La manifestazione
Per la Santa Croce restauri tutti ultimati
Mancano soltanto le due campate nella navata destra
LUCCA. Nell’aria rimane una nota acre lasciata dai materiali da restauro, da soluzioni chimiche e polveri. Tutt’intorno il marmo è bianchissimo, brilla, e spiccano le tombe dei vescovi Guidiccioni per anni ostaggio del buio e dei fumi. In alto, la volta blu punteggiata di stelle d’oro è finalmente uniforme, senza più ponteggi a dividerla. È ultimato il restauro del transetto nord della Cattedrale di San Martino: le impalcature sono state spazzate via definitivamente venti anni dopo che un consistente rischio di cedimento strutturale della chiesa maggiore di Lucca le aveva rese necessarie. Adesso, per restituire la struttura a tutta la sua incomparabile magnificenza, rimangono da recuperare le due campate occidentali, le prime della navata destra guardando l’altare maggiore.
Monsignor Mauro Lucchesi, rettore della Cattedrale, annuncia che «il recupero delle due campate sarà ultimato prima della prossima festività della Santa Croce. L’intervento sarà finanziato per intero dall’ente cattedrale per 370.000 euro», con soldi, quindi, provenienti dalle entrate della biglietteria della chiesa.
Ieri a salutare il compimento del restauro del transetto nord (intervento costato oltre un milione), in Cattedrale c’erano autorità ecclesiastiche e istituzionali: il vescovo Italo Castellani, il sindaco Alessandro Tambellini, il consigliere regionale Stefano Baccelli, il soprintendente Luigi Ficacci, il prefetto Maria Laura Simonetti e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Arturo Lattanzi: proprio all’ente di San Micheletto si deve il recupero della Cattedrale fin qui. Un investimento molto importante: oltre 9 milioni di euro negli ultimi dieci anni, di cui 850.000 euro destinati al recupero del transetto nord (l’ente Cattedrale ha contribuito in questo caso con una cifra di 170.000 euro) e 333.000 utilizzati per il restauro della torre campanaria.
Comune ai commenti e alle riflessioni dei presenti, ieri, il senso di una «Cattedrale di tutti - sottolinea monsignor Lucchesi -, luogo in cui si intreccia la storia religiosa e quella della città di Lucca». Oggi ancora di più, grazie agli imponenti restauri compiuti da uno staff composito (Mauro Cigolotti ed Elisa Pasquini per le decorazioni pittoriche, Pierluigi Agostini e collaboratori per le membrature lapidee del transetto, Giuliano Delle Monache per gli stalli lignei, Marcello Ragone per le vetrate e la Tecnoservice per l’impianto di illuminazione) diretto da Momus Architetti (Paolo Bertoncini Sabatini e Paula Sausa).
Il restauro delle volte completa il recupero delle decorazioni realizzate intorno al 1881 da Enrico Ridolfi e Michele Marcucci; di grande importanza è la riscoperta del monumento funebre dei vescovi Guidiccioni, scenografica architettura marmorea del XVII drvolo che introduce alla bellissima cappella del Santuario. Cappella nella quale si trova uno scrigno che racchiude la rinascimentale pala della Madonna con il Bambino fra i santi Giovanni Battista e Stefano, opera di Fra Bartolomeo nel 1509, rientrata ora nella sua originaria collocazione in Cattedrale dopo un “esilio” di circa vent’anni, da quando in pratica iniziarono i lavori, nel museo di Villa Guinigi.
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