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Lucca

La trota garfagnina punta a ottenere l’Igp 

di Luca Dini
La trota garfagnina punta a ottenere l’Igp 

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CASTELNUOVO . Sette giorni nel deserto del Sahara. È la storia di Sara Paganucci, ultrarunner del Gruppo Sportivo Orecchiella Garfagnana, che parteciperà alla Marathon des Sables. Specialista delle lunghe distanze, allenata dal tecnico Fidal Massimo Santucci, Sara è conosciuta nell’ambiente sportivo come “Sara Ultrarunner” o scherzosamente “talebana”, per la sua caparbietà e determinazione. Doti che la porteranno da oggi fino al 17 aprile alla 32ª Maratona delle Sabbie come una delle sole tre donne italiane ai nastri di partenza della corsa che si svolge interamente nel deserto del Sahara marocchino.
La competizione, tuttavia, con la maratona classica, già da sé molto impegnativa, ha poco o niente a che vedere: si tratta di una corsa sulla distanza di 250 km che dura una settimana, con sei frazioni e un giorno di riposo, tutta nel deserto, da compiere in completa autosufficienza alimentare e con un pesante zaino sulle spalle con diverso materiale. Un’impresa da super uomini e donne, oppure… da pazzi: «Una dose di follia è necessaria — scherza Sara — è la corsa più estrema che esista, ma se ho iniziato questo sport è proprio per questa Maratona, quattro anni e mezzo fa». Poco tempo in cui Sara ha subito macinato grandi distanze: «Ho iniziato a correre con il sogno di partecipare alla Marathon des Sables dopo sei mesi che avevo iniziato ho fatto la mia prima maratona, oggi sono arrivata a 12 maratone e 18 ultra-trail, comprese due gare da 100 km, tra cui il Passatore. Insomma non mi fanno paura i km». Cosa aspettarsi da questa corsa nel deserto: «Siamo già stati informati di come funziona. In pratica abbiamo una serie di materiale, un road — book, una cartina, una bussola, un geolocalizzatore con cui possiamo essere seguiti durante la traversata, uno zaino da circa 10 kg. È obbligatorio portarsi dietro almeno 14000 kcalorie e altri oggetti, come una pompa antiveleno contro serpenti e scorpioni, un fischio, uno specchietto, sacco a pelo, piumino d’oca per il freddo della notte. Non avremo contatti diretti col resto del mondo, non possiamo utilizzare il cellulare ma solo scrivere messaggi ad un indirizzo mail la sera, in modo che da casa ci possano leggere». Come ti sei preparata nello specifico a questa competizione? «Purtroppo ci arrivo con qualche problema fisico, ma non mi spaventa. La preparazione specifica è partita a ottobre dopo aver terminato la 100 km delle Alpi. Mi sono allenata con “lunghi” sulla sabbia, corse in montagna, anche portando sulle spalle uno zaino di alcuni kg. Spesso partivo la mattina alle 4 da Torre del Lago e arrivavo fino a Forte dei Marmi». La Paganucci sarà l’unica atleta toscana assieme ad Angelo Bartoletti e una dei soli 30 italiani in gara, tra i quali spicca il mitico Marco Olmo, veterano e specialista di questo tipo di competizioni.

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