati, una volta visionati, consentiranno di individuare molti altri contestatori che subiranno ugual sorte. Quattro invece i feriti tra le forze dell’ordine: due poliziotti, tra cui un funzionario colpito ad una spalla, e altrettanti carabinieri. Se la caveranno in pochi giorni. Negli scontri contusi anche alcuni no global, tra cui uno dei fermati. Per evitare che la situazione possa degenerare - alcuni manifestanti dopo essere fuggiti alla carica si erano diretti verso San Marco raccogliendo sassi e sistemandogli negli zaini - il dirigente della Digos, Leonardo Leone, acconsente alle richieste degli antagonisti: libera i tre fermati e restituisce il furgone bianco in testa al corteo sequestrato dopo gli scontri e al cui interno i manifestanti avevano sistemato reti, maschere, petardi e fumogeni.
Intervento preventivo. Controlli sui manifestanti diretti a Lucca erano stati fatti alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze e una quindici di giovani allontanati prima di arrivare alla stazione di piazzale Ricasoli. La Digos poi aveva intercettato e bloccato un furgone guidato da manifestanti e al cui interno c’era un gommone.
La svolta a piazzale don Baroni. Tra i funzionari chiamati a rinforzare l’ordine pubblico l’ex capo della Mobile, oggi questore di Ancona, Virgilio Russo. È lui a schierare 40 tra poliziotti e carabinieri e 4 blindati subito dopo il palazzetto tra via Pannunzio e la circonvallazione. Quello pare essere il punto più a rischio. Uno degli antagonisti si avvicina e lo invita a mettersi in fondo al corteo. «Ci dia un po’ di respiro» dice concitato. Davanti invece ci sono i blindati della polizia, dietro quelli dei carabinieri guidati dal capitano Paolo Volonté. Ma a piazzale don Baroni quando ai 200 giunti si aggiungono altri 150 antagonisti la situazione cambia. Sono le 17. Un’ora dopo si scatena la violenza che avrà strascichi giudiziari e politici.
l bilancio. Tre gli antagonisti fermati e rilasciati un’ora dopo. Si tratta di due uomini e una donna: un ultra cinquantenne di Firenze, un giovane tra i 20 e 30 anni del capoluogo toscano e una ragazza della provincia di Pisa. Hanno precedenti di polizia e saranno tutti denunciati per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. E non saranno i soli. Perché i filmati, una volta visionati, consentiranno di individuare molti altri contestatori che subiranno ugual sorte. Quattro invece i feriti tra le forze dell’ordine: due poliziotti, tra cui un funzionario colpito ad una spalla, e altrettanti carabinieri. Se la caveranno in pochi giorni. Negli scontri contusi anche alcuni no global, tra cui uno dei fermati. Per evitare che la situazione possa degenerare - alcuni manifestanti dopo essere fuggiti alla carica si erano diretti verso San Marco raccogliendo sassi e sistemandogli negli zaini - il dirigente della Digos, Leonardo Leone, acconsente alle richieste degli antagonisti: libera i tre fermati e restituisce il furgone bianco in testa al corteo sequestrato dopo gli scontri e al cui interno i manifestanti avevano sistemato reti, maschere, petardi e fumogeni.
Intervento preventivo. Controlli sui manifestanti diretti a Lucca erano stati fatti alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze e una quindici di giovani allontanati prima di arrivare alla stazione di piazzale Ricasoli. La Digos poi aveva intercettato e bloccato un furgone guidato da manifestanti e al cui interno c’era un gommone.
La svolta a piazzale don Baroni. Tra i funzionari chiamati a rinforzare l’ordine pubblico l’ex capo della Mobile, oggi questore di Ancona, Virgilio Russo. È lui a schierare 40 tra poliziotti e carabinieri e 4 blindati subito dopo il palazzetto tra via Pannunzio e la circonvallazione. Quello pare essere il punto più a rischio. Uno degli antagonisti si avvicina e lo invita a mettersi in fondo al corteo. «Ci dia un po’ di respiro» dice concitato. Davanti invece ci sono i blindati della polizia, dietro quelli dei carabinieri guidati dal capitano Paolo Volonté. Ma a piazzale don Baroni quando ai 200 giunti si aggiungono altri 150 antagonisti la situazione cambia. Sono le 17. Un’ora dopo si scatena la violenza che avrà strascichi giudiziari e politici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
