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Lucca

«Punto al ballottaggio» Buonriposi si candida e fa l’anti-Santini 

di Barbara Antoni
«Punto al ballottaggio» Buonriposi si candida e fa l’anti-Santini 

Famiglia e lavoro i punti di partenza del suo programma Si presenta con la lista Lei Lucca e altre due a supporto

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LUCCA. Famiglia e lavoro sono i capisaldi dell’impegno politico di Donatella Buonriposi che ieri, 7 aprile, ufficialmente, è entrata in gara per le amministrative dell’11 giugno. Sessant’anni, attuale provveditore agli studi per la provincia di Lucca, già dirigente scolastico e già assessore nella giunta di centrodestra di Mauro Favilla (all’epoca militava in Forza Italia), per “scendere in campo” indossa una veste civica; i partiti nella sua lista non c’entrano, sottolinea. Anche se tra i sostenitori che affollano la sala del Caffè delle Mura da dove la Buonriposi parla, ci sono almeno tre esponenti della passata amministrazione: i due ex colleghi assessori Moreno Bruni e Filippo Candelise, e il portavoce di Favilla, Alessandro Dianda.
Emozionata («finora non ho mai fatto il candidato sindaco») ma con la determinazione di sempre, la Buonriposi spiega la sua decisione a candidarsi come «una prosecuzione di ciò che stavo facendo. Sono sempre stata abbastanza dinamica; mi piace rimboccarmi le maniche e darmi da fare. Non potevo più stare alla finestra, in una città così trascurata». Il suo programma parte dalla famiglia per arrivare alla città. Perché se le famiglie ritrovano lavoro e serenità anche la città può ripartire. Ecco perché la candidata insiste molto, illustrando i suoi obiettivi, su un abbassamento delle tariffe per i servizi scolastici, su una nuova gestione del sociale, sulle politiche per lo sport e per l’investitura di Lucca a città capitale della cultura. «Lucca poteva qualificarsi - dice - come capitale della cultura e della musica. Occorre riportarla al centro del mondo». Altri punti cardine sono l’alleggerimento della burocrazia nella macchina amministrativa, la visione «olistica della città, dove il centro è strettamente collegato alla periferia. E per me il welfare deve essere gestito in senso generativo: deve produrre oltre che costare». Come? Un esempio lo fa con le politiche di accoglienza dei migranti: «Noi aiutiamo i migranti che ospitiamo ma è giusto che essi ci diano qualcosa in cambio, non è giusto neanche per la loro dignità stare tutto il giorno in giro, per strada, con le cuffiette».
Nei momenti di maggiore enfasi, gli applausi scrosciano nella sala del Caffè delle Mura. A sostegno della Buonriposi al debutto c’è un nutrito gruppo di donne che provengono dal mondo della scuola, bancario e delle professioni. E diversi volti giovani: categorie alle quali la candidata guarda con interesse, ma non solo. Non nasconde infatti di puntare quantomeno al ballottaggio («mi auguro di diventare sindaco, e comunque di arrivare io al ballottaggio. Se l’avventura dovesse finire prima ci saluteremo e non ci saranno apparentamenti»): una candidatura civica che potrebbe risultare “ingombrante” soprattutto per Remo Santini, candidato anche lui civico oltre che di centrodestra. In tutto, la Buonriposi si presenterà con tre liste: la sua (Lei Lucca, nome ideato dal vignettista Alessandro Sesti) più altre due in via di composizione. Una sarà quella a cui sta lavorando Francesco Poggi, ex sindaco di Borgo a Mozzano, «un creativo con ottime intuizioni», lo definisce la candidata a sindaco. Che risponde determinata alle domande scomode: della foto di due donne nude postata su Fb con l’intervento sul blog di Francesco Colucci (che sta mettendo a punto l’ulteriore lista a sostengo della Buonriposi) sulle labili differenze tra destra e sinistra, dice che «non la condivido, ma non posso impedire a nessuno di esprimere il suo pensiero: ad ogni modo la mia storia parla da sé». Alle illazioni su un suo “accordo” con il senatore Andrea Marcucci di candidarsi per destabilizzare Santini risponde che si tratta solo di falsità. Non ultimo: il rapporto con Marcello Pera. Come noto, la candidatura della Buonriposi nasce dal laboratorio politico di Libera Lucca avviato dall’ex presidente del Senato. «Abbiamo raccolto il testimone - sottolinea la candidata - e facciamo un investimento per il futuro. Non siamo Pera-dipendenti. Spero che lui ci supporterà e saprà apprezzarci».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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