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Lucca

«Matteo Garzella è un candidato di rottura» 

«Matteo Garzella è un candidato di rottura» 

Angelini annuncia che non presenterà una lista e spiega la sua scelta, bocciando Tambellini e Santini

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LUCCA. Sarà un appoggio esterno quello che l’ex parlamentare (e attuale consigliere) Piero Angelini, e il suo gruppo “Governare Lucca” daranno al candidato sindaco Matteo Garzella.
Ieri mattina Angelini ha annunciato che lui, e anche altri esponenti di quella esperienza politica come Luigi Stefani e Vincenzo Giorgi, presenti all’incontro, non saranno in lizza alle prossime amministrative. E non ci sarà nemmeno una lista Governare Lucca. La loro vuole essere solo una mobilitazione all’impegno civico, quella stessa mobilitazione che li porterà a sostenere, in questa tornata elettorale, la candidatura dell’attuale presidente del consiglio.
Da movimento, ha annunciato Angelini, Governare Lucca continuerà le sue battaglie, che si concentreranno su due punti: la difesa dei beni comuni e la lotta alla disinformazione. E fu proprio la difesa dei beni comuni a portare, due tornate elettorali fa, alla rottura dell’alleanza con l’allora sindaco Favilla, come ha ricordato Angelini parlando della sua battaglia in difesa di Campo di Marte. Una battaglia che è proseguita negli anni, quando, sostiene Angelini, sono cambiati gli schieramenti ad amministrare, ma non è cambiato il modus operandi: «C’è un raccordo tra centrodestra prima e centrosinistra oggi, e abbiamo sempre accusato Tambellini di proseguire la linea di Favilla, per esempio per quanto riguarda l’urbanistica».
Da Angelini arriva una bocciatura sia per Tambellini («Non ci ha convinto per niente, soprattutto per quanto riguarda le privatizzazioni di servizi, e il peggio deve ancora arrivare, con l’acqua») , sia per Santini («Persona che stimiamo, ma che ha il limite di utilizzare una serie di persone responsabili dell’attuale situazione e che sono le stesse che hanno distrutto il centrodestra») . Quanto ai Cinque Stelle, pur ribadendo la sua stima per la consigliera Giorgi, per Angelini il Movimento «non ha un progetto politico riconoscibile».
Dai motivi del no verso gli altri a quelli, invece, del sì a Garzella. Tre le ragioni che hanno portato Governare Lucca a questa scelta: «È stato l’unico a cercare di recuperare la tradizione liberale e cattolica di questa città; ha denunciato i limiti e i compromessi del Pd, e nessuno è più indipendente di chi rompe con il proprio partito; ha difeso il ruolo delle istituzioni, impegnandosi a dar voce anche a chi dissentiva. Da non dimenticare poiil suo rifiuto di votare il piano strutturale, compresa la variantina di Antraccoli che rappresenta un evidente episodio di clientelismo».
Da qui l’appello rivolto «a tutte le persone libere della città», un appello che Angelini gira anche a Marcello Pera: «Sarebbe importante che prendesse una posizione».

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