Sicurezza
Dalla Siria all’Isis, i temi in agenda
I fatti degli ultimi giorni rendono il vertice decisivo per le questioni geopolitiche
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LUCCA. Ci saranno disagi e difficoltà per i residenti, ma è innegabile che per 48 ore Lucca sarà al centro del mondo. I fatti di cronaca di questi ultimi giorni hanno messo le questioni di politica estera sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali e internazionali: l’attacco chimico in Siria, la reazione degli Stati Uniti e il conseguente inasprimento dei rapporti con Mosca; gli attentanti a Stoccolma e San Pietroburgo; le politiche di contrasto al terrorismo; l’eterna questione Brexit. Tutti temi che ufficialmente (o ufficiosamente) saranno affrontati nel corso del vertice lucchese. E chissà che proprio da palazzo Ducale non possa venire fuori qualcosa di importante per le sorti del mondo. Al tavolo ci saranno i ministri degli Esteri dei sette Paesi più industrializzati. A fare gli onori di casa sarà il titolare della Farnesina, Angelino Alfano. Accanto a lui il tedesco Gabriel Sigmar, la canadese Christina Alexandra Freeland, il francese Jean Marc Ayrault, l’inglese Boris Johnson, il giapponese Fumio Kishida. Ma gli occhi di tutti saranno puntati su Rex Tillerson, segretario di Stato dell’amministrazione statunitense, l’uomo a cui Donald Trump ha affidato la politica estera Usa.
Tra i temi in agenda la lotta comune contro il terrorismo, la situazione in Libia e in Ucraina, gli ultimi preoccupanti sviluppi in Corea del Nord. «La priorità dei Paesi del G7 – si legge nella nota della Farnesina – è l’eradicazione totale di Isis dalle aree che controlla in Siria e in Iraq. Il contrasto al terrorismo e all'estremismo violento, ovunque si sviluppino, resta un’emergenza pressante che sarà affrontata perseguendo i responsabili degli attentati terroristici e allo stesso tempo garantendo che le nostre società restino ancorate ai principi del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e ai valori condivisi di inclusione, convivenza e tolleranza. Sulla Libia i ministri sottolineeranno il loro sostegno coerente per l'accordo politico di Skhirat e per un dialogo politico inclusivo e una riconciliazione nazionale intesi alla ricostituzione di istituzioni statali solide, in grado di garantire, tra l’altro, una migliore gestione dei flussi migratori e una maggiore capacità di contrasto delle attività criminali. L'Iran assumerà un ruolo di rilievo nell'agenda, con la richiesta dei Paesi del G7 a tutte le parti di dare piena attuazione al Joint Comprehensive Plan of Action, quale tappa per procedere verso la piena reintegrazione del Paese nella comunità internazionale. L’Africa – prosegue la nota – emergerà come una sfida incoraggiante per i decenni a venire e la sua titolarità dei processi di sviluppo sostenibile, governance democratica, pace e stabilità saranno riconosciuti dal G7».
Verrà sfiorata anche la questione dei rapporti con Mosca: «I ministri - prosegue la nota – ribadiranno inoltre la loro preoccupazione per la crisi ancora in corso in Ucraina e sottolineeranno il loro impegno per l'attuazione degli accordi di Minsk. Un’altra priorità fondamentale riguarderà la Corea del Nord e le sue reiterate provocazioni contro l’intera comunità internazionale, con la recente allarmante espansione del suo programma balistico e nucleare. La necessità di un quadro strategico internazionale sulla sicurezza informatica sarà confermata come una questione cruciale per la stabilità e la sicurezza delle nostre società». Gli argomenti, dunque, non mancano.
Tra i temi in agenda la lotta comune contro il terrorismo, la situazione in Libia e in Ucraina, gli ultimi preoccupanti sviluppi in Corea del Nord. «La priorità dei Paesi del G7 – si legge nella nota della Farnesina – è l’eradicazione totale di Isis dalle aree che controlla in Siria e in Iraq. Il contrasto al terrorismo e all'estremismo violento, ovunque si sviluppino, resta un’emergenza pressante che sarà affrontata perseguendo i responsabili degli attentati terroristici e allo stesso tempo garantendo che le nostre società restino ancorate ai principi del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e ai valori condivisi di inclusione, convivenza e tolleranza. Sulla Libia i ministri sottolineeranno il loro sostegno coerente per l'accordo politico di Skhirat e per un dialogo politico inclusivo e una riconciliazione nazionale intesi alla ricostituzione di istituzioni statali solide, in grado di garantire, tra l’altro, una migliore gestione dei flussi migratori e una maggiore capacità di contrasto delle attività criminali. L'Iran assumerà un ruolo di rilievo nell'agenda, con la richiesta dei Paesi del G7 a tutte le parti di dare piena attuazione al Joint Comprehensive Plan of Action, quale tappa per procedere verso la piena reintegrazione del Paese nella comunità internazionale. L’Africa – prosegue la nota – emergerà come una sfida incoraggiante per i decenni a venire e la sua titolarità dei processi di sviluppo sostenibile, governance democratica, pace e stabilità saranno riconosciuti dal G7».
Verrà sfiorata anche la questione dei rapporti con Mosca: «I ministri - prosegue la nota – ribadiranno inoltre la loro preoccupazione per la crisi ancora in corso in Ucraina e sottolineeranno il loro impegno per l'attuazione degli accordi di Minsk. Un’altra priorità fondamentale riguarderà la Corea del Nord e le sue reiterate provocazioni contro l’intera comunità internazionale, con la recente allarmante espansione del suo programma balistico e nucleare. La necessità di un quadro strategico internazionale sulla sicurezza informatica sarà confermata come una questione cruciale per la stabilità e la sicurezza delle nostre società». Gli argomenti, dunque, non mancano.
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