Il Tirreno

Lucca

«I giovani sconfiggeranno la mafia» 

«I giovani sconfiggeranno la mafia» 

Riccardo, il figlio del maresciallo Giuliano Guazzelli ucciso da Cosa nostra, torna a Gallicano e incontra gli studenti

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GALLICANO. Negli occhi di Riccardo, figlio del maresciallo Giuliano Guazzelli, si poteva intravedere un turbinio di ricordi ed emozioni quando, ai ragazzi del comprensivo di Gallicano e più precisamente nel loro auditorium “Falcone, Borsellino, Caponnetto”, ha raccontato la storia di suo padre: per lui e gli addetti dell’antimafia era un uomo speciale. Scomodo, invece, per chi operava nell’associazione malavitosa. Ieri ricorrevano venticinque anni dalla scomparsa del militare partito dalla sua natia Gallicano poco più che ventenne per le calde terre siciliane nel 1954, investigando coraggiosamente e proficuamente da allora tra gli affari d’una mafia che da “rurale” stava diventando “imprenditoriale”. Per le sue capacità professionali era chiamato “Il Mastino”. Per Cosa nostra era diventato molto scomodo il maresciallo Guazzelli che poi, a 58 anni, divenne sua vittima da aggiungere alle altre di quegli anni caldi. Accadde sul manto del viadotto Morandi della Agrigento — Porto Empedocle il 4 aprile di 25 anni anni fa, era un sabato. Per il figlio Riccardo Guazzelli è ancora doloroso ricordare quel momento, proprio perché capace di riportare a galla anche quel presentimento che prima o poi qualcosa di terribile sarebbe accaduto.
«Per me oggi è una giornata dolorosa, ma anche gioiosa perché si ricorda la mia stella polare: mio padre» ha detto Riccardo Guazzelli, impiegato nella pubblica amministrazione con un figlio che porta il nome del suo genitore prematuramente scomparso. Tanta anche la sua felicità nel ritornare a Gallicano e rivedere gli amati zii paterni ed i cugini; per di più essere ospite d’onore della giornata organizzata dall’amministrazione comunale e ricca di momenti per ricordare suo padre alla scuola e a tutta la cittadinanza. Come ad esempio l’inaugurazione pomeridiana del Murales della legalità, poi spettacolo-inno alla vita della sera nella sala già intitolata a Giuliano Guazzelli.
«Sono le stesse emozioni di chi ritorna alle origini — ha poi detto — ed io sono convinto, profondamente, che l’educazione familiare abbia inciso sulla formazione di mio padre: alti valori morali gli hanno dato i miei nonni, capaci di determinare poi le azioni del suo lavoro. Per me giungere qua è ritornare alle origini, anche a quelle di come sono io: perché, nel mio piccolo, nel mio lavoro, mi sento di continuare l’attività che ha fatto mio padre Giuliano». È molto positiva ed ottimista la sua visione sulle nuove generazioni? «Sì, confido molto in loro — ha affermato — e sono certo che quelle che stanno nascendo saranno capaci a sconfiggere la mafia». Tutti gli altri importanti ospiti nell’auditorium, a partire da Don Andrea Bigalli della sezione toscana di Libera, il viceprefetto lucchese Francesco Fabio Marzano, Angelo Corbo (scorta superstite nella strage di Capaci), come del resto il sindaco di Gallicano David Saisi e l’assessore alla cultura Serena Da Prato e la preside Emanuela Giannini, hanno ritenuto importante la mattinata per i ragazzi: un momento di cui far tesoro. Prossimo appuntamento per Riccardo Guazzelli nella nostra zona sarà a Lucca: quando riceverà l’invito di Laura Soletti (referente della sezione lucchese di Libera) che gli ha chiesto di poter ritornare quando la “sua” sede, nei prossimi mesi, verrà intitolata a Giuliano Guazzelli. Infine una curiosità: a scuola Cir Food e Libera Terra hanno servito pasti preparati con prodotti da aree confiscate alla mafia.

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