Sicurezza
L’agricoltura toscana si misura al real collegio
Dazi e Brexit non spaventano il commissario Ue Hogan
LUCCA. È partita dalla nostra città l’intensa quattro giorni italiana del commissario europeo per l'agricoltura Phil Hogan. La conferenza regionale sull’agricoltura è stata la prima tappa di un tour...
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LUCCA. È partita dalla nostra città l’intensa quattro giorni italiana del commissario europeo per l'agricoltura Phil Hogan. La conferenza regionale sull’agricoltura è stata la prima tappa di un tour che si chiuderà a Verona dove, in occasione del Vinitaly, sarà sottoscritto l’accordo per la creazione di una piattaforma che comprende 8 regioni italiani (Toscana inclusa) per l’erogazione di aiuti al settore.
Lucca e Toscana che, ha sottolineato Hogan, sono un esempio di grande agricoltura: «La reputazione agroalimentare toscana è testimoniata da tutti quei prodotti che hanno una tutela e che in Italia rappresentano il 10% dei prodotti alimentari e il 14% dei vini. Un risultato raggiunto anche grazie agli 81 milioni di euro che la Toscana ha investito in innovazione e transferimento delle conoscenze».
Non è mancato poi un riferimento ai timori (leggi Brexit e dazi di Trump) per le esportazioni, che rappresentano una voce importante per l’agricoltura europea (e ovviamente anche toscana): «Col Regno Unito c'è un legame molto forte. Una loro legge impone che il 40% dei prodotti venga importato, quindi da questo punto di vista non vedo problemi per il futuro. Riguardo agli Usa i cittadini americani hanno dimostrato e dimostrano di voler prodotti agro-alimentari di qualità, come dimostra il +11% di esportazioni nel 2016. Spero che Trump, che ha fatto la propria scelta, non imponga dazi troppo elevati. Ma anche nel resto del mondo vogliamo continuare a crescere. L'anno passato sono stato in Cina, Messico, Colombia e prossimamente mi recherò in Arabia Saudita e Iran, accompagnato da prodotti e produttori di qualità. L'Ue quest'anno metterà a disposizione 130 milioni di euro per spingere i propri paesi a promuovere i loro prodotti».
Hogan ha poi sottolineato la necessità di una semplificazione delle procedure e il suo impegno in questo senso.
Quindi la “Pac”, acronimo di “politica agricola comune europea” che «ha rappresentato e rappresenta uno strumento straordinario, senza il quale nulla sarebbe stato possibile, sia in termini di creazione di posti di lavoro, che di prodotti salubri e di qualità che arrivano sulle nostre tavole». Un piano che scadrà fra tre anni, e per l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi è già tempo di guardare al dopo: «Nella Pac 2020 si dovrà anche guardare alla figura dell’agricoltore anche come presidio del territorio».
Di Pac ha parlato anche il presidente della Regione Enrico Rossi, arrivato a Lucca per la chiusura dei lavori. Lo ha fatto candidando la Toscana quale regione pilota nell’Unione Europea per un’eventuale fase di prova del Pac.
Lucca e Toscana che, ha sottolineato Hogan, sono un esempio di grande agricoltura: «La reputazione agroalimentare toscana è testimoniata da tutti quei prodotti che hanno una tutela e che in Italia rappresentano il 10% dei prodotti alimentari e il 14% dei vini. Un risultato raggiunto anche grazie agli 81 milioni di euro che la Toscana ha investito in innovazione e transferimento delle conoscenze».
Non è mancato poi un riferimento ai timori (leggi Brexit e dazi di Trump) per le esportazioni, che rappresentano una voce importante per l’agricoltura europea (e ovviamente anche toscana): «Col Regno Unito c'è un legame molto forte. Una loro legge impone che il 40% dei prodotti venga importato, quindi da questo punto di vista non vedo problemi per il futuro. Riguardo agli Usa i cittadini americani hanno dimostrato e dimostrano di voler prodotti agro-alimentari di qualità, come dimostra il +11% di esportazioni nel 2016. Spero che Trump, che ha fatto la propria scelta, non imponga dazi troppo elevati. Ma anche nel resto del mondo vogliamo continuare a crescere. L'anno passato sono stato in Cina, Messico, Colombia e prossimamente mi recherò in Arabia Saudita e Iran, accompagnato da prodotti e produttori di qualità. L'Ue quest'anno metterà a disposizione 130 milioni di euro per spingere i propri paesi a promuovere i loro prodotti».
Hogan ha poi sottolineato la necessità di una semplificazione delle procedure e il suo impegno in questo senso.
Quindi la “Pac”, acronimo di “politica agricola comune europea” che «ha rappresentato e rappresenta uno strumento straordinario, senza il quale nulla sarebbe stato possibile, sia in termini di creazione di posti di lavoro, che di prodotti salubri e di qualità che arrivano sulle nostre tavole». Un piano che scadrà fra tre anni, e per l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi è già tempo di guardare al dopo: «Nella Pac 2020 si dovrà anche guardare alla figura dell’agricoltore anche come presidio del territorio».
Di Pac ha parlato anche il presidente della Regione Enrico Rossi, arrivato a Lucca per la chiusura dei lavori. Lo ha fatto candidando la Toscana quale regione pilota nell’Unione Europea per un’eventuale fase di prova del Pac.
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