Il Tirreno

Lucca

Un distretto dell’Asl nel quartiere Giardino 

di Andrea Giorgi
Un distretto dell’Asl nel quartiere Giardino 

Accordo di massima per i nuovi locali che saranno realizzati a Pontetetto Intanto il 28 aprile saranno assegnati i 36 appartamenti dei palazzi Erp

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LUCCA. È un clima di festeggiamenti quello che si è respirato nella riunione della commissione alle politiche sociali ed abitative del comune di Lucca nella mattinata di venerdì e, senza dubbio, l’occasione era in tal senso propizia. All’ordine del giorno, infatti, vi era la relazione finale sui lavori di riqualificazione e di edilizia popolare nel quartiere Pontetetto con la conclusione tanto attesa dei più che decennali lavori riguardanti il contratto di quartiere, in vista della inaugurazione ufficiale fissata in loco per venerdì 28 aprile. Un progetto lungo e complesso che ha richiesto l’impegno di tre amministrazioni di diverso colore e quattro differenti ditte di costruzione subendo, nel tempo, modifiche sostanziali e contestazioni a volte vigorose da parte dei residenti, ma che sul finire della amministrazione Tambellini pare giunto finalmente ad una conclusione. E potrebbe portare a una novità importante: l’arrivo, nel quartiere, di un distretto dell’Asl.
Il progetto di riqualificazione affonda infatti le proprie radici nell’ormai lontano 2004 quando il comune, guidato dalla giunta Fazzi, partecipò al bando “Contratto di quartiere II” promosso dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, individuando il quartiere Pontetetto come beneficiario dei 10 milioni di euro messi a disposizione del governo per il programma di riqualificazione. Il progetto originario prevedeva, oltre alla realizzazione di nuovi parcheggi, aree verdi, viabilità e servizi, la demolizione di quattro fatiscenti palazzine costruite negli anni ’50 per ospitare gli sfollati provenienti dalla Dalmazia e di dieci residenze a schiera della cosidetta “stecca”.
A fronte di queste demolizioni si prevedeva la costruzione di nuove palazzine destinate per la grande parte alla edilizia agevolata o sovvenzionata, per un totale di 148 nuove abitazioni contro le 62 presenti originariamente. Nel 2014 poi, in seguito al sostanzioso aumento delle richieste di alloggi popolari presso il comune di Lucca, l’attuale amministrazione ha ritenuto opportuno bloccare la demolizione delle abitazioni della “stecca”, approfittando invece di un finanziamento di 450.000 euro della Regione per procedere ad un restauro ed una reimmissione nel mercato della edilizia popolare da attuarsi presumibilmente entro giugno 2017.
Un progetto di grandi dimensioni e respiro destinato a inserire Pontetetto ed il quartiere Giardino tra i centri demografici “pesanti” nella piana lucchese, dove però la sfida è evitare il degrado che spesso tende ad insinuarsi nelle periferie quando vengono abbandonate a loro stesse: « L’intero progetto non si limita a creare nuovi alloggi di edilizia popolare — precisa l’assessore Antonio Sichi — ma punta soprattutto alla riqualificazione di un quartiere che fino ad alcuni anni fa era particolarmente tormentato. Grande importanza in questo senso viene riposta nella creazione di aree pubbliche gradevoli e fruibili dalla collettività dove si possa creare socialità e condivisione tra vicini. I nuovi alloggi ospiteranno famiglie di diversa estrazione per evitare una eccessiva concentrazione di situazioni problematiche, e nell’immediato futuro è prevista anche la realizzazione di edifici dedicati alla collettività e a servizi di varia natura».
Al vaglio degli uffici competenti è anche la possibilità che la Asl approfitti della prossima costruzione di questi locali per insediare nel quartiere un nuovo distretto sociosanitario: «La soluzione sarebbe senz’altro felice — dice Luigi Rossi, responsabile della zona-distretto della Asl — sia per far fronte alle necessità indotte dall’aumento dei residenti del quartiere, sia per servire più efficacemente la zona sud-ovest della piana, dove attualmente non ci sono strutture adibite alle operazioni sanitarie di routine. Si tratta di una ipotesi che, pur essendo ancora in fase preliminare, ci sentiamo di caldeggiare, e che nelle prossime settimane verrà sicuramente definita con maggiore precisione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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