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Snai, sciopero bis braccia incrociate anti licenziamenti 

Snai, sciopero bis braccia incrociate anti licenziamenti 

Dopo la mobilitazione di ieri altre otto ore di protesta I sindacati: «Trattativa in fase cruciale, serve un accordo»

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PORCARI. Sciopero bis alla Snai. I lavoratori del gruppo leader delle scommesse tornano a incrociare le braccia dopo la mobilitazione di ieri. Un altro pacchetto di otto ore è stato programma nella giornata di oggi contro l’apertura della procedura di licenziamento per 54 dipendenti. Uno sciopero che, secondo la Fiom Cgil di Lucca e provincia, ha visto una forte adesione dei lavoratori che hanno deciso di non varcare i cancelli della sede di Porcari. Fuori dallo stabilimento striscioni e bandiere in segno di protesta. «Si è registrata una forte consapevolezza che la trattativa è entrata in una fase cruciale — afferma il segretario della Fiom Cgil, Mauro Rossi — ed una precisa determinazione a respingere le posizioni di chiusura manifestate finora dalla direzione aziendale. Snai deve capire che trovare un accordo, utilizzando tutte le possibilità esistenti, è nell’interesse di tutti».
Nella giornata di ieri, in concomitanza con quello del settore dell’ippica, hanno incrociato le braccia anche i lavoratori della Snaitech di Roma e Milano. In ballo, a livello nazionale, ci sono 68 posti di lavoro. Una situazione che tiene in ansia i lavoratori e le loro famiglia. Insomma, si preannuncia una primavera “calda” sul fronte sindacale. Una trattativa complicata visto che l’azienda non ha intenzione di fare dietrofront sulla procedura di mobilità avviata da pochi giorni. I sindacati restano sul piede di guerra e non mollano sulla possibilità di trovare una soluzione alternativa ai licenziamenti e garantire gli ammortizzatori sociali. Da parte sua l’azienda non è disposta a tornare sui propri passi, ma ha fatto un passo avanti sulla proposta di un contratto part time per i settori in esubero.
Una strada che potrebbe portare a ridurre il numero dei lavoratori in mobilità. C’è poi un’altra partita, che va di pari passo, sugli ammortizzatori sociali. Un fronte che vede azienda e lavoratori dalla stessa parte nella vertenza contro l’Inps per vedersi riconoscere la qualifica del settore dell’industria anziché di quella del terziaro e servizi che prevede garanzie più deboli rispetto a quello previste per i metalmeccanici. Ancora da decidere la data del tavolo nazionale in programma l’11 o il 19 a Firenze.
Nicola Nucci

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