Attenzione
il personaggio
Cannella contro la malagiustizia
L’investigatore privato entra nella Fondazione Giuseppe Gulotta
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LUCCA. L’investigatore privato David Cannella avrà il difficile compito di svolgere le indagini sulla revisione processuale dei casi di omicidio che verranno analizzati dagli avvocati Baldassarre Lauria e Pardo Cellini assieme al professor Eraldo Stefani dell’Università La Sapienza.
L’ex sottoufficiale dei carabinieri è entrato a far parte della Fondazione Giuseppe Gulotta, il muratore di origine siciliana protagonista di uno dei casi più strazianti di errore giudiziario della storia italiana: ingiustamente condannato all'ergastolo nel 1976, quando aveva solo 18 anni, per l'omicidio di due carabinieri dopo una confessione estorta con la tortura e la violenza.
Gulotta ha trascorso in carcere 22 anni ed è stato assolto per non aver commesso il fatto.
La riabilitazione definitiva è arrivata solo nel 2012 al termine del processo di revisione e ci sono voluti altri quattro anni per ottenere un primo risarcimento dello Stato, 6 milioni e mezzo di euro contro una richiesta di 56 per una vita consumata dietro alle sbarre, lontano dalla moglie e dai due figli, ormai adulti. Affinchè episodi simili non si debbano ripetere è sorta questa fondazione a livello nazionale che esaminerà i casi che verranno posti all’attenzione del pool di esperti a cui si è affidato l’ex muratore.
All’iniziativa dovrebbe aderire anche l’ex giudice Carlo Nordio, oltre a psicologi e periti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’ex sottoufficiale dei carabinieri è entrato a far parte della Fondazione Giuseppe Gulotta, il muratore di origine siciliana protagonista di uno dei casi più strazianti di errore giudiziario della storia italiana: ingiustamente condannato all'ergastolo nel 1976, quando aveva solo 18 anni, per l'omicidio di due carabinieri dopo una confessione estorta con la tortura e la violenza.
Gulotta ha trascorso in carcere 22 anni ed è stato assolto per non aver commesso il fatto.
La riabilitazione definitiva è arrivata solo nel 2012 al termine del processo di revisione e ci sono voluti altri quattro anni per ottenere un primo risarcimento dello Stato, 6 milioni e mezzo di euro contro una richiesta di 56 per una vita consumata dietro alle sbarre, lontano dalla moglie e dai due figli, ormai adulti. Affinchè episodi simili non si debbano ripetere è sorta questa fondazione a livello nazionale che esaminerà i casi che verranno posti all’attenzione del pool di esperti a cui si è affidato l’ex muratore.
All’iniziativa dovrebbe aderire anche l’ex giudice Carlo Nordio, oltre a psicologi e periti.
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