Proteste
Negozi, il vero business è sugli affitti
Lucca, prezzi in lieve calo ma si resta sui 40 euro al metro per le zone di pregio. Gli esercenti storici preferiscono locare il fondo
LUCCA. Più che lievi fluttuazioni, i dati semestrali dell’Osservatorio del mercato immobiliare, sembrano fotografare una situazione ormai consolidata. Quella che racconta di un centro ormai troppo costoso per i negozianti storici e sempre più appetito dalle grandi catene, le uniche in grado di permettersi affitti da capogiro. E che in taluni casi arrivano a 10mila euro al mese. Ciò nonostante le richieste non mancano: c’è ad esempio, una prestigiosa marca di orologi che sta cercando un affaccio su via Fillungo e non bada a spese.
La città, dunque, sta cambiando pelle: se in meglio o in peggio lo capiremo solo tra qualche anno. A raccontarci questa mutazione ci sono i dati dell’Omi: quelli del secondo semestre 2016 non si discostano molto dal periodo precedente. I prezzi di vendita sono leggermente calati (la forbice va da 4.700 a 9.000 euro) per ciò che riguarda sia le zone di pregio (il quadrilatero d’oro che si snoda attorno a San Michele e ha il suo fulcro in via Fillungo), sia la parte meno pregiata del centro.
Ma la cosa che più interessa è quella relativa agli affitti, perché è lì che c’è vero business. Chi ha un fondo in centro, sa di avere tra le mani una miniera d’oro e non pensa certo di venderlo. Gli basta metterlo a rendita. Come? Affittandolo. I prezzi massimi delle locazioni nelle zone più pregiate del centro storico arrivano a superare i 40 euro al metro quadro. Quindi 4mila euro al mese per un fondo di 100 metri e 8mila per uno di 200. Cifre da capogiro che in alcuni casi vanno anche al di sopra di quello che registra l’Omi. «I valori dell’osservatorio sono indicativi ma in certi casi lasciano il tempo che trovano – spiega Marco Catelli, titolare della omonima immobiliare (che si occupa di compravendite) e di Studio affitti (tratta le locazioni) – Contano la posizione e le caratteristiche del fondo: ad esempio, se un locale ha la possibilità di avere uno spazio esterno pagando la tassa del suolo pubblico, anche l’affitto lievita. Negli ultimi mesi non ci sono state grosse oscillazioni, semplicemente si sta consolidando una tendenza: quella legata alla chiusura dei negozi tradizionali e allo sbarco in città dei franchising. Sono già diversi anni che il mercato degli affitti commerciali ha preso questa direzione». Come mostra la tabella qui sopra il primo passo è stato fatto tra il 2013 e il 2014: quell’anno si registrò un incremento forte, nell’ordine del 20% (da 34 a 41 euro al metro) rispetto al 2013. Per quanto riguarda il minimo, invece, si è avuto un leggero calo, fra il 2014 e il 2015, ma nell’ultimo semestre i prezzi sono tornati a salire, passando da 20,03 a 21 euro al metro.
Molti si lamentano di questa mutazione commerciale di Lucca, altri hanno deciso puntarci. Non sono pochi i negozianti che hanno scelto di trasferire l’attività fuori dalle mura e di affittare il fondo che avevano in centro. Ultimo il caso della ferramenta Rossi, che ha locato il fondo di via Santa Croce e ha aperto un negozio a Sant’Anna. Ma l’elenco sarebbe lungo. E se i fondi di cui si è proprietari sono molti, allora l’attività di immobiliarista diventa predominante su quella di negoziante. A risentirne è il commercio di qualità, per secoli vanto di Lucca. Possibile invertire (o governare) questa tendenza? La nuova amministrazione dovrà porsi la questione.
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