Sicurezza
contro i licenziamenti
Sciopero e manifestazione davanti alla sede di Snai
PORCARI. Sciopero e presidio dalle 8 di oggi, e per tutta la giornata lavorativa, dei lavoratori d Snai, con striscioni e bandiere davanti allo stabilimento di Porcari, dove il personale si asterrà...
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PORCARI. Sciopero e presidio dalle 8 di oggi, e per tutta la giornata lavorativa, dei lavoratori d Snai, con striscioni e bandiere davanti allo stabilimento di Porcari, dove il personale si asterrà dal lavoro per protestare contro la procedura di mobilità aperta per 54 lavoratori.
Uno sciopero che interesserà anche le altre sedi Snai in Italia, in concomitanza con quello dell’ippica. L’iniziativa di mobilitazione rappresenta l’inizio di una vertenza nazionale per «rimettere al centro la tutela occupazionale, la dignità dei lavoratori e garantire la piena funzionalità di tutte le sedi esistenti», dicono i sindacati, che ieri hanno incontrato i lavoratori in assemblea per fare il punto sulle ultime novità dopo il confronto di mercoledì con l’azienda. In particolare si è parlato della possibilità di trovare alternative per ridurre il numero degli esuberi attraverso l’applicazione di contratti part time nei settori interessati e su base volontaria. Altri strumenti per evitare i licenziamenti non sembrano percorribili dopo che l’azienda ha confermato di non sospendere la procedura di mobilità.
Si è parlato anche di ammortizzatori sociali e dell’ipotesi di un assegno ordinario per sei mesi, quello che per il comparto del terziario e dei servizi equivale alla cassa integrazione. Per l’Inps, infatti, i lavoratori Snai, nonostante i contributi pagati per 15 anni nel settore industria, sono inquadrati come appartenenti al terziario, e sulla qualifica si gioca una partita delicata. , che condiziona anche gli ammortizzatori sociali. L’azienda, su questo fronte al fianco dei dipendenti, ha fatto ricorso contro l’istituto di previdenza.
«Abbiamo deciso di fare lo sciopero per dare un segnale sugli esuberi che sono stati dichiarati — spiega Narcisa Pellegrini di Fim Cisl — l’azienda deve mettere in condizione i lavoratori di lavorare serenamente e senza doversi preoccupare di essere o meno licenziati». Intanto la prossima settimana è in programma un altro incontro a Firenze tra sindacati e azienda.
Nicola Nucci
Uno sciopero che interesserà anche le altre sedi Snai in Italia, in concomitanza con quello dell’ippica. L’iniziativa di mobilitazione rappresenta l’inizio di una vertenza nazionale per «rimettere al centro la tutela occupazionale, la dignità dei lavoratori e garantire la piena funzionalità di tutte le sedi esistenti», dicono i sindacati, che ieri hanno incontrato i lavoratori in assemblea per fare il punto sulle ultime novità dopo il confronto di mercoledì con l’azienda. In particolare si è parlato della possibilità di trovare alternative per ridurre il numero degli esuberi attraverso l’applicazione di contratti part time nei settori interessati e su base volontaria. Altri strumenti per evitare i licenziamenti non sembrano percorribili dopo che l’azienda ha confermato di non sospendere la procedura di mobilità.
Si è parlato anche di ammortizzatori sociali e dell’ipotesi di un assegno ordinario per sei mesi, quello che per il comparto del terziario e dei servizi equivale alla cassa integrazione. Per l’Inps, infatti, i lavoratori Snai, nonostante i contributi pagati per 15 anni nel settore industria, sono inquadrati come appartenenti al terziario, e sulla qualifica si gioca una partita delicata. , che condiziona anche gli ammortizzatori sociali. L’azienda, su questo fronte al fianco dei dipendenti, ha fatto ricorso contro l’istituto di previdenza.
«Abbiamo deciso di fare lo sciopero per dare un segnale sugli esuberi che sono stati dichiarati — spiega Narcisa Pellegrini di Fim Cisl — l’azienda deve mettere in condizione i lavoratori di lavorare serenamente e senza doversi preoccupare di essere o meno licenziati». Intanto la prossima settimana è in programma un altro incontro a Firenze tra sindacati e azienda.
Nicola Nucci
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