Italia
"Noi andiamo lì a fare l'amore": comandante dei vigili urbani rimosso per ricatto sessuale
Lucca: Stefano Carmignani è accusato di aver abusato del suo potere per cercare di ottenere prestazioni da una vigilessa
LUCCA. La resa arriva nel primo pomeriggio di mercoledì 5. Il sindaco Alessandro Tambellini revoca l’incarico di comandante della polizia municipale a Stefano Carmignani, 53 anni, di Montecarlo, da 13 mesi al centro di una serie di inchieste per reati contro la pubblica amministrazione e attualmente affidato al programma di messa alla prova alla Misericordia di Lucca. Al suo posto viene nominato Maurizio Prina, 48 anni, originario di Alessandria, laureato in giurisprudenza e attuale dirigente comunale a Lucca, l’unico ad aver ricoperto il ruolo di comandante dei vigili urbani nei comuni di Ovada e Casale Monferrato.
La decisione di rimuovere il dirigente non arriva come un fulmine a ciel sereno. Perché se è vero che da qualche settimana, come prevede la legge, la procura della Repubblica aveva comunicato al Comune la decisione di esercitare l’azione penale nei confronti del dipendente pubblico e altrettanto vero che stavolta l’accusa è di quelle da far tremare i polsi e attiene alla sfera sessuale e ai rapporti interpersonali all’interno del comando. Un filone d’indagine che sino ad oggi era rimasto secretato e che ora emerge suscitando decisamente scalpore.
Ricatto sessuale. Perché il procuratore Pietro Suchan e il sostituto Piero Alessandro Capizzoto hanno chiesto il rinvio a giudizio nei confronti dell’ormai ex comandante Carmignani per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità introdotto nel novembre del 2012 che sostituisce l’originaria ipotesi di concussione per induzione. Ma è l’oggetto dell’imputazione che non lascia adito a dubbi interpretativi, almeno stando all’accusa. Perché riguarda la sfera sessuale. In sostanza, secondo la procura e la pg dei carabinieri che ha svolto le indagini, il numero di piazzale San Donato, abusando del suo potere, avrebbe tentato di ottenere un rapporto sessuale da una subalterna. Una giovane donna di 40 anni che rifiutando l’avances avrebbe avuto ripercussioni negative in ambito lavorativo e di avanzamento di carriera. Non solo. Carmignani è pure indagato per calunnia. Si sarebbe difeso dall’accusa non negando l’addebito, ma rovesciando i termini della questione. Sostenendo ciò che era la guardia municipale a proporgli di fare sesso in cambio di una promozione.
I fatti. L’episodio contestato risale al 10 novembre 2014. Il giorno precedente Carmignani, stando all’accusa, convoca una donna vigile di 40 anni, sposata e con figli, dicendole di mettersi a disposizione perché il mattino successivo sarebbe dovuta andare con lui nella sede della Regione Toscana. Sino a quel momento lei non ha mai svolto le funzioni di autista. Quella richiesta le appare singolare e oltretutto è costretta ad organizzarsi per lasciare i figli minori in custodia ai parenti.
Minigonna e calze a rete. All’orario stabilito la vigilessa si presenta in divisa alla guida dell’auto civetta di servizio per condurre il comandante a Firenze. Stando all’accusa l’esordio del dirigente non è dei più felici: «Pensavo ti presentassi in minigonna e calze a rete». Ma il bello doveva ancora arrivare. Stando alla denuncia della donna - supportata dalle dichiarazioni de relato della madre, del coniuge e di alcune colleghe a cui si era confidata subito dopo i fatti - in prossima del casello autostradale di Chiesina Uzzanese il comandante le fa cenno di uscire indicando un albergo: «Noi andiamo lì a fare l’amore». Una frase ripetuta più volte secondo il racconto della vigilessa che si conclude con la frase sibillina del suo superiore: «Terrò conto che lei non ha voluto fare l’amore con me». Una condotta che indica un abuso di potere e per la procura ha una rilevanza penale che necessita di approfondimento in sede di dibattimento di fronte al gup. Soprattutto perché, al di là del deterioramento dei rapporti interpersonali, la vittima della avance non avrebbe ottenuto, pur avendone i requisiti, quella promozione toccata ad altri. Per questo nei primi mesi del 2015 denunciò l’episodio in procura.
- GLI SVILUPPI
Il comando lacerato dalla vicenda: Carmignani sarà trasferito
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