La manifestazione
Guerra in corso tra Bagni di Lucca e Ato
Spara a zero l’assessore De Mattia: «La futura società di raccolta rifiuti sarà incontrollabile»
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BAGNI DI LUCCA. Bagni di Lucca alla guerra contro l’Ato Toscana nord per difendere a spada tratta la sua società di raccolta e smaltimento, Base Srl. Come gli amministratori di altre città governate da forze politiche diverse dal Pd, sindaco e assessori di Bagni di Lucca ribadiscono che faranno di tutto per non finire in quello che ritengono un carrozzone costoso e lontano dai cittadini.
Spara a zero l’assessore Maurizio De Mattia: «I sindaci Pd, chiamati alle armi dal proprio partito, hanno scelto di dar vita al bando di gara per individuare il socio privato per la gestione dei rifiuti per l’Ato Toscana Costa. Un monopolio della durata di 15 anni che nelle mani di un “privato fortunato” rappresenta un potere enorme sulla determinazione di un servizio essenziale e di conseguenza delle derivanti bollette».
De Mattia si chiede se, alle luce delle dichiarazioni del direttore di Ato Franco Borchi, questa sia la strada migliore per i cittadini. «Direttore il quale preventivamente ha ricordato a tutti i sindaci presenti in assemblea che RetiAmbiente che quella che nascerà sarà una società incontrollabile dalla stessa Ato - spiega l’assessore- Questo perché sarebbe impossibile tenere sotto controllo 2500 dipendenti. Mi chiedo ancora: i sindaci Pd hanno votato compatti per la creazione di una società incontrollabile, siamo sicuri che sia stato fatto l’interesse dei cittadini? Come ha detto il sindaco Massimo Betti, noi combatteremo per proteggere la società Base e ci schiereremo al fianco di tutti gli altri sindaci schierati a difesa dei cittadini».
Il video degli amministratori di Bagni di Lucca e degli altri Comuni che rifiutano la scelta dell’Ato sfonda sui social (già quasi cinquantamila le visualizzazioni), mentre fanno discutere le dichiarazioni del vicesindaco di Pietrasanta, Daniele Mazzoni, che fa parte del fronte dei dissidenti. Mazzoni contesta la proposta dell’Ato e dice: «Io la chiamerei carta dei disservizi. Non a caso, prevede una soglia dell’1% di tolleranza per eventuali disagi e carenze da parte del gestore che non saranno contestabili e sanzionabili. Quella in atto è un’operazione che va contro gli interessi del territorio e comporterà un sicuro aumento delle tariffe».
Sulla decisione dell’Ato i dissidenti faranno ricorso al Tar, mentre il sindaco di Bagni di Lucca rincara la dose: «Siamo più che mai decisi a seguire il nostro cammino amministrativo senza santi in paradiso. Santi che, nei mandati passati, spesso ci sono costati di più del vantaggio ricevuto. Ora siamo decisi a tutelare l’interesse dei cittadini senza subire l’apparato che si nasconde dietro questi sistemi divenuti ingestibili, e a resistere alla pressione dei potentati. Il vero amministratore deve avere coraggio e deve sapere imporre la propria autorità politica per tutelare l’interesse della collettività. Siamo stati contattati già da decine di amministratori di altri Comuni che la pensano come noi».
Emanuela Ambrogi
Spara a zero l’assessore Maurizio De Mattia: «I sindaci Pd, chiamati alle armi dal proprio partito, hanno scelto di dar vita al bando di gara per individuare il socio privato per la gestione dei rifiuti per l’Ato Toscana Costa. Un monopolio della durata di 15 anni che nelle mani di un “privato fortunato” rappresenta un potere enorme sulla determinazione di un servizio essenziale e di conseguenza delle derivanti bollette».
De Mattia si chiede se, alle luce delle dichiarazioni del direttore di Ato Franco Borchi, questa sia la strada migliore per i cittadini. «Direttore il quale preventivamente ha ricordato a tutti i sindaci presenti in assemblea che RetiAmbiente che quella che nascerà sarà una società incontrollabile dalla stessa Ato - spiega l’assessore- Questo perché sarebbe impossibile tenere sotto controllo 2500 dipendenti. Mi chiedo ancora: i sindaci Pd hanno votato compatti per la creazione di una società incontrollabile, siamo sicuri che sia stato fatto l’interesse dei cittadini? Come ha detto il sindaco Massimo Betti, noi combatteremo per proteggere la società Base e ci schiereremo al fianco di tutti gli altri sindaci schierati a difesa dei cittadini».
Il video degli amministratori di Bagni di Lucca e degli altri Comuni che rifiutano la scelta dell’Ato sfonda sui social (già quasi cinquantamila le visualizzazioni), mentre fanno discutere le dichiarazioni del vicesindaco di Pietrasanta, Daniele Mazzoni, che fa parte del fronte dei dissidenti. Mazzoni contesta la proposta dell’Ato e dice: «Io la chiamerei carta dei disservizi. Non a caso, prevede una soglia dell’1% di tolleranza per eventuali disagi e carenze da parte del gestore che non saranno contestabili e sanzionabili. Quella in atto è un’operazione che va contro gli interessi del territorio e comporterà un sicuro aumento delle tariffe».
Sulla decisione dell’Ato i dissidenti faranno ricorso al Tar, mentre il sindaco di Bagni di Lucca rincara la dose: «Siamo più che mai decisi a seguire il nostro cammino amministrativo senza santi in paradiso. Santi che, nei mandati passati, spesso ci sono costati di più del vantaggio ricevuto. Ora siamo decisi a tutelare l’interesse dei cittadini senza subire l’apparato che si nasconde dietro questi sistemi divenuti ingestibili, e a resistere alla pressione dei potentati. Il vero amministratore deve avere coraggio e deve sapere imporre la propria autorità politica per tutelare l’interesse della collettività. Siamo stati contattati già da decine di amministratori di altri Comuni che la pensano come noi».
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