Il Tirreno

Lucca

Punk e non solo L’altra Inghilterra alla “Ragghianti”

di Paola Taddeucci
Punk e non solo L’altra Inghilterra alla “Ragghianti”

Valorizzato il ruolo del movimento nella storia dell’arte Fra i protagonisti Jamie Reid, icona del situazionismo

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LUCCA. Non poteva che inaugurarla Julien Temple, icona della cultura punk, la mostra dedicata alle avanguardie artistiche inglesi che hanno trasformato l'estetica, i linguaggi espressivi e le modalità produttive dell'arte contemporanea. Ieri il regista britannico ha tenuto a battesimo "PunkDadaSituation", inserita nel Lucca Film Festival-Europa Cinema e allestita nel mezzanino della Fondazione Ragghianti, in via San Micheletto. Un'esposizione che intende sovvertire l'immagine di superficie data a questo movimento, liquidato come ribellione giovanile, fenomeno musicale e di costume, dandogli invece la collocazione che gli spetta - a giudizio del curatore Alessandro Romanini - nella storia della cultura e dell'arte occidentale. Al centro della mostra anche lo stesso Temple con una vasta retrospettiva dei suoi lavori: tra tutti, i due film sui Sex Pistols, il gruppo musicale che nel 1977 pubblicò "God save the Queen", il manifesto del punk. E alla band britannica è legato John Tiberi, ex loro tour manager oltreché fotografo e collezionista d'arte, anch'egli presente all'inaugurazione e del quale sono esposte numerose immagini.

Davanti al suo obiettivo sono passati i luoghi simbolo del periodo che a partire dalla metà degli anni Settanta ha cambiato il volto dell'Inghilterra e non solo: da Johnny Rotten a Sid Vicious, da Malcom McLaren a Vivienne Westwood, dai cento club dove si sono tenuti i primi concerti al negozio di King's Road 430, epicentro e motore dell'ultima avanguardia del XX secolo. Altro protagonista e ancora legato ai Sex Pistols è Jamie Reid, graphic designer e mente colta del punk, oggi settantenne. Profondo conoscitore delle avanguardie artistiche e letterarie del Novecento, in particolare del Dada e dell'Internazionale situazionista, Reid ne ha preso lo spirito corrosivo e il gusto per la provocazione verbale per dare vita alla filosofia del "Do it yourself". Nella sua produzione artistica Reid mischia la tecnica del collage di ascendenza surrealista, l'attivismo dei Situazionisti e lo stile barricadero del Dada e della Mail art. In mostra viene esposto un nucleo di oltre 35 opere originali - di cui almeno dieci inedite - che sono diventate universalmente icone del movimento nel corso di decenni e pioniere dello stile "Do it yourself" che ha fatto scuola nel panorama indie internazionale. Tra queste il collage originale che ha dato vita a una delle copertine più iconiche della storia del rock, quella di "God save the Queen" del gruppo inglese. La mostra è aperta fino al 1 maggio, a ingresso libero, tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 19,30.

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