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Dignità professionale I geometri contro  i bandi al ribasso  

Dignità professionale I geometri contro  i bandi al ribasso  

Lucchesi (presidente collegio): «In alcuni casi la riduzione supera l’80% della base di gara, soglia non più accettabile»

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LUCCA. Tecnicamente si chiamano indagini di mercato, anche se nella sostanza appaiono come veri e propri bandi. Come tali, dunque, richiedono prestazioni professionali il cui criterio base per l’assegnazione è semplicemente l’offerta economicamente più vantaggiosa. In alcuni casi, anzi adesso sempre più spesso, si sfonda il muro dell’80% di ribasso. Procedura che negli ultimi anni ha visto coinvolte anche diverse pubbliche amministrazioni della provincia di Lucca, tanto da indurre il collegio provinciale dei geometri di Lucca ha inoltrare una lettera di protesta al presidente della Provincia, ai sindaci e alla stampa, oltre a tutti gli iscritti all’albo.
«Al nostro collegio è giunta notizia che le pubbliche amministrazioni hanno promosso indagini di mercato e su tali annunci compaiono dei limiti massimi di offerta così bassi da poter essere considerati offensivi — spiega il presidente del collegio provinciale dei geometri Pietro Lucchesi — . Anche in tempi oscuri come gli attuali invitiamo caldamente i nostri iscritti a considerare attentamente gli adempimenti che la “dovuta diligenza” e la “migliore pratica professionale” obbligano a rispettare nell’effettuare ogni incarico». Prima di tutto, dunque, un’autocritica anche a chi, tra i professionisti, propone ribassi così evidenti. Ne abbiamo trovato alcuni. Un caso “limite” è quello di un geometra lucchese che, nella procedura di affidamento delle prestazioni di rilievi topografici e attività volte all’aggiornamento dei dati catastali di un ente pubblico, si è aggiudicato il lotto 1 dei lavori con il punteggio migliore grazie all’offerta economica più vantaggiosa. Quanto? Il tutto grazie ad un ribasso percentuale rispetto all’importo posto a base di gara pari all’84, 90%.
«La battaglia per la dignità professionale, dunque, passa in prima analisi anche dalla nostra categoria — prosegue Lucchesi — . Nel contempo dobbiamo riflettere sul fatto che le pubbliche amministrazioni cerchino la via del massimo ribasso come unico valore discriminante, calpestando la dignità dei professionisti che per vari motivi accettano questi compensi miserabili».
Il vero problema è che la normativa, più esattamente l’articolo 83 del decreto legislativo numero 163 del 2006, non pone dei limiti minimi nei bandi pubblici. «Bisogna ricordare, però, che in sede giurisdizionale sono state riconosciute delle soglie minime di compenso per i prestatori d’opera professionale — conclude il presidente del collegio provinciale dei geometri — . Più di questo ci preme evidenziare che ci aspettiamo che i nostri amministratori puntino a garantire opere fatte bene piuttosto che perseguire solo l’aspetto economico».
Alessandro Bientinesi

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